In breve. Il visto per studio Italia è il visto nazionale di tipo D che serve ai cittadini non UE per frequentare un corso di oltre 90 giorni. Per l’università si parte dalla preiscrizione su Universitaly, che l’istituzione deve validare prima che tu chieda il visto al consolato; per le lauree del 2026/2027 la domanda va presentata entro il 30 novembre 2026. Per l’immatricolazione universitaria servono 10.179,85 euro l’anno di mezzi di sussistenza, un alloggio e una copertura sanitaria; il diritto consolare è di 50 euro.
Aggiornato il 19 ottobre 2026. Sono regole generali per il 2026/2027: ogni consolato e ogni ateneo può chiedere documenti aggiuntivi o seguire modalità diverse.
Visto per studio Italia: chi deve chiederlo e chi no?
Il visto per studio è un visto nazionale di tipo D (soggiorni lunghi, da 91 a 365 giorni secondo il portale Visto per l’Italia), rilasciato dall’ambasciata o dal consolato italiano. Autorizza solo l’ingresso: per restare serve poi il permesso di soggiorno (vedi Visto di ingresso per l’Italia: tipi, costi, documenti e tempi).
Serve ai cittadini non UE che frequentano un corso di oltre 90 giorni. Secondo la circolare del Ministero dell’università e della ricerca (MUR) non lo chiedi se:
- sei cittadino UE o di Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Svizzera, San Marino o Santa Sede;
- sei già regolarmente in Italia con uno dei permessi dell’articolo 39, comma 5, del Testo unico immigrazione (per esempio soggiornante UE di lungo periodo o permesso per lavoro, famiglia, asilo o motivi religiosi): accedi ai corsi come gli studenti italiani, senza visto e senza quote;
- sei già nell’area Schengen con una borsa di studio di un programma UE, come Erasmus+.
Per un corso fino a 90 giorni, come una summer school, serve di regola il visto Schengen di tipo C (soggiorno breve), se la tua cittadinanza lo richiede; il Codice dei visti dell’UE esenta gli studenti dal diritto di 90 euro. Tutti i tipi di visto: Tipi di visto per l’Italia: elenco completo e guide.
Quali corsi seguono la procedura Universitaly e quando va chiesto il visto?
Procedura e scadenza cambiano con il tipo di corso. AFAM sta per alta formazione artistica, musicale e coreutica (conservatori, accademie); gli ITS Academy sono i corsi di specializzazione tecnica post-diploma.
| Tipo di corso | Preiscrizione su Universitaly | Quando chiedere il visto |
|---|---|---|
| Laurea, laurea magistrale (anche a ciclo unico), diploma AFAM | Sì | Entro e non oltre il 30 novembre 2026 (2026/2027) o il 31 ottobre 2027 (2027/2028); gli istituti possono anticipare |
| Master, dottorato, corsi singoli, foundation course, corsi di lingua e cultura italiana presso le università | Sì | Nessuna data fissa, ma non dopo l’inizio delle lezioni |
| ITS Academy | No: ci si candida direttamente all’ITS | Dopo l’ammissione; il visto vale per la durata del corso (100 giorni se c’è una prova in presenza) |
| Formazione professionale e tirocini | La circolare riguarda la formazione superiore | Chiedi al consolato competente |
| Corsi fino a 90 giorni | No | Visto Schengen di tipo C, se richiesto |
Come funzionano la preiscrizione su Universitaly e la circolare del MUR?
Il MUR pubblica, con i Ministeri dell’Istruzione e del Merito, degli Esteri e dell’Interno, la circolare su ingresso, soggiorno e immatricolazione degli studenti internazionali. Quella attuale vale per il 2026/2027 e il 2027/2028 ed è sulla pagina Universitaly – Studenti stranieri. In pratica:
- scegli il corso e leggi i requisiti sul sito dell’istituzione;
- presenta la preiscrizione su Universitaly, unico canale previsto dalla circolare;
- l’istituzione valuta il tuo titolo estero e valida la preiscrizione: non lo fa il consolato;
- sostieni la prova di lingua: almeno B2 di italiano per le lauree in italiano, B1 per i foundation course, certificazione nella lingua del corso se è straniera; ci sono esenzioni, per esempio per i diplomi delle scuole italiane statali e paritarie all’estero;
- con la preiscrizione validata presenti la domanda di visto.
La validazione non garantisce né un appuntamento né il visto, che resta una decisione del consolato: questo valuta anche il rischio migratorio. Senza validazione, o con una riserva non sciolta, il visto è negato in automatico. L’istituzione può validare “con riserva” se non hai ancora il titolo o devi fare la prova di lingua o di ammissione.
Quanti posti ci sono per chi ha bisogno del visto?
Ogni ateneo fissa entro il 31 dicembre i posti per gli studenti stranieri (articolo 46, comma 1, D.P.R. 394/1999). Dal 2026/2027 può validare preiscrizioni fino a quel numero più il 20%; poi Universitaly segnala il massimo e le validazioni si fermano. In soprannumero entrano solo i borsisti per l’intera durata del corso, con borsa del Ministero degli Esteri o del governo del loro Paese. Chi non ha bisogno del visto è fuori da questi limiti.
Quali documenti servono per la domanda di visto?
L’elenco esatto lo pubblica il consolato competente. Le istruzioni 2026/2027 delle ambasciate all’Aia e a Tirana chiedono in generale:
- il modulo di domanda del visto nazionale (tipo D) firmato, una fototessera recente e un passaporto valido almeno tre mesi oltre la scadenza del visto;
- il riepilogo della preiscrizione validata dall’istituzione;
- il titolo di studio richiesto dal corso, con traduzione in italiano dove serve, e la certificazione di lingua;
- la prova dei mezzi di sussistenza, di un alloggio idoneo e della copertura sanitaria;
- altri documenti della sede, come il biglietto di ritorno o, per i minorenni, l’autorizzazione dei genitori.
I documenti esteri vanno spesso tradotti e legalizzati o apostillati, secondo la sede: vedi Legalizzazione dei certificati stranieri e apostille: guida pratica.
Titolo di studio: attestati del CIMEA o dichiarazione di valore?
Per le lauree serve il diploma finale della scuola secondaria dopo almeno 12 anni di scolarità; per le magistrali e i corsi successivi, il titolo del ciclo precedente con l’elenco degli esami. Il titolo va accompagnato dai due attestati del CIMEA, il centro che valuta i titoli esteri, oppure da una dichiarazione di valore, che copre solo la comparabilità. Le autodichiarazioni non bastano; se il titolo non c’è ancora, servono certificati provvisori ufficiali. Il visto non riconosce il titolo: lo decide l’università.
Quanti soldi servono per il visto per studio nel 2026/2027?
Per il visto di immatricolazione la circolare quantifica i mezzi di sussistenza in 10.179,85 euro l’anno (articolo 4, comma 3, del Testo unico; i mezzi sono definiti da una direttiva del Ministro dell’Interno del 1° marzo 2000).
- Provenienza. Fondi leciti e tracciabili, preferibilmente tuoi o, in alternativa, della famiglia fino al quarto grado; il consolato ne verifica l’origine.
- Altri soggetti. Possono provvedere istituzioni italiane di provata solvibilità (comprese le università), enti locali o istituzioni straniere affidabili. Una borsa di studio conta solo se assegnata, non se richiesta.
- Regole della sede. L’ambasciata a Tirana chiede un conto intestato a te e non accetta contanti né fideiussioni; quella all’Aia chiede estratti conto di tre mesi e aggiunge le tasse universitarie ancora da pagare.
Dove si presenta la domanda e quanto dura il visto?
Presenta la domanda all’ambasciata o al consolato italiano del luogo in cui risiedi. Molte sedi, come quelle all’Aia e a Tirana, fissano gli appuntamenti con Prenot@mi, il portale di prenotazione del Ministero degli Esteri. Secondo la circolare, dall’11 gennaio 2025 le impronte digitali sono obbligatorie anche per i visti nazionali.
Il visto D per studio “Immatricolazione Università” vale di regola 365 giorni, con ingressi multipli; se devi ancora sostenere prove di lingua o di ammissione, o non hai il titolo, vale 100 giorni, per farle e immatricolarti. Dal 31 gennaio il consolato revoca il visto ai candidati alle lauree che su Universitaly non risultano immatricolati e lo segnala alla Questura.
Quanto costa il visto per studio Italia e quanto tempo richiede?
Il diritto consolare per il visto D di studio è di 50 euro, contro i 116 euro del visto D generico (tariffa consolare, articolo 29); le ambasciate all’Aia e a Tirana lo indicano come non rimborsabile. Traduzioni, legalizzazioni, assicurazione e attestati sono costi a parte.
Per i visti nazionali il termine generale è di 90 giorni dalla richiesta (articolo 5, comma 8, D.P.R. 394/1999), che può non essere rispettato se servono verifiche presso autorità estere. La pagina del Ministero degli Esteri non indica un termine specifico per lo studio. A ottobre 2026 mancano poche settimane al 30 novembre per le lauree: presenta la domanda appena la preiscrizione è validata. Secondo l’ambasciata a Tirana il visto di studio può essere rilasciato soltanto fino al 30 novembre 2026, quindi la data riguarda il rilascio e non solo la domanda: chiedi alla tua sede quale scadenza vale per te.
Perché il visto per studio viene rifiutato e cosa si può fare?
Le cause più comuni, in termini generali:
- preiscrizione non validata o riserva non sciolta: il visto è negato in automatico;
- documenti incompleti o incoerenti; se sono falsi o contraffatti la domanda è inammissibile (articolo 4, comma 2, del Testo unico);
- mezzi economici, alloggio o copertura sanitaria mancanti o non verificabili;
- rischio migratorio, valutato caso per caso, o motivi di ordine pubblico e sicurezza.
Il consolato comunica il diniego in una lingua che capisci o, se non è possibile, in inglese, francese, spagnolo o arabo. Di norma per motivi di sicurezza o di ordine pubblico il diniego non è motivato, ma per i visti di studio (articolo 39) la motivazione è dovuta. Secondo il Ministero degli Esteri il ricorso contro il diniego di un visto nazionale non per motivi familiari va presentato, tramite avvocato, al TAR del Lazio (tribunale amministrativo regionale) entro 60 giorni dalla notifica: conviene rivolgersi subito a un avvocato.
Cosa fare dopo l’arrivo in Italia?
- Permesso di soggiorno. Si chiede entro otto giorni lavorativi dall’ingresso, di norma con il kit postale (il plico di moduli da ritirare e riconsegnare negli uffici postali abilitati). La ricevuta postale attesta la presenza regolare; poi la Questura ti convoca per foto e impronte. Per un permesso fino a un anno si pagano 116,46 euro (16 di bollo, 70,46 di bollettino, 30 di servizio postale). Vedi Permesso di soggiorno per studio: requisiti, costi e rinnovo.
- Dichiarazione di presenza. Per corsi sotto i 90 giorni di regola non chiedi il permesso; a seconda di come sei entrato, può servire questa dichiarazione: Dichiarazione di presenza e primo ingresso dello straniero.
- Codice fiscale. Secondo l’ambasciata all’Aia, quello generato dalla preiscrizione è provvisorio e va confermato all’Agenzia delle Entrate dopo l’arrivo: Codice fiscale per stranieri.
- Salute. Per il permesso serve una copertura adeguata per cure e ricoveri: Assicurazione sanitaria per stranieri e Tessera sanitaria per stranieri e iscrizione al SSN.
Con il permesso per studio puoi lavorare come dipendente fino a 20 ore a settimana, per un massimo di 1.040 ore l’anno. Dopo gli studi puoi convertirlo in permesso per lavoro (Conversione permesso soggiorno studio lavoro) o, con un titolo conseguito in Italia, chiedere il permesso per cercare lavoro (permesso di soggiorno per attesa occupazione).
Domande frequenti
Chi ha bisogno del visto per studio Italia?
Serve ai cittadini non UE che seguono in Italia un corso di oltre 90 giorni. Non lo chiedono i cittadini UE, di Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Svizzera, San Marino e Santa Sede, né chi è già in Italia con un permesso dell’articolo 39, comma 5. Per corsi fino a 90 giorni basta di regola il visto Schengen.
Entro quando va chiesto il visto per studio nel 2026/2027?
Per lauree, lauree magistrali e diplomi AFAM la domanda va presentata entro e non oltre il 30 novembre 2026; per il 2027/2028 entro il 31 ottobre 2027. Per master, dottorati e altri corsi non c’è una data fissa, ma non dopo l’inizio delle lezioni. Gli istituti possono anticipare le scadenze.
Quanti soldi bisogna dimostrare per studiare in Italia?
Per il 2026/2027 la circolare del MUR indica 10.179,85 euro l’anno di mezzi di sussistenza, con fondi leciti e tracciabili, tuoi o della famiglia fino al quarto grado. Il consolato ne verifica l’origine. Alcune sedi aggiungono tasse universitarie o regole sul tipo di conto.
Quanto costa il visto per studio e quanto tempo richiede?
Il diritto consolare per il visto D di studio è di 50 euro, non rimborsabile secondo le ambasciate all’Aia e a Tirana. Per i visti nazionali il termine generale è di 90 giorni dalla richiesta: non aspettare l’ultimo momento.
Cosa succede se il visto per studio viene rifiutato?
Il consolato deve comunicare il diniego in una lingua comprensibile e, per i visti di studio, indicarne la motivazione. Il ricorso contro il diniego di un visto nazionale non per motivi familiari va al TAR del Lazio, tramite avvocato, entro 60 giorni dalla notifica, secondo il Ministero degli Esteri.
Fonti ufficiali
- Studenti stranieri: circolare 2026/2027 e 2027/2028 – Universitaly (MUR)
- Visto per l’Italia – Ministero degli Esteri
- Tariffa consolare, articolo 29 – Ministero degli Esteri
- Termini di rilascio dei visti – Ministero degli Esteri
- Domande frequenti sui visti – Ministero degli Esteri
- D.Lgs. 286/1998, Testo unico immigrazione (copia) – Ministero degli Esteri
- Visto di studio – Ambasciata d’Italia all’Aia
- Visto D per studio, immatricolazione 2026/2027 – Ambasciata d’Italia a Tirana
Le fonti sono state consultate il 19 ottobre 2026. Circolari, importi e istruzioni dei consolati cambiano da un anno all’altro e da una sede all’altra: verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’ufficio competente.
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