In breve. Il visto vacanze lavoro per l’Italia è un visto nazionale di tipo D per i giovani di Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud. Dura fino a un anno e consente un lavoro limitato; l’età massima è 30 o 35 anni secondo il Paese. Si chiede al consolato del Paese in cui risiedi; dopo l’arrivo il permesso di soggiorno si chiede alla Questura. Di regola il permesso non si rinnova né si converte.
Qui trovi Paesi, età, durata, requisiti, domanda, costi, lavoro e differenze con altri visti. Dove le fonti ufficiali non coincidono, lo scriviamo.
Aggiornato il 26 ottobre 2026. Sono regole generali, non il tuo caso: requisiti e documenti esatti dipendono dall’accordo e dal consolato.
Che cos’è il visto vacanze lavoro e quali norme lo regolano?
È il visto “per vacanze-lavoro”, scritto anche “vacanza-lavoro” o working holiday: un visto nazionale di tipo D, cioè per soggiorni oltre 90 giorni. Il decreto interministeriale n. 850/2011 lo prevede al punto 20 dell’allegato A per i cittadini dei Paesi con cui l’Italia ha accordi specifici; dura al massimo un anno e i requisiti li fissano gli accordi.
Si basa sull’art. 27, comma 1, lettera r), del Testo unico sull’immigrazione (D.Lgs. 286/1998, “TU”), sui giovani in programmi di scambio o mobilità giovanile; i limiti al lavoro sono nell’art. 40, comma 20, del D.P.R. 394/1999. Per le pagine ufficiali è fuori dalle quote del Decreto Flussi (le quote annuali di ingresso per lavoro), ma ogni accordo può fissare un numero annuale di visti.
Il visto autorizza solo l’ingresso. Per gli altri visti vai a Tipi di visto per l’Italia: elenco completo e guide.
Per quali Paesi esiste e con quali limiti di età e durata?
I Paesi sono pochi: cinque risultano da accordi, schede consolari e pagine sul visto D aggiornate al 25 maggio 2026; il Ministero del Lavoro cita anche Hong Kong (vedi sotto la tabella).
| Paese | Età | Soggiorno | Lavoro | Note |
|---|---|---|---|---|
| Australia | 18-35 | visto fino a 365 giorni (Perth e Brisbane: 365) | di regola 6 mesi in tutto, 3 con lo stesso datore | una sola volta; una scheda del 2023 indica 18-30 |
| Canada | 18-35 | fino a 12 mesi, fino a due partecipazioni | per tutto il soggiorno, anche con lo stesso datore | numero annuale di partecipanti; in vigore dal 1° novembre 2022 |
| Giappone | 18-30 | un anno dall’ingresso | fino a 6 mesi, anche con lo stesso datore | visto gratuito; in vigore dal 1° aprile 2026 |
| Nuova Zelanda | 18-30 | 365 giorni | di regola 6 mesi in tutto, 3 con lo stesso datore | una sola volta |
| Corea del Sud | 18-30 | 12 mesi dal primo ingresso | fino a 6 mesi, anche con lo stesso datore | non prorogabile |
I dati vengono da accordi e schede dei consolati, alcune del 2023: controlla la tua sede. L’età si conta, di regola, alla data della domanda. Per il Canada le note diplomatiche indicano 2.000 partecipanti per il 2023 e il 2024 e 1.933 per il 2026; per gli altri Paesi non abbiamo trovato cifre ufficiali.
Hong Kong. Il Ministero del Lavoro lo elenca tra gli accordi operativi, ma le pagine del 25 maggio 2026 non lo citano, e l’unico avviso consolare che abbiamo trovato (2019) parla di accordo firmato e non ancora in vigore. Se risiedi lì, chiedi conferma al Consolato Generale d’Italia.
Altri Paesi. Non ne risultano: senza una di queste cittadinanze, di regola questo visto non fa per te. I cittadini UE possono lavorare in Italia senza permesso di lavoro (Your Europe, in inglese).
Quali requisiti servono?
Li fissa ogni accordo (per Vistoperitalia, il portale del Ministero degli Esteri, può alleggerire mezzi, assicurazione o procedure di lavoro) e li precisano i consolati. In genere ricorrono questi:
- cittadinanza e residenza nel Paese partner;
- età entro i limiti della tabella;
- la vacanza come scopo principale, il lavoro solo accessorio;
- nessuna persona a carico al seguito;
- nessun precedente visto vacanze-lavoro per l’Italia (Canada: fino a due partecipazioni);
- passaporto valido oltre il soggiorno, di regola almeno tre mesi, e biglietto di ritorno o fondi per comprarlo;
- mezzi sufficienti: Sydney chiede almeno 10.000 euro per 365 giorni, Osaka 10.400 euro per un anno;
- assicurazione sanitaria per tutto il soggiorno (diverse schede: almeno 30.000 euro);
- nessun precedente penale, dove previsto (Giappone; Seul chiede il certificato).
Dove e come si chiede il visto?
- Su Vistoperitalia leggi la scheda “Vacanza lavoro” (tipo D) e trova il consolato competente per la tua residenza.
- Scarica la checklist di quella sede: le modalità cambiano, tra appuntamento di persona (Sydney, Melbourne, Osaka), Prenot@mi, il sistema di prenotazione del Ministero (Tokyo, Wellington), e posta (Toronto).
- Prepara modulo, foto, passaporto, biglietto, mezzi, assicurazione e, secondo la sede, alloggio o certificato penale.
- Presenta la domanda e paga la tassa. Se richiesto, sostieni il colloquio, previsto dall’accordo con il Giappone, o lascia le impronte digitali, come a Toronto. Poi ritira il passaporto con il visto.
La domanda si presenta dall’estero (lo precisano Toronto e Sydney). Sydney non accetta domande oltre 180 giorni prima della partenza, Osaka le vuole tra sei mesi e 15 giorni prima.
Quanto costa il visto e quanto tempo richiede?
La tassa del visto nazionale D è di 116 euro, vacanze-lavoro compreso, secondo la tabella di Toronto per il 2026 e le pagine del 25 maggio 2026. I consolati possono rivedere l’importo ogni tre mesi per il cambio (lo indicano Toronto e Wellington). Per i giapponesi il visto è gratuito (art. 1 dell’accordo).
Il termine generale per i visti nazionali è di 90 giorni (Ministero degli Esteri, in inglese). I consolati dichiarano tempi più brevi: Sydney da poche ore a 15 giorni, Toronto circa 10, Wellington fino a 30 (scheda del 2023). Sono stime, non garanzie.
Cosa si fa dopo l’arrivo in Italia?
Entro otto giorni lavorativi dall’ingresso chiedi il permesso di soggiorno (art. 5, comma 2, TU); alcune schede scrivono solo “otto giorni”, quindi conviene presentarsi subito. La richiesta va all’Ufficio Immigrazione della Questura (la sede provinciale della Polizia di Stato) dove risiedi o sei domiciliato, non alle Poste: lo indicano Vistoperitalia e il documento Diritti e doveri del Ministero degli Esteri (maggio 2026). Non è la dichiarazione di presenza, che riguarda i soggiorni brevi (vedi Dichiarazione di presenza e primo ingresso).
Per la scheda del Portale Integrazione Migranti (2022) servono quattro foto, la marca da bollo da 16 euro, il bollettino postale di 30,46 euro più 40 euro di contributo (permesso oltre tre mesi e fino a un anno, come nella tabella dei costi), la copia del passaporto con il visto, la dichiarazione di ospitalità di chi ti ospita e la polizza sanitaria. Una scheda consolare (Brisbane, 2023) cita anche la prova dei mezzi: può variare da ufficio a ufficio.
Il termine generale di legge per rilasciare un permesso è di 90 giorni (art. 5, comma 9, TU, come modificato dal D.Lgs. 83/2026, che si applica dal 22 maggio 2026); le pagine più vecchie possono indicare 60 giorni. Per il permesso unico di lavoro l’art. 5, comma 8.1-bis, prevede 30 giorni dal completamento della domanda. Il decreto non nomina il vacanze-lavoro: chiedi alla Questura quale termine si applica.
Per un contratto di lavoro o un conto in banca di regola serve il codice fiscale (vedi Codice fiscale per stranieri). Per Vistoperitalia l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale è obbligatoria per lavoro, adozione e motivi familiari, ma la scheda non dice dove rientri il vacanze-lavoro: tieni la polizza richiesta dal consolato (vedi Assicurazione sanitaria per stranieri).
Quanto si può lavorare con il visto vacanze lavoro?
Il lavoro è accessorio alla vacanza. La regola generale (art. 40, comma 20, D.P.R. 394/1999, come la riportano il Ministero del Lavoro e il Portale Integrazione Migranti) è di sei mesi di lavoro in tutto, al massimo tre con lo stesso datore. Gli accordi possono derogare: Giappone e Corea del Sud, fino a sei mesi anche con lo stesso datore (per il Ministero hanno rango di trattato); Canada, per tutto il soggiorno.
Sul datore di lavoro le fonti non coincidono. Il Portale Integrazione Migranti dice che non serve il nulla osta (l’autorizzazione preventiva dello Sportello Unico per l’Immigrazione) e basta la comunicazione obbligatoria di assunzione, come prevede anche l’accordo con il Canada. Altre schede parlano di una richiesta del datore dopo l’arrivo (Toronto, Brisbane) o di un nulla osta prima del visto (Abu Dhabi). Chiedi conferma a Questura e Sportello Unico prima di firmare; per le ricevute vedi Lavorare con la ricevuta del permesso di soggiorno.
Si può prolungare, convertire o portare la famiglia?
Le pagine ufficiali consultate (Portale Integrazione Migranti, schede di Seul e Brisbane, avviso di Hong Kong del 2019) indicano un permesso di massimo un anno, non rinnovabile né convertibile: alla scadenza, dice la scheda di Brisbane, si lascia l’Italia. Sono pagine anteriori al D.Lgs. 83/2026 e nessuna indica la norma di base: per un caso concreto chiedi alle avvocate di SH. Una regola affine è nell’accordo con il Giappone (art. 1), che richiede l’intenzione di lasciare l’Italia a fine soggiorno, senza modificare lo status di residenza durante la permanenza.
Di regola non puoi portare familiari con la domanda: l’accordo con il Giappone esclude le persone a carico, le schede di Melbourne e Wellington i minori a carico, la scheda di Seul il ricongiungimento familiare e quella di Osaka un visto familiare collegato al tuo. Il visto si usa in genere una sola volta (Canada: fino a due). Durante la validità puoi muoverti negli altri Paesi Schengen fino a 90 giorni ogni 180. Per restare più a lungo le pagine ufficiali non prevedono proroghe: valuta un altro titolo (vedi quali permessi consentono di lavorare) e informati prima della scadenza.
Che differenza c’è con turistico, nomadi digitali, lavoro stagionale e studio?
| Titolo | Per chi | Lavoro | Durata |
|---|---|---|---|
| Vacanze-lavoro (D) | giovani di cinque Paesi con accordo | accessorio, di regola 6 mesi in tutto | fino a un anno, di regola non rinnovabile |
| Turistico (C) | turismo, se serve il visto | non è un titolo di lavoro | fino a 90 giorni ogni 180 |
| Nomadi digitali (D) | lavoratori da remoto altamente qualificati | sì, da remoto | permesso fino a un anno, rinnovabile |
| Lavoro stagionale (D) | lavoratori con un datore | sì, per lavori stagionali | permesso da 20 giorni a 9 mesi |
| Studio (D) | studenti iscritti | 20 ore a settimana, 1.040 ore l’anno | fino a un anno, rinnovabile |
Cosa succede se il visto viene rifiutato?
Il rilascio non è automatico: l’accordo con il Giappone lo prevede se la Parte lo ritiene opportuno, e gli accordi fissano un numero annuale di visti. Alcuni consolati insistono su documenti completi (Toronto restituisce, senza trattarle, le domande incomplete) e su mezzi propri (Sydney non accetta estratti conto di un garante).
Per un visto nazionale non chiesto per motivi familiari il Ministero degli Esteri indica il ricorso al TAR del Lazio, tramite avvocato, entro 60 giorni dalla notifica. Dettagli in Visto rifiutato per l’Italia: motivi e ricorso.
Domande frequenti
Quali Paesi hanno il visto vacanze lavoro con l’Italia e che età serve?
Australia, Canada, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud. L’età è 18-35 per il Canada e, secondo Sydney e Melbourne, per l’Australia; 18-30 per gli altri. Il Ministero del Lavoro cita anche Hong Kong, ma senza conferme recenti. Di regola devi essere cittadino e residente nel Paese partner.
Con il visto vacanze-lavoro si può lavorare?
Il lavoro è consentito solo in modo accessorio alla vacanza. La regola generale è di sei mesi in tutto e al massimo tre con lo stesso datore; Giappone e Corea del Sud consentono sei mesi anche con lo stesso datore, il Canada tutto il soggiorno. Le fonti non coincidono sul nulla osta del datore.
Il permesso per vacanze-lavoro si può rinnovare o convertire?
Le pagine ufficiali consultate indicano un permesso di massimo un anno, non rinnovabile né convertibile in un altro permesso. Per restare più a lungo bisogna valutare un altro titolo, per esempio per studio, lavoro o nomadi digitali. Per il tuo caso chiedi conferma a un professionista.
Quanto costa il visto e dove si chiede?
Si chiede dall’estero al consolato italiano competente per la tua residenza. La tassa del visto nazionale D è di 116 euro, che alcuni consolati chiedono in valuta locale; per i giapponesi è gratuita. Dopo l’arrivo, il permesso in Questura richiede 16 euro di marca da bollo e 70,46 euro di bollettino.
Fonti ufficiali
- Accordi vacanze lavoro – Ministero del Lavoro
- Ingresso e soggiorno per vacanze lavoro – Portale Integrazione Migranti
- Vacanza lavoro, visto di tipo D – Vistoperitalia, Ministero degli Affari Esteri
- Decreto interministeriale n. 850/2011 – Ministero degli Affari Esteri
- Legge 136/2025 e accordo Italia-Giappone – Gazzetta Ufficiale n. 224/2025
- Accordo Italia-Canada sulla mobilità giovanile (testo) – Ministero degli Affari Esteri
- D.Lgs. 83/2026 – Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 maggio 2026
- Domande frequenti sui visti (in inglese) – Ministero degli Affari Esteri
Le fonti sono state consultate il 26 ottobre 2026. Alcune pagine sono datate (la scheda di Integrazione Migranti è del 2022, quelle di Seul e Brisbane del 2023) e quelle anteriori al 22 maggio 2026 non considerano il D.Lgs. 83/2026: verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’ufficio competente.
Come può aiutarti SH Immigration Specialists?
Sul piano amministrativo possiamo aiutarti a controllare la checklist del consolato, preparare i documenti e seguire la richiesta del permesso in Questura dopo l’arrivo (vedi Visto di ingresso). Per gli aspetti legali, come ricorsi e consulenza legale, puoi contare sulle avvocate specializzate in immigrazione di SH Immigration Specialists. L’esito dipende dalle autorità competenti. Per una valutazione scrivici dalla pagina contatti.
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