Ricongiungimento familiare: requisiti, reddito, documenti e modello S2

Indice

In breve. Il ricongiungimento familiare permette allo straniero che vive regolarmente in Italia di far venire il coniuge, i figli e, in alcuni casi, i genitori. Si chiede online alla Prefettura, che rilascia il nulla osta. Nel 2026 servono un reddito di almeno 10.651,68 euro per un familiare, un alloggio idoneo e, per coniuge, figli maggiorenni e genitori, almeno due anni di soggiorno legale in Italia.

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Guida aggiornata a ottobre 2026.

Nulla osta ricongiungimento familiare

Che cos’è il ricongiungimento familiare?

La procedura che permette ai cittadini extracomunitari di farsi raggiungere in Italia dai propri familiari è chiamata ricongiungimento familiare (spesso cercato anche come “ricongiungimento famigliare”).

La domanda va presentata alla Prefettura, che rilascia il nulla osta al ricongiungimento familiare.

Attenzione a non confonderla con la coesione familiare e con il ricongiungimento familiare con cittadino italiano, che ti spiego più avanti.

Per capire quale modello usare (SM, T per i familiari al seguito, GN) e tutti i casi particolari leggi la guida ai tipi di ricongiungimento familiare e modelli.

Quali sono i requisiti per il ricongiungimento familiare?

Per fare domanda di ricongiungimento familiare bisogna tenere conto di tre gruppi di requisiti: quelli del richiedente, quelli di reddito e quelli del familiare straniero.

Quali permessi di soggiorno permettono il ricongiungimento?

In generale, tutti i cittadini stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno possono fare richiesta di ricongiungimento familiare, quindi i titolari di:

  • permesso di soggiorno per lavoro subordinato o per lavoro autonomo (di durata non inferiore a un anno, pertanto non quelli stagionali);
  • permesso per motivi di studio;
  • permesso per motivi familiari;
  • permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • permesso per asilo politico e protezione sussidiaria;
  • permesso per motivi religiosi;
  • permesso per attesa cittadinanza.

Anche la ricevuta di richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno abilita l’inoltro della domanda di nulla osta al ricongiungimento familiare.

Da quanto tempo bisogna vivere in Italia?

Dal dicembre 2024, con il decreto-legge n. 145 del 2024 convertito dalla legge n. 187 del 2024, chi chiede il ricongiungimento del coniuge, dei figli maggiorenni a carico o dei genitori deve avere maturato almeno due anni di soggiorno legale ininterrotto in Italia.

Il requisito non vale per il ricongiungimento dei figli minori e per i titolari di protezione internazionale. Con la stessa legge il Comune, prima di rilasciare l’idoneità dell’alloggio, verifica anche il numero degli occupanti.

Quali familiari si possono ricongiungere?

Attenzione: non tutti i familiari stranieri possono essere ricongiunti. Possono esserlo:

  • il coniuge non legalmente separato, di età non inferiore ai diciotto anni e non coniugato con altro coniuge regolarmente soggiornante. Al coniuge è equiparato il partner (anche dello stesso sesso) unito civilmente, purché maggiorenne e non legalmente separato (legge 20 maggio 2016, n. 76; Circolare del Ministero dell’Interno 5 agosto 2016, n. 3511);
  • i figli minori, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, non coniugati, a condizione che l’altro genitore, qualora esistente, abbia dato il suo consenso. I minori adottati o affidati o sottoposti a tutela sono equiparati ai figli;
  • i figli maggiorenni a carico qualora per ragioni oggettive non possano provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute che comporti invalidità totale (100%);
  • i genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza, e non coniugati con altro coniuge regolarmente soggiornante, oppure
  • i genitori ultrasessantacinquenni, qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati, gravi problemi di salute, e non coniugati con altro coniuge regolarmente soggiornante;
  • è consentito l’ingresso, per ricongiungimento al figlio minore regolarmente soggiornante in Italia, del genitore naturale che dimostri il possesso dei requisiti di disponibilità di alloggio e di reddito previsti dalla procedura per il ricongiungimento. Ai fini della sussistenza di tali requisiti si tiene conto del possesso degli stessi da parte dell’altro genitore;
  • gli ascendenti diretti di primo grado di minore non accompagnato titolare dello status di rifugiato.

Non è possibile il ricongiungimento familiare con un fratello o una sorella. Ricongiungere fratello e sorella è possibile solo nel caso del cittadino italiano, come ti spiego tra poco.

Ricorda sempre che la legge non prevede ogni singola situazione e, per sua natura, è aperta all’interpretazione. A questo servono i giudici e i Tribunali che, con le loro decisioni, modificano e perfezionano la corretta interpretazione e applicazione delle leggi.

Per questo motivo, in fondo a questa guida, nella sezione sugli ultimi aggiornamenti, puoi leggere le decisioni più recenti in merito al ricongiungimento.

Se non sei sicuro di avere i requisiti per fare domanda di ricongiungimento familiare non esitare a contattarci.

Quale reddito serve per il ricongiungimento familiare nel 2026?

Il reddito per il ricongiungimento familiare deve provenire da fonti lecite (lavoro subordinato o autonomo) ed essere non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale, aumentato della metà dell’importo dell’assegno stesso per ogni familiare da ricongiungere.

Per il 2026 l’INPS, con la circolare n. 153 del 19 dicembre 2025, ha fissato l’importo dell’assegno sociale a 7.101,12 euro annui (546,24 euro per 13 mesi).

Per ogni familiare da ricongiungere si aggiunge la metà di questa cifra, cioè 3.550,56 euro, quindi:

  • 1 familiare da ricongiungere: 10.651,68 euro
  • 2 familiari da ricongiungere: 14.202,24 euro
  • 3 familiari da ricongiungere: 17.752,80 euro
  • 4 familiari da ricongiungere: 21.303,36 euro
  • 5 familiari da ricongiungere: 24.853,92 euro

Se si ricongiungono due o più figli minori di 14 anni, il reddito minimo richiesto per il 2026 è comunque il doppio dell’assegno sociale, cioè 14.202,24 euro.

Al fine di dimostrare la disponibilità del reddito si tiene conto non solo del reddito del richiedente, ma anche di quello prodotto dai familiari conviventi.

I titolari dello status di rifugiato e dello status di protezione sussidiaria non devono dimostrare alcun reddito.

Calcola il tuo caso: usa il calcolatore del reddito per il ricongiungimento familiare 2026 per sapere subito quanto reddito serve alla tua famiglia e se il tuo basta.

Quali documenti servono per il ricongiungimento familiare?

La documentazione per il ricongiungimento familiare, oltre a quella base, è quella necessaria per dimostrare il reddito, l’alloggio e il legame familiare.

Documenti base

  • Passaporto, carta di identità e codice fiscale del richiedente
  • Permesso di soggiorno del richiedente
  • Passaporto dei familiari da ricongiungere

Documenti per dimostrare il reddito

Lavoratori dipendenti:

  • ultima dichiarazione dei redditi (oppure Certificazione Unica);
  • fotocopia del contratto di lavoro (Unilav) o lettera di assunzione;
  • ultima busta paga;
  • modello S3 (è una semplice autocertificazione del datore di lavoro);
  • documento di identità del datore di lavoro.

Se il rapporto di lavoro è iniziato da meno di un anno, per cui il lavoratore non è in possesso della dichiarazione dei redditi, l’autocertificazione del datore di lavoro dovrà contenere anche l’indicazione del reddito presunto del lavoratore.

Lavoratori domestici:

  • ultima dichiarazione dei redditi o, in assenza, comunicazione di assunzione al Centro per l’Impiego o denuncia rapporto di lavoro INPS;
  • bollettino di versamento dei contributi INPS relativi al trimestre precedente alla data di presentazione della domanda;
  • modello S3 (è una semplice autocertificazione del datore di lavoro);
  • documento di identità del datore di lavoro.

Lavoratori autonomi con ditta individuale:

  • certificato di iscrizione alla Camera di Commercio;
  • fotocopia attribuzione P. IVA;
  • modello Unico più ricevuta di presentazione (se l’attività è stata avviata da più di un anno) o una relazione contabile redatta dal commercialista relativa all’intero periodo lavorativo (se l’attività è stata avviata da meno di un anno);
  • bilancino, relativo al periodo dal 1° gennaio dell’anno in corso alla data di presentazione della domanda, timbrato e sottoscritto dal professionista che lo ha redatto, copia del documento di identità del professionista e del tesserino dell’ordine.

Società:

  • visura camerale della società di data recente;
  • fotocopia attribuzione Partita IVA della società;
  • mod. Unico più ricevuta di presentazione (se l’attività è stata avviata da più di un anno) o una relazione contabile redatta dal commercialista relativa all’intero periodo lavorativo (se l’attività è stata avviata da meno di un anno);
  • bilancino, relativo al periodo dal 1° gennaio dell’anno in corso alla data di presentazione della domanda, timbrato e sottoscritto dal professionista che lo ha redatto, copia del documento di identità del professionista e del tesserino dell’ordine.

Liberi professionisti:

  • iscrizione all’albo;
  • mod. Unico con ricevuta di presentazione.

Documenti per l’alloggio

Se in affitto:

  • contratto di affitto con ricevuta di registrazione o rinnovo;
  • comunicazione di cessione di fabbricato;
  • certificato di idoneità alloggiativa;
  • Modello S2 (una semplice dichiarazione del titolare dell’appartamento attestante il consenso a ospitare anche i familiari ricongiunti);
  • documento d’identità del titolare/i dell’alloggio.

Se in comodato:

  • dichiarazione di cessione fabbricato per ospitalità redatta dal titolare dell’appartamento o contratto di comodato d’uso con ricevuta di registrazione o rinnovo;
  • idoneità alloggiativa;
  • Modello S2 (una semplice dichiarazione del titolare dell’appartamento attestante il consenso a ospitare anche i familiari ricongiunti);
  • documento d’identità del titolare/i dell’alloggio.

Attenzione: in caso di ricongiungimento a favore di un solo minore di anni 14, il certificato di idoneità alloggiativa non serve e al posto del Modello S2 va compilato il Modello S1.

Se di proprietà:

  1. contratto di compravendita;
  2. idoneità alloggiativa.

Come si dimostra il legame familiare?

  • certificato di matrimonio
  • atto di nascita

I certificati rilasciati all’estero devono essere validi in Italia: leggi la guida sulla legalizzazione dei certificati stranieri e l’apostille.

Inoltre, i titolari dello status di rifugiato e i ricercatori stranieri e dello status di protezione sussidiaria non devono dimostrare questo requisito.

Serve un’assicurazione sanitaria per il genitore over 65?

Nel caso di richiesta di ricongiungimento familiare di genitori ultrasessantacinquenni è richiesta un’assicurazione sanitaria.

Al momento della presentazione dell’istanza sarà sufficiente redigere una dichiarazione di impegno a sottoscrivere una polizza assicurativa o, in alternativa, l’iscrizione volontaria al Servizio Sanitario Nazionale.

La polizza deve essere sottoscritta entro 8 giorni dall’ingresso in Italia e prima della presentazione allo Sportello Unico, non deve avere una data di scadenza e deve coprire i rischi di malattia, infortunio e maternità.

Cos’è il modello S2 per il ricongiungimento familiare?

Il modello S2 è la dichiarazione con cui il titolare dell’alloggio (proprietario, oppure chi ha in affitto o in comodato la casa) dà il consenso a ospitare anche i familiari che arriveranno con il ricongiungimento. Le Prefetture lo pubblicano tra i modelli dello Sportello Unico con il nome “Modello S2 – Per consenso alloggio familiari da ricongiungere”.

  • Chi lo firma: il titolare dell’immobile, allegando un suo documento d’identità.
  • Quando serve: insieme ai documenti sull’alloggio (contratto registrato, idoneità alloggiativa) da caricare con la domanda sul Portale ALI.
  • Modello S1: è la dichiarazione di ospitalità del proprietario e si usa al posto dell’S2 quando si ricongiunge un solo figlio minore di 14 anni.
  • Modello S3: è la dichiarazione del datore di lavoro sul rapporto di lavoro in corso, utile per dimostrare il reddito.

I modelli S1, S2 e S3 si scaricano dalla pagina dello Sportello Unico della Prefettura competente: per esempio dalla guida al ricongiungimento della Prefettura di Pordenone. Usa sempre il modello della tua Prefettura, se ne pubblica uno.

Checklist: quali documenti preparare per il ricongiungimento familiare?

Area Documenti principali
Richiedente Passaporto, permesso di soggiorno, codice fiscale
Familiari Passaporto dei familiari da ricongiungere
Reddito Dichiarazione dei redditi o CU, buste paga, contratto (Unilav), modello S3 del datore di lavoro; per gli autonomi visura, partita IVA e documenti fiscali
Alloggio Contratto registrato (affitto, comodato o proprietà), certificato di idoneità alloggiativa, modello S2 (o S1 per i minori)
Legame familiare Certificati di matrimonio o di nascita, legalizzati o apostillati e tradotti, presentati poi al Consolato
Genitori over 65 Impegno a sottoscrivere una polizza sanitaria o iscrizione volontaria al SSN

La domanda si presenta solo online, con SPID, sul Portale ALI del Ministero dell’Interno.

Come funziona la procedura di ricongiungimento familiare?

1. Richiesta del nulla osta

Una volta che hai verificato di avere tutti i requisiti e hai raccolto i documenti puoi inoltrare la richiesta di nulla osta al ricongiungimento familiare alla Prefettura, tramite il portale istituzionale.

2. Richiesta di visto al Consolato

Se la Prefettura accerta che hai i requisiti, rilascerà il nulla osta e potrai richiedere il visto per motivi familiari all’Ambasciata o al Consolato italiano competenti per territorio. Il giorno dell’appuntamento dovrai portare con te anche i documenti per dimostrare il legame familiare, altrimenti il visto potrebbe essere rifiutato.

3. Ingresso in Italia

Una volta ricevuto il visto il familiare può entrare in Italia e, entro 48 ore dal suo ingresso, il familiare ospitante deve presentare la dichiarazione di cessione di fabbricato e la dichiarazione di ospitalità all’autorità locale di pubblica sicurezza (Questura, Commissariato o Comune). Trovi i dettagli nella guida sulla dichiarazione di ospitalità e cessione fabbricato.

Entro 8 giorni dall’ingresso devi anche comunicare allo Sportello Unico per l’immigrazione, presso la Prefettura competente, l’arrivo del familiare e attendere la convocazione per ritirare la documentazione necessaria alla richiesta del permesso di soggiorno per motivi di famiglia. La Prefettura rilascia un kit da consegnare all’ufficio postale, il quale comunica il giorno in cui il familiare dovrà presentarsi in Questura per il fotosegnalamento e per la consegna dei documenti in originale.

4. Permesso di soggiorno per motivi familiari

Il permesso di soggiorno per motivi di famiglia viene rilasciato per una durata pari a quella del permesso del familiare che ha richiesto il ricongiungimento familiare.

Il permesso di soggiorno per motivi di famiglia consente l’accesso ai servizi assistenziali, l’iscrizione a corsi di studio o di formazione professionale e consente di svolgere attività lavorativa subordinata o autonoma.

Con l’entrata in vigore il 23 luglio 2016 della Legge 122, i figli minori di quattordici anni non sono più iscritti nel permesso di soggiorno del genitore ed è quindi previsto il rilascio di un permesso di soggiorno autonomo ai minori, anche prima del quattordicesimo anno di età.

Al compimento della maggiore età, al figlio che ancora risulti a carico dei genitori, qualora ne sussistano i requisiti, può essere rilasciato un permesso di soggiorno per motivi di famiglia della durata del permesso del genitore di cui è a carico.

Cosa succede dopo l’ingresso del familiare in Italia?

Le istruzioni dello Sportello Unico (qui quelle della Prefettura di Pordenone) prevedono questi passaggi:

  1. Entro 6 mesi dal rilascio la comunicazione di nulla osta va presentata all’Ambasciata o al Consolato per il visto.
  2. Entro 48 ore dall’ingresso chi ospita comunica l’arrivo all’autorità di pubblica sicurezza (dichiarazione di ospitalità).
  3. Entro 8 giorni dall’ingresso si prende appuntamento allo Sportello Unico in Prefettura per il modello 209, con visto, passaporto e, per gli over 65, la polizza sanitaria.
  4. In Prefettura si ricevono il modello 209, il codice fiscale e la busta da spedire allo Sportello Amico delle Poste (con marca da bollo da 16 euro) per chiedere il permesso di soggiorno per motivi familiari.

Che differenza c’è tra coesione familiare e ricongiungimento?

La coesione familiare si differenzia dal ricongiungimento familiare per il semplice fatto che viene richiesta per i familiari già presenti ad altro titolo sul territorio italiano.

I requisiti e la documentazione sono gli stessi del ricongiungimento familiare ma, invece di fare domanda di nulla osta alla Prefettura, si richiede direttamente il permesso di soggiorno per motivi familiari alla Questura locale.

Come funziona il ricongiungimento familiare con cittadino italiano?

Anche il cittadino italiano può chiedere il ricongiungimento familiare, ma con alcune agevolazioni.

Anzitutto, ha la possibilità di ricongiungere i figli fino ai 21 anni. Inoltre, non è necessario richiedere il nulla osta alla Prefettura ma si può richiedere direttamente il visto di ingresso per motivi turistici/familiari al Consolato italiano. Approfondisci nella guida sul ricongiungimento familiare con cittadino italiano.

Si può ricongiungere un fratello o una sorella?

Normalmente non è ammesso il ricongiungimento familiare tra fratelli e sorelle ma, se sei cittadino italiano, tuo fratello o tua sorella ha diritto al permesso di soggiorno, a patto che conviva con te.

L’art. 19, comma 2, lettera c) del d.lgs. n. 286/98 stabilisce infatti che non è consentita l’espulsione degli stranieri conviventi con parenti entro il secondo grado o con il coniuge di nazionalità italiana.

Cosa fare in caso di preavviso di rigetto del ricongiungimento familiare?

Se hai ricevuto il diniego o il preavviso di rigetto del nulla osta al ricongiungimento familiare è fondamentale capire quali sono i motivi del rifiuto. Hai solo 10 giorni di tempo per inoltrare alla Prefettura le tue osservazioni e chiedere di cambiare la decisione. Leggi la guida sul preavviso di rigetto art. 10-bis.

Cosa fare se il nulla osta al ricongiungimento è errato?

Può capitare di sbagliare la domanda di ricongiungimento familiare e gli errori verranno riportati nel nulla osta. In alcuni casi è possibile richiedere la modifica direttamente alla Prefettura ma, quando si tratta di dati sensibili come il nome o la data di nascita, è l’Ambasciata a dover segnalare l’errore alla Prefettura.

Quali sono gli ultimi aggiornamenti giurisprudenziali sul ricongiungimento familiare?

Prima di addentrarci in questo approfondimento, è doveroso precisare che le interpretazioni offerte dalla giurisprudenza europea e italiana non sempre vengono seguite dall’amministrazione, ma queste argomentazioni possono essere fatte valere in sede di giudizio contro un eventuale diniego.

Familiari ammessi al ricongiungimento familiare

  • Sentenza del 12 dicembre 2019 nella causa C-519/18, TB contro Bevándorlási és Menekültügyi Hivatal. La Corte di Giustizia UE ha precisato che il termine “a carico” deve ricomprendere anche quelle situazioni in cui il rifugiato (e in generale il protetto internazionale) sembri essere il parente più idoneo a prendersi carico.
  • Corte di Cassazione, sent. III Sez. Civile n. 20127/2021. Stabilisce che, per lo straniero che abbia lo status di rifugiato in Italia, la presenza di un altro figlio nel Paese di origine non impedisce il ricongiungimento familiare qualora questi non sia in grado di provvedere al sostentamento dei genitori al di sotto dei 65 anni.
  • Tribunale di Roma, ordinanza n. RG 21787/2023 del 20/01/2024. Il Tribunale ha innanzitutto rilevato che altre due figlie risiedevano all’estero (una figlia in Arabia Saudita e un’altra nel Regno Unito) e che tale situazione non è di ostacolo al ricongiungimento, poiché la legge considera ostativa la presenza di altri figli nel Paese di origine o di provenienza, escludendo quindi, implicitamente, quelli che vivono altrove. In Pakistan era presente un altro figlio che, tuttavia, data la giovane età, l’impegno nel completamento degli studi e la mancanza di autosufficienza economica, non era in grado di prendersi cura dei bisogni dei genitori, in linea con il principio espresso dalla Corte di Cassazione n. 20127/2021.

Reddito per il ricongiungimento familiare

  • Anche il reddito per il ricongiungimento familiare non è sempre ben definito. La sentenza della Corte di Giustizia UE del 4 marzo 2010, procedimento C-578/08, ha stabilito che la valutazione sulle risorse economiche sufficienti non può portare a un’applicazione automatica del limite minimo stabilito in base all’importo annuo dell’assegno sociale, ma deve tener conto di altri fattori più concreti e dinamici, come la natura e la solidità dei vincoli familiari, la durata dell’unione matrimoniale, la durata del soggiorno nello Stato membro e i legami familiari, culturali o sociali con il Paese d’origine.

Rilascio del visto per ricongiungimento familiare

  • Poiché il nulla osta al ricongiungimento familiare richiede tempi lunghi, il Tribunale di Roma, con ordinanza del 27 marzo 2024, ha stabilito che in certi casi è possibile richiedere il visto anche senza il nulla osta. L’ordinanza ha condannato l’Ambasciata d’Italia ad Ankara a rilasciare il visto per ricongiungimento familiare alla figlia e alla moglie del ricorrente nonostante lo stesso non fosse in possesso del nulla osta della Prefettura, ritenendo sussistenti tutti i requisiti necessari al rilascio di quest’ultimo e del visto. La motivazione risiede nel fatto che le due fasi della procedura (la prima presso lo Sportello Unico per l’immigrazione per la verifica dei requisiti oggettivi per il rilascio del nulla osta, la seconda presso l’Ambasciata per la verifica dei requisiti soggettivi per il rilascio del visto) sono autonome. Quindi, se da un lato l’Ambasciata anche dopo il rilascio del nulla osta può negare il visto in seguito agli accertamenti effettuati, dall’altro il mancato ottenimento del nulla osta non preclude una decisione dell’Ambasciata sulla domanda di visto, come si desume dall’art. 6, comma 5, d.p.r. 394/1999, il quale prevede che «le autorità consolari, ricevuto il nulla osta di cui al comma 4 ovvero, se sono trascorsi novanta giorni dalla domanda di nulla osta, ricevuta copia della stessa domanda e degli atti contrassegnati a norma del medesimo comma 4, rilasciano il visto d’ingresso».

Domande frequenti

Quanto reddito serve per il ricongiungimento familiare nel 2026?

Nel 2026 il reddito minimo parte dall’assegno sociale di 7.101,12 euro annui, aumentato della metà per ogni familiare: servono 10.651,68 euro per un familiare, 14.202,24 euro per due e 17.752,80 euro per tre. Per due o più figli minori di 14 anni basta il doppio dell’assegno sociale, cioè 14.202,24 euro.

Da quanti anni bisogna vivere in Italia per chiedere il ricongiungimento?

Dal dicembre 2024 chi chiede il ricongiungimento del coniuge, dei figli maggiorenni a carico o dei genitori deve avere almeno due anni di soggiorno legale ininterrotto in Italia (d.l. 145/2024, convertito dalla legge 187/2024). Il requisito non vale per i figli minori e per i titolari di protezione internazionale.

Si può chiedere il ricongiungimento con la ricevuta di rinnovo del permesso?

Sì. Secondo quanto indicato in questa guida, anche la ricevuta della richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno consente di inoltrare la domanda di nulla osta al ricongiungimento familiare alla Prefettura, purché siano presenti gli altri requisiti di reddito, alloggio e legame familiare previsti dalla legge.

Cosa bisogna fare dopo l’arrivo del familiare in Italia?

Entro 48 ore dall’ingresso chi ospita deve presentare la cessione di fabbricato e la dichiarazione di ospitalità all’autorità di pubblica sicurezza. Entro 8 giorni va comunicato l’arrivo allo Sportello Unico per l’immigrazione, che convoca il familiare e consegna il kit per chiedere il permesso di soggiorno per motivi familiari.

Il permesso per motivi familiari permette di lavorare?

Sì. Il permesso di soggiorno per motivi di famiglia consente di svolgere attività di lavoro subordinato o autonomo, di accedere ai servizi assistenziali e di iscriversi a corsi di studio o di formazione professionale. Ha una durata pari a quella del permesso del familiare che ha chiesto il ricongiungimento.

Fonti ufficiali

Le fonti sono state consultate il 15 ottobre 2026. Norme, importi e moduli possono cambiare: verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’ufficio competente.

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Questo contenuto offre informazioni generali e non costituisce consulenza legale.

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Grazie infinite,abbiate tutto il bene del mondo.Grazie Hamza Ameer.Di cuore.
Con stima e affetto,Teresa.
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