In breve. Per la legalizzazione dei certificati stranieri da usare in Italia, come un atto di nascita, di matrimonio o un casellario giudiziale, servono di solito due passaggi: la convalida del documento e la traduzione in italiano. Se il Paese che rilascia il certificato aderisce alla Convenzione dell’Aja del 1961 basta l’apostille; se non aderisce serve la legalizzazione presso il consolato italiano. Tra Paesi dell’Unione europea, per molti documenti, non serve nessuna delle due.
Guida aggiornata a ottobre 2026.
A cosa serve la legalizzazione dei certificati stranieri?
Legalizzazione e apostille servono a far valere in Italia un documento pubblico straniero, confermando che la firma e il timbro di chi lo ha rilasciato sono autentici. Sono richieste in molte pratiche di immigrazione:
- cittadinanza italiana, con atto di nascita e certificati penali del Paese di origine;
- ricongiungimento familiare, con i certificati che provano la parentela;
- trascrizione in Comune di un matrimonio o di una nascita avvenuti all’estero;
- domande di visto di ingresso e di permesso di soggiorno, quando richiedono certificati stranieri.
Che cos’è l’apostille?
L’apostille è un timbro o un certificato che l’autorità competente del Paese che ha rilasciato il documento appone sull’originale. È prevista dalla Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961, che ha abolito la legalizzazione tra gli Stati che vi aderiscono, Italia compresa.
- Ottenere il certificato originale dall’ufficio del Paese di origine.
- Far apporre l’apostille dall’autorità indicata da quel Paese, spesso il Ministero degli Esteri o della Giustizia.
- Far tradurre in italiano il documento con l’apostille.
L’apostille si ottiene nel Paese di origine e non richiede appuntamenti al consolato italiano. In genere i tempi sono più brevi della legalizzazione.
Come funziona la legalizzazione consolare?
Se il Paese che rilascia il documento non aderisce alla Convenzione dell’Aja, il certificato va legalizzato.
- Ottenere il certificato originale dall’ufficio del Paese di origine.
- Farlo convalidare dalle autorità locali indicate, di solito il Ministero degli Esteri.
- Farlo tradurre in italiano.
- Presentarlo all’ambasciata o al consolato italiano, che legalizza il documento e, se previsto, conferma la conformità della traduzione.
La legalizzazione consolare richiede un appuntamento e i tempi cambiano molto da consolato a consolato. Conviene verificare in anticipo sul sito del consolato competente.
Quando non servono né apostille né legalizzazione?
- Documenti tra Paesi dell’Unione europea: il Regolamento UE 2016/1191 esenta da legalizzazione e apostille molti documenti pubblici, come nascita, matrimonio, residenza e assenza di precedenti penali. Per alcuni documenti esistono moduli standard multilingue che evitano anche la traduzione.
- Accordi bilaterali o convenzioni particolari: per alcuni Paesi e alcuni tipi di atti l’Italia ha accordi che eliminano la convalida.
- Titolari di protezione internazionale: rifugiati e titolari di protezione sussidiaria non possono chiedere documenti alle autorità del Paese da cui sono fuggiti. Nei casi previsti, ad esempio per la cittadinanza, i certificati possono essere sostituiti da un atto notorio reso davanti all’autorità italiana con due testimoni.
Come si traduce un certificato straniero?
- Traduzione all’estero: fatta da un traduttore locale e poi legalizzata dal consolato italiano, oppure fatta o certificata dal consolato stesso, dove il servizio è previsto.
- Traduzione giurata in Italia: il traduttore giura la conformità della traduzione davanti al cancelliere del tribunale, al giudice di pace o a un notaio. Il documento tradotto va prima apostillato o legalizzato.
Per la traduzione giurata in Italia si paga una marca da bollo da 16 euro ogni quattro facciate, oltre al costo del traduttore. Alcuni uffici accettano solo traduzioni di traduttori iscritti agli albi del tribunale: conviene verificare prima con l’ente che riceverà il documento.
Quanto tempo è valido un certificato straniero?
Dipende dall’ufficio che lo riceve. Per molte pratiche, come la cittadinanza, il certificato penale straniero deve essere recente, di norma rilasciato entro sei mesi dalla presentazione. Gli atti di nascita e di matrimonio non scadono, ma alcuni uffici chiedono comunque una copia recente.
Quali sono gli errori più comuni?
- tradurre il documento prima di apostillarlo, quando l’ufficio chiede di tradurre anche l’apostille;
- presentare un certificato penale non più recente;
- usare un estratto breve quando l’ufficio chiede l’atto integrale con i nomi dei genitori;
- differenze di trascrizione dei nomi tra passaporto e certificati, che vanno chiarite prima di presentare la domanda.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra apostille e legalizzazione?
L’apostille si ottiene nel Paese che ha rilasciato il documento, senza appuntamento al consolato, ed è sufficiente per i Paesi aderenti alla Convenzione dell’Aja del 1961. La legalizzazione si fa presso l’ambasciata o il consolato italiano, dopo la convalida delle autorità locali, ed è necessaria per i Paesi che non aderiscono alla Convenzione.
Si può fare l’apostille in Italia su un documento straniero?
No. L’apostille la appone solo l’autorità competente del Paese che ha rilasciato il documento, spesso il Ministero degli Esteri o della Giustizia. In Italia le Prefetture e le Procure appongono l’apostille solo sui documenti italiani destinati a essere usati all’estero, non sui certificati stranieri.
Quanto costa la traduzione giurata in Italia?
Oltre al compenso del traduttore, per il giuramento davanti al cancelliere del tribunale, al giudice di pace o a un notaio si paga una marca da bollo da 16 euro ogni quattro facciate. Il documento va apostillato o legalizzato prima della traduzione, e alcuni uffici accettano solo traduttori iscritti agli albi del tribunale.
I documenti dell’Unione europea vanno apostillati?
Per molti documenti pubblici no, grazie al Regolamento UE 2016/1191. L’esenzione vale per atti come nascita, matrimonio, residenza e assenza di precedenti penali rilasciati da un Paese dell’Unione e presentati in un altro. Per alcuni documenti esistono anche moduli standard multilingue che evitano la traduzione.
Fonti ufficiali
- Regolamento UE 2016/1191 sulla circolazione dei documenti pubblici nell’Unione europea — EUR-Lex.
Le fonti sono state consultate il 15 ottobre 2026. Requisiti e prassi possono cambiare da un consolato all’altro: verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’ufficio competente.
Come può aiutarti SH Immigration Specialists?
SH Immigration Specialists verifica quali certificati servono alla tua pratica, se vanno apostillati o legalizzati e prepara le traduzioni giurate con la nostra specialista in traduzioni, così da presentare documenti completi all’ufficio che li riceve. L’esito dipende dalle autorità competenti. Per una valutazione scrivici dalla pagina contatti.
Questo contenuto offre informazioni generali e non costituisce consulenza legale.
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