Questa pagina è per chi deve entrare in Italia da un Paese extra-UE e vuole capire quale visto chiedere: trovi i 21 tipi ufficiali, le categorie A, C e D e le guide di dettaglio. SH Immigration Specialists offre assistenza amministrativa per il visto di ingresso; per consulenza legale e ricorsi ci sono le avvocate dello studio legale.
In breve. I tipi di visto per l’Italia si dividono in tre categorie: A per il transito aeroportuale, C per i soggiorni brevi (fino a 90 giorni ogni 180) e D, il visto nazionale, per i soggiorni lunghi. Il decreto interministeriale n. 850 dell’11 maggio 2011 elenca 21 motivi d’ingresso, dal turismo al lavoro, dallo studio al ricongiungimento familiare. Il visto serve per entrare: per restare oltre il soggiorno breve serve poi il permesso di soggiorno. Qui trovi l’elenco completo, i passaggi per fare domanda e le guide di dettaglio.
Pagina aggiornata a ottobre 2026 sulla base delle fonti ufficiali indicate in fondo. Le regole cambiano: verifichiamo sempre le istruzioni aggiornate.
Quali categorie di visto esistono: A, C e D?
Un visto è l’autorizzazione a entrare in Italia rilasciata da ambasciate e consolati italiani a chi, per cittadinanza e durata del soggiorno, ne ha bisogno. Le categorie nascono dal Codice dei visti dell’Unione europea (Regolamento CE n. 810/2009) per i soggiorni brevi; oltre i 90 giorni i visti sono nazionali e in Italia sono regolati dal Testo unico sull’immigrazione (D.Lgs. 286/1998, art. 4) e dal decreto interministeriale n. 850 dell’11 maggio 2011.
- A Transito aeroportuale. Permette di restare nella zona internazionale di un aeroporto durante uno scalo; non consente di entrare nello spazio Schengen.
- C Soggiorno breve (visto Schengen uniforme). Fino a 90 giorni in ogni periodo di 180, con uno, due o più ingressi. In presenza di condizioni può valere più anni, ma il limite dei 90 giorni su 180 resta.
- D Soggiorno lungo (visto nazionale). Per soggiorni in Italia oltre i 90 giorni, da 91 a 365 giorni. Finché è valido, permette di muoversi negli altri Paesi Schengen fino a 90 giorni in ogni periodo di 180.
- Validità territoriale limitata (VTL). Vale solo nello Stato che lo rilascia o in Stati indicati. È una deroga eccezionale e non si può chiedere direttamente.
- Visto e permesso di soggiorno sono due cose diverse. Il visto autorizza l’ingresso; il permesso autorizza a restare e si chiede dopo l’arrivo. Vedi i tipi di permesso di soggiorno.
Quali sono tutti i tipi di visto per l’Italia?
L’articolo 1 del decreto interministeriale n. 850/2011 elenca 21 tipi di visto, uno per ogni motivo d’ingresso. Qui trovi il nome ufficiale, la categoria secondo l’allegato A del decreto (“C D” indica che esiste in entrambe le forme, a seconda della durata), a cosa serve e la guida.
| Motivo | Categoria | A cosa serve | Guida |
|---|---|---|---|
| Adozione | D | Ingresso di un minore straniero adottato, o affidato a scopo di adozione, che andrà a vivere in Italia con i genitori adottivi. Serve l’autorizzazione della Commissione per le adozioni internazionali. | — |
| Affari | C | Brevi viaggi d’affari. Bisogna dimostrare mezzi di sostentamento, alloggio e assicurazione sanitaria. | Visto per affari |
| Cure mediche | CD | Cure presso strutture sanitarie pubbliche o private accreditate, per un soggiorno breve o lungo. Il visto può essere rilasciato anche a un accompagnatore che assiste il malato, se ha mezzi di sostentamento adeguati. | Cure mediche |
| Diplomatico | D | Titolari di passaporto diplomatico o di servizio assegnati a missioni diplomatiche o consolari in Italia o presso la Santa Sede. Si chiede per via diplomatica, con approvazione preventiva del Ministero degli Esteri. | — |
| Gara sportiva | C | Brevi soggiorni per partecipare a gare o manifestazioni sportive in Italia. | Gara sportiva |
| Invito | C | Breve soggiorno di chi è invitato da enti, istituzioni od organizzazioni, pubbliche o private, di rilievo, come ospite di eventi politici, scientifici o culturali. | Lettera di invito |
| Lavoro autonomo | CD | Attività professionale o lavorativa non subordinata in Italia. Il decreto richiede, tra l’altro, mezzi economici, alloggio e un nulla osta provvisorio della Questura. | Lavoro autonomo |
| Lavoro subordinato | CD | Lavoro da dipendente in Italia. Di regola serve prima il nulla osta (autorizzazione) dello Sportello Unico per l’immigrazione, da usare per il visto entro sei mesi (quattro nei casi dell’art. 27). | Lavoro subordinato · Decreto Flussi |
| Missione | CD | Funzionari di governi, enti pubblici e organizzazioni internazionali inviati in Italia per incarichi ufficiali, e giornalisti accreditati. | — |
| Motivi familiari | D | Familiari di chi vive in Italia: ricongiungimento familiare (artt. 28 e 29 del Testo unico) e familiari di cittadini italiani o UE. Per i familiari di cittadini non UE il nulla osta va usato entro sei mesi. | Ricongiungimento familiare |
| Motivi religiosi | CD | Ministri di culto e persone che svolgono attività ecclesiastica, religiosa o pastorale, per soggiorni brevi o lunghi. La natura religiosa dell’attività va documentata. | Visto per motivi religiosi |
| Reingresso | D | Per chi aveva già un permesso di soggiorno in Italia, scaduto da non oltre 60 giorni (con alcune eccezioni) o non più disponibile (per esempio smarrito), e deve rientrare per proseguire il soggiorno. In diversi casi serve il nulla osta della Questura. | Visto di reingresso |
| Residenza elettiva | D | Per chi vuole stabilirsi in Italia senza lavorare, con un’abitazione e un reddito stabile e autonomo, per esempio da pensione. | Residenza elettiva |
| Ricerca | CD | Ricerca presso università o istituti che rispettano i requisiti di legge, come dipendente, autonomo o con borsa. Servono un titolo che dà accesso al dottorato e il nulla osta dello Sportello Unico. | Visto per ricerca |
| Studio | CD | Corsi universitari, istruzione superiore, formazione professionale, tirocini o ricerca avanzata. Servono mezzi di sostentamento, alloggio e assicurazione sanitaria. | Visto per studio |
| Transito aeroportuale | A | Solo per i cittadini dei Paesi per cui è previsto l’obbligo: resti nella zona internazionale di transito di un aeroporto durante lo scalo, senza entrare in Italia. | Visto di transito |
| Transito | C | Attraversare il territorio Schengen nel viaggio da un Paese non UE a un altro. I requisiti sono simili a quelli del visto turistico. | Visto di transito |
| Trasporto | C | Professionisti del trasporto di merci o persone, come autisti di mezzi pesanti ed equipaggi di voli charter o privati, per soggiorni brevi. | — |
| Turismo | C | Brevi soggiorni turistici in Italia e negli altri Paesi Schengen. Servono mezzi di sostentamento, alloggio, biglietto di ritorno e assicurazione sanitaria. | Visto turistico |
| Vacanze-lavoro | D | Per i cittadini dei Paesi con cui l’Italia ha accordi specifici: soggiorno fino a un anno, con limiti all’attività lavorativa. Requisiti e Paesi dipendono dagli accordi. | Visto vacanze-lavoro |
| Volontariato | CD | Per i programmi nel contingente triennale l’art. 27-bis del Testo unico indica persone tra 25 e 35 anni (il decreto del 2011 indicava 20-30 anni), di norma fino a un anno, con nulla osta dello Sportello Unico da usare entro sei mesi. Il Ministero avverte però (portale e schede “Diritti e doveri”, edizione di maggio 2026) che fino al 2015 non risultavano contingenti nazionali autorizzati e che allo stato per questi ingressi non si rilasciano né nulla osta né visti; il visto è invece rilasciato per i programmi europei (Servizio volontario europeo). Verifica con il consolato. | Visto per volontariato |
Scorri la tabella di lato per vedere tutte le colonne.
La categoria segue l’allegato A del decreto, con un’eccezione: per il transito aeroportuale l’allegato indica V.T.L. (validità territoriale limitata), mentre il preambolo del decreto, il Ministero e il portale parlano di visto di tipo A. Sul portale ministeriale “Il visto per l’Italia” alcuni motivi compaiono con una sola categoria (il volontariato, per esempio, solo come visto D) e con varianti operative, come “Lavoro subordinato – Marittimi” o “Studio – Tirocinio”; il portale elenca inoltre “Investitori”, un motivo che non è tra i 21 del decreto.
Nomadi digitali, Blue Card, investitori: sono visti a parte?
Molti visti si cercano con un nome proprio, ma nelle fonti ufficiali sono per lo più varianti di un tipo dell’elenco o percorsi per ottenerlo. Ecco come li inquadrano le fonti ufficiali che abbiamo consultato.
- Nomadi digitali e lavoratori da remoto. Le istruzioni dei consolati li trattano come varianti del visto per lavoro autonomo (nomadi digitali) e del visto per lavoro subordinato (lavoratori da remoto). Guida: Visto per nomadi digitali in Italia.
- Investitori (“golden visa”). Non compaiono tra i 21 tipi del decreto del 2011, ma il portale ministeriale li elenca come motivo a sé, “Investitori”, solo come visto D. Prima del visto serve il nulla osta del comitato Investor Visa for Italy. Guida: Visto per investitori in Italia.
- Carta blu UE e trasferimento intra-societario (ICT). Sono percorsi del visto D per lavoro subordinato, fuori quota, con nulla osta dello Sportello Unico per l’immigrazione (artt. 27-quater e 27-quinquies del Testo unico). Guide: Carta blu UE, Trasferimento intra-societario ICT, Lavoro in casi particolari (art. 27).
- Lavoro stagionale. Rientra nel visto per lavoro subordinato (a tempo indeterminato, determinato o stagionale). Guida: Permesso di soggiorno per lavoro stagionale.
- Decreto Flussi. Non è un tipo di visto: sono le quote annuali di ingresso per lavoro. Il datore di lavoro ottiene prima il nulla osta dallo Sportello Unico, poi il lavoratore chiede il visto per lavoro. Guide: Decreto Flussi 2027: date e click day, Domanda Decreto Flussi 2027.
- Artisti e sportivi professionisti. Il portale prevede le varianti “Spettacolo” e “Attività sportiva” dei visti per lavoro autonomo e subordinato. Guida: Visto per artisti internazionali.
Queste classificazioni derivano dalle istruzioni di ambasciate e consolati e dal portale ministeriale, e possono cambiare con le nuove norme.
Quale visto fa per te? Le guide per scopo
Parti da quello che vuoi fare in Italia: ogni scheda rimanda alle guide di dettaglio del nostro sito.
Turismo, affari, inviti e transiti
Soggiorni fino a 90 giorni in ogni periodo di 180, di norma con visto C. Controlla prima se la tua cittadinanza richiede il visto.
- Visto turistico per l’Italia
- Lettera di invito
- Fideiussione bancaria per visto turistico
- Assicurazione sanitaria per stranieri
- Visto per affari in Italia
- Visto per gara sportiva
- Visto di transito
- Visto per cure mediche
- Proroga del visto turistico
Lavoro dipendente e Decreto Flussi
Il lavoro dipendente passa di norma dal nulla osta dello Sportello Unico e poi dal visto D. Qui le guide su quote, Carta blu UE e trasferimenti.
Lavoro autonomo, investitori e nomadi digitali
Per chi lavora in proprio, investe o lavora da remoto: requisiti economici, nulla osta e, spesso, partita IVA.
Studio, ricerca e volontariato
Corsi, ricerca e programmi di volontariato: di solito servono l’iscrizione o l’invito dell’ente, mezzi di sostentamento, alloggio e assicurazione sanitaria.
Famiglia e vita in Italia
Ricongiungimento, familiari di cittadini italiani o UE, residenza elettiva e rientro in Italia dopo la scadenza del permesso.
Come si chiede un visto per l’Italia, passo dopo passo?
La procedura cambia secondo il tipo di visto e la sede, ma i passaggi sono questi.
- Controlla se ti serve il visto e quale. Sul portale “Il visto per l’Italia” del Ministero degli Esteri indichi cittadinanza, Paese di residenza, durata (fino a 90 giorni o più) e motivo. Se per un soggiorno breve non serve il visto, servirà l’autorizzazione di viaggio ETIAS (non è un visto) quando il sistema sarà in funzione: il 28 aprile 2026 la Commissione europea ne indicava l’avvio nell’ultimo trimestre del 2026, con data esatta da comunicare. Controlla lo stato sul sito ufficiale.
- Individua l’ufficio competente. La domanda si presenta all’ufficio visti dell’ambasciata o del consolato italiano del luogo in cui risiedi stabilmente. Ogni sede ha regole operative proprie: abbiamo guide per il visto dal Marocco e da Cuba.
- Prepara modulo e documenti. Ogni motivo ha la sua lista: scopo del viaggio, alloggio, mezzi di sostentamento, assicurazione sanitaria (per i visti Schengen con copertura minima di 30.000 euro) e, quando previsto, il nulla osta. Ti possono servire la lettera di invito, l’assicurazione sanitaria e la legalizzazione dei documenti esteri.
- Prenota e presenta la domanda. Per i visti Schengen, alla prima domanda ti presenti di persona per foto e impronte digitali (esclusi i minori di 12 anni). L’appuntamento dovrebbe, di regola, essere fissato entro due settimane dalla richiesta. Alcune sedi usano un fornitore di servizi esterno, con un costo a parte.
- Paga il diritto consolare e attendi la decisione. Importi e termini ufficiali sono nella sezione “Quanto costa un visto”. Se servono verifiche all’estero i tempi possono allungarsi.
- Ritira il visto e controllalo. Verifica la durata (il soggiorno massimo consentito), la validità (il periodo in cui puoi usare il visto), il numero di ingressi e i dati personali.
- Entra in Italia e rispetta gli obblighi. Il visto non dà un diritto automatico di ingresso: alla frontiera i requisiti possono essere ricontrollati e i tuoi dati registrati, per i soggiorni brevi, nel sistema europeo EES, pienamente operativo dal 10 aprile 2026. Dopo l’arrivo vale la regola degli otto giorni, spiegata più sotto.
Quanto costa un visto e quanto tempo ci vuole?
Importi e termini sono quelli ufficiali al 19 ottobre 2026; cambiano nel tempo e alcune sedi applicano regole proprie. Il diritto consolare copre le spese amministrative per trattare la domanda e di regola non viene restituito se il visto è rifiutato.
- Visto Schengen (A o C): 90 euro per gli adulti e 45 euro per i minori da 6 a meno di 12 anni, dall’11 giugno 2024; sotto i 6 anni non si paga. Il Codice dei visti prevede esenzioni per alcune categorie, per esempio i ricercatori in viaggio di ricerca e gli studenti in viaggio di studio.
- Visto nazionale D: 116 euro; 50 euro per il visto D per motivi di studio (tariffa consolare, art. 29; alcune versioni della tabella riportano un importo diverso, quindi conferma l’importo con la sede). Riduzioni o esenzioni dipendono dal caso: controlla la pagina della sede.
- Fornitore di servizi esterno. Dove le domande passano da un fornitore esterno (outsourcing) può esserci un costo di servizio a parte: per i visti Schengen di regola non può superare la metà del diritto consolare, cioè 45 euro quando il diritto è di 90.
- Quando presentare la domanda. Non prima di sei mesi dal viaggio (nove per i marittimi) e, di norma, almeno 15 giorni di calendario prima della partenza; l’appuntamento, di regola, entro due settimane dalla richiesta (Codice dei visti, art. 9).
- Visto Schengen (C): decisione entro 15 giorni di calendario dalla domanda ammissibile, fino a 45 nei casi singoli che lo richiedono (art. 23).
- Visto nazionale (D): 90 giorni come regola generale (art. 5, comma 8, DPR 394/1999); il Ministero indica termini di 30 giorni per il lavoro subordinato nelle quote del Decreto Flussi e per il ricongiungimento familiare e di 120 giorni per il lavoro autonomo. Se servono verifiche presso autorità estere i termini possono non essere rispettati.
Cosa devi fare dopo l’arrivo in Italia?
Il visto autorizza solo l’ingresso. Che cosa fare dopo dipende dalla durata del soggiorno.
- Soggiorno oltre tre mesi (di regola con visto D). Devi chiedere il permesso di soggiorno al questore, cioè alla Questura (l’ufficio di polizia che lo rilascia), entro otto giorni lavorativi dall’ingresso (Testo unico, art. 5, comma 2). Di solito si usa il kit postale, il plico che si spedisce da un ufficio postale abilitato; per alcune categorie ci si presenta in Questura. Per alcuni visti di lavoro e di famiglia bisogna prima passare dallo Sportello Unico per l’immigrazione, presso la Prefettura.
- Soggiorno breve, fino a tre mesi. Per visite, affari, turismo e studio di regola non serve il permesso di soggiorno, ma serve la dichiarazione di presenza: si fa all’ingresso alla frontiera o, se arrivi da un altro Paese Schengen, entro otto giorni al questore (legge n. 68/2007, art. 1). Non farla può portare all’espulsione, salvo forza maggiore.
- Per approfondire. Dichiarazione di presenza e primo ingresso, richiesta del permesso di soggiorno, residenza in Italia e l’elenco dei tipi di permesso di soggiorno.
Cosa succede se il visto viene rifiutato?
Il rifiuto ti viene comunicato dalla sede consolare. Per i visti Schengen si usa un modulo standard che indica i motivi e come ricorrere (Codice dei visti, art. 32 e allegato VI); chi riceve un rifiuto ha diritto di ricorrere secondo la legge dello Stato che ha deciso. In Italia il diniego va comunicato in una lingua che comprendi; per motivi di sicurezza o di ordine pubblico può non essere motivato, tranne per le domande di visto presentate ai sensi degli artt. 22, 24, 26, 27, 28, 29, 36 e 39 del Testo unico, tra cui quelle per lavoro, famiglia e studio (Testo unico, art. 4, comma 2).
Secondo il Ministero degli Esteri, contro il rifiuto di un visto Schengen o nazionale non richiesto per motivi familiari si può ricorrere, tramite avvocato, al TAR del Lazio entro 60 giorni dalla notifica. Per il visto nazionale per motivi familiari il ricorso va al Tribunale ordinario, sempre tramite avvocato e, secondo il Ministero, senza limiti di tempo.
Tra i motivi di rifiuto previsti dal Codice dei visti ci sono: documento di viaggio falso, scopo del soggiorno non giustificato, mezzi di sostentamento insufficienti, dubbi sull’intenzione di lasciare lo spazio Schengen prima della scadenza e mancanza di un’assicurazione sanitaria adeguata. Approfondisci nella guida Visto rifiutato per l’Italia: motivi e ricorso.
Domande frequenti sui tipi di visto per l’Italia
Quanti tipi di visto per l’Italia esistono?
Le categorie sono tre: A (transito aeroportuale), C (soggiorno breve, fino a 90 giorni su 180) e D (visto nazionale per soggiorni lunghi). I motivi d’ingresso ufficiali, secondo il decreto interministeriale n. 850/2011, sono 21, dal turismo al lavoro. Alcuni motivi esistono sia come visto C sia come visto D, a seconda della durata.
Che differenza c’è tra visto C e visto D?
Il visto C è il visto Schengen uniforme: vale per soggiorni fino a 90 giorni in ogni periodo di 180 nell’area Schengen. Il visto D è un visto nazionale per soggiorni più lunghi, da 91 a 365 giorni, e autorizza soltanto l’ingresso: dopo l’arrivo bisogna chiedere il permesso di soggiorno.
Il visto è lo stesso di un permesso di soggiorno?
No. Il visto è l’autorizzazione a entrare in Italia, rilasciata da ambasciate e consolati; il permesso di soggiorno è il documento che consente di restare e si chiede alla Questura. Per i soggiorni brevi fino a tre mesi di regola il permesso non serve, ma si fa la dichiarazione di presenza.
Posso lavorare con un visto turistico?
No. Il visto per turismo è previsto per soggiorni turistici di breve durata, mentre il lavoro ha visti propri, come lavoro subordinato e lavoro autonomo. Di norma chi vuole lavorare in Italia passa dal Decreto Flussi: il datore di lavoro chiede il nulla osta e poi il lavoratore chiede il visto per lavoro.
Chi ha bisogno del visto per entrare in Italia?
Dipende dalla cittadinanza e dalla durata. Secondo il regolamento (UE) 2018/1806 i cittadini dei Paesi dell’allegato I hanno bisogno del visto; quelli dell’allegato II possono stare fino a 90 giorni su 180 senza visto. Per soggiorni più lunghi serve in genere un visto nazionale D. Il portale “Il visto per l’Italia” indica il tuo caso.
Quanto tempo ci vuole per ottenere un visto?
Il visto Schengen (C) si decide di norma entro 15 giorni di calendario, fino a 45 in casi singoli. Per i visti nazionali (D) il termine generale è 90 giorni: 30 per il lavoro subordinato nelle quote del Decreto Flussi e per il ricongiungimento familiare, 120 per il lavoro autonomo. Se servono verifiche all’estero i tempi possono allungarsi.
Cosa succede se il visto viene rifiutato?
Il rifiuto ti viene comunicato, di regola con i motivi e le indicazioni per il ricorso. Per un visto Schengen, o nazionale non richiesto per motivi familiari, il Ministero degli Esteri indica il ricorso al TAR del Lazio, tramite avvocato, entro 60 giorni dalla notifica; per il visto familiare è competente il Tribunale ordinario, senza limiti di tempo secondo il Ministero.
Un visto si può prorogare?
Il visto di breve durata (C) può essere prorogato solo in casi eccezionali, per esempio forza maggiore, motivi umanitari o gravi motivi personali; in quest’ultimo caso il Codice dei visti prevede una tassa di 30 euro. Decide la Questura. Il visto D autorizza solo l’ingresso: per restare si chiede il permesso di soggiorno.
Fonti ufficiali
- Decreto interministeriale n. 850 dell’11 maggio 2011: tipologie dei visti d’ingresso e requisiti – Ministero degli Affari Esteri
- Tipologie di visto e durata – Ministero degli Affari Esteri
- Il visto per l’Italia (portale) – Ministero degli Affari Esteri
- Termini di rilascio dei visti – Ministero degli Affari Esteri
- Domande frequenti: visti ed entrare in Italia – Ministero degli Affari Esteri
- Tariffa consolare (allegato al D.Lgs. 71/2011), art. 29 – Ministero degli Affari Esteri
- Regolamento (CE) n. 810/2009, Codice dei visti, testo consolidato del 28.06.2024 (in inglese) – Unione europea
- Schengen visa fee increased as of 11 June 2024 (in inglese) – Commissione europea
- Visa policy (in inglese) – Commissione europea
- D.Lgs. 286/1998, Testo unico sull’immigrazione (artt. 4 e 5) – Ministero degli Affari Esteri
- Legge 28 maggio 2007, n. 68: soggiorni brevi e dichiarazione di presenza – Camera dei deputati
- Main differences between the EES and ETIAS (in inglese) – Commissione europea
Fonti consultate il 19 ottobre 2026. Importi, tempi e procedure cambiano e possono variare da sede a sede: verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’ambasciata o del consolato competente. L’esito dipende dalle autorità competenti. Questo contenuto offre informazioni generali e non costituisce consulenza legale.
Guide utili
- Visto di ingresso per l’Italia: tipi, costi, documenti e tempi
- Visto turistico per l’Italia: requisiti, documenti, costi e tempi
- Lettera di invito
- Proroga del visto turistico: quando è possibile
- Visto per studio in Italia: Universitaly, documenti e tempi
- Permesso di soggiorno per lavoro subordinato
- Domanda Decreto Flussi 2027: requisiti, documenti e procedura
- Visto per nomadi digitali in Italia: requisiti 2026
- Visto per investitori in Italia: importi minimi, nulla osta e permesso
- Ricongiungimento familiare: requisiti, reddito, documenti e modello S2
- Visto rifiutato per l’Italia: motivi e ricorso
- Dichiarazione di presenza e primo ingresso dello straniero
- Tipi di permesso di soggiorno in Italia: elenco completo e guide
- Visto vacanze-lavoro per l’Italia
- Carta blu UE – Guida ufficiale aggiornata
- Assistenza per il visto di ingresso
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