Ricongiungimento familiare con cittadino italiano – Guida ufficiale

Indice

In breve. Il ricongiungimento familiare con cittadino italiano riguarda i familiari stranieri di cittadini italiani o UE residenti in Italia e si basa sul D.Lgs. 30/2007. Rispetto al ricongiungimento con cittadino straniero non serve il nulla osta della Prefettura né un alloggio idoneo, e il visto per familiare è gratuito. A seconda dei casi viene rilasciata la carta di soggiorno di familiare di cittadino UE, il permesso di soggiorno quinquennale per motivi familiari o un permesso ai sensi dell’art. 19 del TUI.

Hai un caso particolare? Parlane con un consulente specializzato: consulenze da 199 € (IVA inclusa), online o in ufficio. Prenota una consulenza →

Nella nostra guida sul ricongiungimento familiare ti abbiamo già spiegato i requisiti e la procedura per il ricongiungimento tra un cittadino straniero soggiornante in Italia e i suoi familiari.

Il ricongiungimento familiare con cittadino italiano o con un cittadino UE si rivolge ai familiari stranieri di cittadini italiani o cittadini UE residenti in Italia o che stanno rimpatriando. Segue principi simili ma con notevoli semplificazioni e garanzie aggiuntive.

Quali norme regolano il ricongiungimento familiare con cittadino italiano?

Partiamo, come sempre, dai fatti: da ciò che è scritto e da cui scaturiscono i diritti dei cittadini e i doveri della Pubblica Amministrazione nei loro confronti.

Il cardine giuridico del ricongiungimento familiare con cittadino italiano nel nostro Paese è il D.Lgs. n. 30 del 2007, denominato “Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri”.

Qui sono contenute le informazioni di base da cui, successivamente, sono state prodotte circolari e sentenze che hanno definito e stanno man mano chiarendo i dettagli dei casi più specifici, come vedremo in seguito.

Anche il D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo Unico Immigrazione, TUI) contiene importanti indicazioni in materia, in particolare l’art. 19, che stabilisce il divieto di espulsione di alcuni familiari di cittadini italiani, per cui è previsto il rilascio del permesso di soggiorno.

Per quali familiari è possibile il ricongiungimento familiare con cittadino italiano?

Il ricongiungimento familiare extracomunitario con cittadino italiano estende a più gradi di parentela il diritto all’unità familiare, rispetto a un normale ricongiungimento con cittadino straniero.

Innanzitutto, l’art. 2 del D.Lgs. n. 30 del 2007 definisce come “familiare” del cittadino dell’Unione:

  1. il coniuge;
  2. il partner che abbia contratto con il cittadino dell’Unione un’unione registrata sulla base della legislazione di uno Stato membro, qualora la legislazione dello Stato membro ospitante equipari l’unione registrata al matrimonio e nel rispetto delle condizioni previste dalla pertinente legislazione dello Stato membro ospitante;
  3. i discendenti diretti di età inferiore a 21 anni o a carico e quelli del coniuge o partner;
  4. gli ascendenti diretti a carico e quelli del coniuge o partner.

L’art. 3 estende poi il diritto: “Lo Stato membro ospitante, conformemente alla sua legislazione nazionale, agevola l’ingresso e il soggiorno delle seguenti persone:

  1. ogni altro familiare, qualunque sia la sua cittadinanza, se è a carico o convive, nel paese di provenienza, con il cittadino dell’Unione o se gravi motivi di salute impongono che il cittadino dell’Unione lo assista personalmente;
  2. il partner con cui il cittadino dell’Unione abbia una relazione stabile debitamente attestata.”

Coniuge e partner unito civilmente: hanno diritto al ricongiungimento?

Come previsto dall’art. 2, il ricongiungimento familiare con cittadino italiano è garantito al coniuge o al partner unito civilmente.

Secondo l’art. 3, anche il partner (convivente di fatto) con cui il cittadino dell’Unione Europea abbia una relazione stabile, debitamente attestata da documentazione ufficiale, ha diritto al ricongiungimento familiare extracomunitario con cittadino italiano.

Attenzione: la convivenza di fatto presuppone la coabitazione, pertanto anche la residenza del familiare straniero, che però è impossibile registrare senza un permesso di soggiorno. Questo argomento merita di essere trattato a parte: ti consiglio di leggere la nostra guida dedicata al permesso di soggiorno per convivenza con cittadino italiano.

Figli e discendenti: quando possono essere ricongiunti?

Hanno diritto al ricongiungimento familiare con cittadino italiano i discendenti diretti (figli, anche adottati o affidati, nipoti ecc.) di età inferiore a 21 anni, o a carico, e quelli del coniuge o partner dello stesso sesso unito civilmente.

La definizione di “familiare a carico” non è chiara, ma si possono tenere in considerazione i seguenti aspetti:

  • il versamento di somme di denaro per un periodo considerevole (anche qui definizione poco chiara) è idoneo a dimostrare l’esistenza di una situazione di dipendenza reale e non è necessario stabilire le ragioni di questa dipendenza;
  • il fatto che il familiare a carico sia in grado e potenzialmente interessato a lavorare nello Stato membro ospitante non è motivo di impedimento, come anche il fatto che abbia già delle risorse proprie (sentenza Reyes della Corte di giustizia UE del 16.01.2014, causa C-423/12).

Genitori e ascendenti: a quali condizioni?

Gli ascendenti diretti (genitori, nonni) a carico, e quelli del coniuge o del partner dello stesso sesso unito civilmente, hanno diritto al ricongiungimento familiare con cittadino italiano.

Anche qui, per “a carico” vale la stessa interpretazione data sopra.

Fratelli, cugini e nipoti possono essere ricongiunti?

A qualsiasi altro familiare, di qualunque grado, se è a carico o convive nel paese di provenienza con il cittadino dell’Unione oppure se, per gravi motivi di salute, deve farsi assistere dal cittadino dell’Unione, viene agevolato l’ingresso.

Attenzione però: trattandosi di un’agevolazione e non di un diritto, capita spesso che i Consolati rigettino le domande di visto ai fratelli di cittadini italiani con la motivazione che “vi sono ragionevoli dubbi sull’intenzione del richiedente di lasciare il territorio degli Stati membri prima della scadenza del visto richiesto”. In questo caso si può solo ripetere la domanda, fornendo migliori prove a supporto, oppure fare ricorso al TAR del Lazio.

Se invece il fratello di un cittadino italiano si trova già in Italia ad altro titolo (per turismo, con o senza visto, o con un altro tipo di permesso di soggiorno), può effettuare la coesione familiare con cittadino italiano ai sensi dell’art. 19 del TUI.

Cosa prevede l’art. 19 del TUI per i familiari di cittadini italiani?

L’art. 19, comma 2, lett. c) del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 stabilisce che non è consentita l’espulsione degli stranieri conviventi con parenti entro il secondo grado o con il coniuge, di nazionalità italiana. Chi sono, quindi, i parenti entro il secondo grado?

Il fratello di un cittadino italiano può avere il permesso di soggiorno?

Questo specifico comma non garantisce alcun diritto particolare all’ingresso nel territorio ma, in caso di convivenza, ai parenti entro il secondo grado conviventi con il cittadino italiano è concesso un permesso di soggiorno per motivi familiari.

Non si tratta della carta di soggiorno per familiare di cittadino UE, riservata ai familiari che abbiamo visto più sopra, bensì di uno speciale permesso di soggiorno italiano.

Attenzione: la convivenza è un requisito cruciale.

I gradi di parentela sono i seguenti:

  • primo grado: genitori e figli;
  • secondo grado: nonni, nipoti, fratelli e sorelle.

Quali sono i requisiti del ricongiungimento familiare con cittadino italiano?

Il ricongiungimento familiare extracomunitario con cittadino italiano prevede il possesso di pochi requisiti:

  • residenza in Italia del cittadino italiano o UE;
  • reddito sufficiente, utile per ottenere la carta di soggiorno di familiare di cittadino UE valida 5 anni; in caso contrario viene rilasciato un permesso di soggiorno di 2 anni;
  • legame familiare.

A differenza di un normale ricongiungimento familiare con cittadino straniero:

  • NON è richiesto il nulla osta al ricongiungimento familiare della Prefettura;
  • NON è necessario un visto di ingresso, se dal Paese di provenienza si può entrare in Italia senza visto;
  • NON è richiesto un alloggio idoneo.

Quali documenti servono per il ricongiungimento familiare con cittadino italiano?

I documenti per il ricongiungimento familiare con cittadino italiano servono a dimostrare il possesso dei requisiti:

  • passaporto o documento equivalente, in corso di validità;
  • documento ufficiale (es. certificato di matrimonio o di nascita) che attesti la qualità di familiare, legalizzato o apostillato e tradotto in italiano (vedi la nostra guida su legalizzazione dei certificati e apostille);
  • se richiesto, prove di essere familiare a carico oppure affetto da gravi problemi di salute che richiedono l’assistenza personale del cittadino dell’Unione;
  • documento di identità del cittadino dell’Unione;
  • dichiarazione di ospitalità;
  • certificato di stato di famiglia del cittadino dell’Unione (per dimostrare di non avere altro coniuge sul territorio; viene rilasciato dal comune di residenza);
  • dichiarazione di convivenza;
  • attestato della richiesta d’iscrizione anagrafica del familiare cittadino dell’Unione;
  • dimostrazione di risorse economiche sufficienti dello straniero o del cittadino dell’Unione, se il richiedente è a suo carico (in caso di mancata dimostrazione del reddito, verrà rilasciato un permesso di 2 anni);
  • 4 fototessere;
  • marca da bollo da 16,00 euro.

Se il richiedente visto è minore di 18 anni, è necessaria l’autorizzazione al viaggio e alla richiesta di visto, sottoscritta ufficialmente da entrambi i genitori.

Come funziona la procedura di ricongiungimento familiare con cittadino italiano?

Lo ribadiamo ancora una volta: per il ricongiungimento familiare con cittadino italiano non è richiesto il nulla osta da parte della Prefettura.

  • Il ricongiungimento familiare extracomunitario con cittadino italiano inizia, quando necessario, dalla richiesta del visto per ricongiungimento familiare con cittadino italiano (visto nazionale, tipo “D”).
  • Segue la richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per familiare di cittadino italiano, tramite kit postale, portale PrenotaFacile o direttamente in Questura:
    • entro 8 giorni lavorativi dall’ingresso in Italia, per chi entra con il visto per ricongiungimento familiare con cittadino italiano;
    • trascorsi tre mesi dall’ingresso in Italia, per chi è entrato in Italia per altra motivazione, senza visto per ricongiungimento familiare con cittadino italiano;
    • in qualsiasi momento, per chi è già in possesso di un valido titolo di soggiorno nazionale rilasciato per altra motivazione e desidera sostituirlo.
  • Come per le altre tipologie di permesso di soggiorno, viene fissato un appuntamento per il fotosegnalamento e rilasciata la relativa ricevuta, da tenere con sé, che autorizza la permanenza sul territorio nazionale.
  • Il giorno dell’appuntamento si devono mostrare i documenti in originale e 4 fotografie in formato tessera.
  • Segue la consegna del permesso di soggiorno.

Ricongiungimento familiare extracomunitario

Che differenza c’è tra cittadino italiano statico e mobile?

A partire dal 1° giugno 2024 sono entrate in vigore importanti modifiche alla procedura di ricongiungimento familiare con cittadino italiano e dell’Unione Europea.

Le nuove disposizioni, introdotte con la modifica dell’art. 23 del D.Lgs. 30/2007, distinguono tra:

  • cittadini mobili: i cittadini provenienti da altri Stati UE o i cittadini italiani che hanno risieduto in un altro Stato UE (chi risiede al di fuori dell’UE non è quindi considerato mobile);
  • cittadini statici: i cittadini italiani che hanno sempre risieduto in Italia o al di fuori dell’UE.

Questa distinzione non dovrebbe preoccuparti: i requisiti rimangono invariati, ma cambia il titolo di soggiorno rilasciato.

  • Ai familiari stranieri di cittadini italiani mobili viene rilasciata la “Carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell’Unione”, con validità di 5 anni.
  • Ai familiari stranieri di cittadini italiani statici viene rilasciato il nuovo “Permesso di soggiorno elettronico quinquennale per motivi familiari”, introdotto dal Decreto Legge n. 69/2023 in attuazione di obblighi derivanti da atti dell’Unione Europea.
  • Ai familiari stranieri conviventi con parenti entro il 2° grado o con il coniuge di nazionalità italiana, che non possono richiedere la carta di soggiorno per familiari UE o il permesso di soggiorno quinquennale previsti dal D.Lgs. n. 30/2007 per mancanza dei requisiti (ad es. per insufficienti risorse economiche o per il grado del legame familiare), viene rilasciato un permesso di soggiorno elettronico di durata annuale o biennale, ai sensi dell’art. 19 del TUI.

Quali sono le tempistiche?

Le tempistiche per il visto per ricongiungimento familiare con cittadino italiano e per il permesso di soggiorno variano a seconda del Consolato e della Questura di riferimento.

In genere, però, possiamo affermare che il visto viene rilasciato entro due mesi dalla richiesta di appuntamento al Consolato, mentre il permesso di soggiorno entro 9 mesi dalla richiesta di appuntamento alla Questura.

È possibile anticipare o spostare l’appuntamento per il fotosegnalamento e il rilascio del permesso di soggiorno se vi sono validi motivi da presentare alla Questura.

Come si ottiene il visto per ricongiungimento familiare con cittadino italiano?

Le nuove norme prevedono il rilascio di un visto nazionale (VN) per motivi familiari, come previsto dal D.I. 850/2011, Allegato A, punto 10, con le seguenti caratteristiche:

  • durata di 365 giorni con ingressi multipli;
  • il visto per ricongiungimento familiare con cittadino italiano è gratuito, come previsto dall’art. 5, comma 3 del D.Lgs. 30/2007;
  • obbligo di richiedere il permesso di soggiorno entro 8 giorni lavorativi dall’ingresso in Italia;
  • non è richiesto il rilascio del nulla osta da parte dello Sportello Unico per l’Immigrazione (SUI) della Prefettura.

Quali requisiti servono per il visto per familiare di cittadino italiano?

I requisiti necessari per ottenere il visto per familiare di cittadino italiano sono gli stessi della procedura spiegata sopra. I familiari sono gli stessi individuati dall’art. 2 del D.Lgs. n. 30 del 2007.

Ricorda che per gli altri familiari è prevista un’agevolazione all’ingresso e, pertanto, il visto per familiare di cittadino italiano non è garantito. Se l’Ambasciata italiana nutre dei dubbi e rifiuta la tua richiesta, non ti rimane che tentare nuovamente o fare ricorso.

Quali documenti servono per il visto?

I documenti richiesti per il visto per familiare di cittadino italiano sono i seguenti:

  • modulo di richiesta di visto nazionale compilato e firmato;
  • due fotografie recenti;
  • passaporto valido (con validità di almeno 3 mesi oltre la durata del visto) e una fotocopia del passaporto;
  • fotocopia della carta d’identità del Paese di residenza;
  • documentazione di stato civile attestante la condizione di familiare ai sensi dell’art. 2 del D.Lgs. 30/2007, tradotta e legalizzata, oppure atto di matrimonio o di nascita (a seconda della parentela) o unione civile trascritta in Italia (originale e fotocopia);
  • fotocopia del passaporto italiano/comunitario in corso di validità del familiare che desidera realizzare il ricongiungimento familiare;
  • lettera di invito del familiare italiano/comunitario dalla quale si evinca l’intenzione di esercitare il diritto all’unità familiare e un indirizzo di residenza o una prenotazione alberghiera per le prime 10 notti in Italia;
  • prenotazione di sola andata con destinazione finale Italia;
  • dimostrazione del carico economico, ove previsto, tramite prova di entrate economiche regolari da parte del familiare residente in Italia.

Che differenza c’è con il visto turistico per familiare di cittadino italiano?

Per i familiari che accompagnano o raggiungono il cittadino italiano o UE per periodi inferiori a 3 mesi continuano a essere rilasciati i visti per turismo, con trattamento agevolato e gratuità ma con verifica del rapporto di parentela.

Per i familiari non contemplati nell’art. 2 del D.Lgs. 30/2007, le richieste sono valutate come ordinarie domande di visto turistico per familiare di cittadino italiano.

Quanto costa il visto per familiare straniero di cittadino italiano?

Il visto per familiare straniero di cittadino italiano, come anche il visto turistico per familiare di cittadino italiano, è rilasciato gratuitamente, come previsto dall’art. 5, comma 3 del D.Lgs. 30/2007.

Cosa fare dopo l’ingresso in Italia con il visto?

Dopo l’ingresso in Italia con il visto per ricongiungimento familiare con cittadino italiano hai 8 giorni lavorativi di tempo per richiedere il permesso di soggiorno alla Questura del luogo in cui ti stabilisci.

I documenti da consegnare alla Questura sono gli stessi presentati in Ambasciata.

Durante il periodo di elaborazione della domanda, il familiare può soggiornare regolarmente in Italia grazie alla ricevuta della richiesta postale.

Cosa succede se il visto per familiare di cittadino italiano viene rifiutato?

Anche per i familiari di cittadini italiani che avrebbero pieno diritto al ricongiungimento familiare con cittadino italiano, l’Ambasciata può negare il visto di ingresso.

Nel caso del ricongiungimento con il coniuge, ad esempio, se l’Ambasciata sospetta che si tratti di un finto matrimonio potrebbe rifiutare il visto per familiare straniero di cittadino italiano.

In questo caso devi scegliere se tentare con una nuova richiesta o se fare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Roma per far valere il diritto all’ingresso.

Cos’è la coesione familiare con cittadino italiano?

La coesione familiare con cittadino italiano è il termine tecnico con cui si definisce il ricongiungimento familiare extracomunitario eseguito direttamente in Italia, senza alcun nulla osta (come avviene invece nel ricongiungimento familiare con un cittadino straniero) né visto di ingresso (o con visto di ingresso ad altro titolo).

Si può avere il permesso di soggiorno senza visto di ingresso?

A seguito della reintroduzione del visto per ricongiungimento familiare con cittadino italiano, non essendo stato specificato, ci si è giustamente chiesti se sia ancora possibile la coesione familiare.

I dubbi sollevati dall’avvocata Giulia Pierin nel suo approfondito articolo “Abbiamo iniziato a discriminare i familiari dei cittadini italiani? Il mistero dell’Art. 23 d.lgs. n. 30/2007” (rivista Diritto, Immigrazione e Cittadinanza, fascicolo n. 2/2024) sono leciti.

Perlomeno, è stato chiarito che i familiari ricongiungibili per i cittadini italiani statici sono i medesimi dei cittadini italiani mobili e dei cittadini UE. Il che pare sensato: altrimenti ci saremmo trovati davanti a un rovesciamento del diritto, per cui un cittadino straniero proveniente da uno Stato UE avrebbe avuto maggiori diritti di un cittadino italiano.

Rimane però aperta la questione sulla piena fattibilità della coesione familiare con cittadino italiano direttamente in Italia. Sappiamo che l’art. 19 del TUI dichiara inespellibili alcuni familiari stranieri di cittadini italiani, ma non basta: questo vale per una cerchia di familiari più ristretta rispetto a quella prevista dall’art. 2 del D.Lgs. 30/2007.

A rigor di logica, però, siccome la coesione familiare direttamente in Italia con un cittadino straniero regolarmente soggiornante rimane invariata a seconda che il familiare da ricongiungere si trovi o meno in Italia, dovrebbe rimanere invariata anche la coesione familiare con cittadino italiano.

In altre parole, lo straniero che ha i requisiti per il ricongiungimento familiare con cittadino italiano e che si trova già in Italia per turismo (con o senza visto) o ad altro titolo dovrebbe avere diritto alla piena coesione familiare con cittadino italiano, come se fosse in possesso del visto per ricongiungimento familiare con cittadino italiano.

Quando si può chiedere la carta di soggiorno permanente (art. 17 D.Lgs. 30/2007)?

Dopo aver soggiornato legalmente e in via continuativa per 5 anni, chi possiede la carta di soggiorno per familiare di cittadino UE (art. 10 D.Lgs. 30/2007) può richiedere la carta di soggiorno permanente per i familiari del cittadino comunitario non aventi la cittadinanza di uno Stato membro dell’UE (art. 17 D.Lgs. 30/2007), della validità di 10 anni. Approfondisci nella nostra guida sulla carta di soggiorno per familiare di cittadino UE.

A differenza della richiesta di cittadinanza italiana, non è richiesta una residenza continuativa, ma un soggiorno continuativo. Se, per qualsiasi ragione, dovessi avere un “buco di residenza”, ciò non influisce sul tuo diritto (infatti il certificato storico di residenza non è richiesto).

La carta di soggiorno permanente è utile per espletare alcune formalità amministrative: ad esempio, non sarai più tenuto a dimostrare alle autorità competenti di avere un lavoro o di disporre di risorse sufficienti.

Il diritto al soggiorno permanente del cittadino dell’Unione e dei suoi familiari, nel caso di lavoratori autonomi o subordinati, può essere acquisito in anticipo rispetto al termine ordinario di cinque anni in alcune circostanze, quali:

  • il pensionamento;
  • la sopravvenuta incapacità lavorativa permanente;
  • l’esercizio dell’attività lavorativa in un altro Stato membro.

Ricongiungimento familiare con cittadino italiano guida

Domande frequenti

Serve il nulla osta per il ricongiungimento familiare con cittadino italiano?

No. Per il ricongiungimento familiare con cittadino italiano non è richiesto il nulla osta dello Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura. Non è richiesto nemmeno un alloggio idoneo. Servono la residenza in Italia del cittadino italiano o UE, il legame familiare e, per la carta di soggiorno quinquennale, un reddito sufficiente.

Quanto costa il visto per familiare di cittadino italiano?

Il visto nazionale per familiare di cittadino italiano è gratuito, come previsto dall’art. 5, comma 3 del D.Lgs. 30/2007. È gratuito anche il visto turistico per familiare di cittadino italiano o UE per soggiorni inferiori a tre mesi, con verifica del rapporto di parentela da parte della rappresentanza diplomatica.

Entro quando va chiesto il permesso di soggiorno dopo l’ingresso?

Chi entra in Italia con il visto per ricongiungimento familiare con cittadino italiano deve chiedere il permesso di soggiorno entro 8 giorni lavorativi dall’ingresso. Chi è entrato per altro motivo senza questo visto può farlo trascorsi tre mesi, mentre chi ha già un titolo di soggiorno nazionale può chiederlo in qualsiasi momento.

Il fratello di un cittadino italiano può ottenere il permesso di soggiorno?

Per i fratelli l’ingresso è solo agevolato e i Consolati rifiutano spesso il visto. Se però il fratello si trova già in Italia e convive con il cittadino italiano, l’art. 19 del TUI ne vieta l’espulsione e consente il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi familiari di durata annuale o biennale.

Che titolo riceve il familiare di un cittadino italiano statico?

Dal 1° giugno 2024 al familiare straniero di un cittadino italiano statico, cioè che ha sempre risieduto in Italia o fuori dall’UE, viene rilasciato il permesso di soggiorno elettronico quinquennale per motivi familiari. Al familiare di un cittadino mobile viene invece rilasciata la carta di soggiorno di familiare di cittadino dell’Unione.

Fonti ufficiali

Le fonti sono state consultate il 15 ottobre 2026. Procedure, modulistica e documenti possono cambiare: verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’ufficio competente (Ambasciata o Consolato, Questura, Comune).

Per un confronto tra tutti i tipi di ricongiungimento e i modelli SM, T e GN leggi la guida ai tipi di ricongiungimento familiare e modelli.

Come può aiutarti SH Immigration Specialists?

SH Immigration Specialists aiuta i familiari stranieri di cittadini italiani e UE a capire quale titolo di soggiorno spetta nel loro caso, a preparare i documenti per il visto nazionale per motivi familiari, a verificare traduzioni e legalizzazioni e a gestire la richiesta del permesso o della carta di soggiorno in Questura. L’esito dipende dalle autorità competenti. Per una valutazione scrivici dalla pagina contatti.

Questo contenuto offre informazioni generali e non costituisce consulenza legale.

Hai un caso come questo? Parlane con un consulente specializzato

In 30 minuti un consulente specializzato di SH Immigration Specialists analizza la tua situazione e ti dice cosa fare, quali documenti servono e quali errori evitare. Online da ogni Paese o in uno dei nostri 8 uffici in Italia, anche in arabo, hindi e urdu.

Vuoi che ce ne occupiamo noi? Scopri il servizio di assistenza al ricongiungimento familiare.

Consulenza Base199 €IVA inclusa · appuntamento entro 5 giorni lavorativi · 30 minuti
ConsigliataConsulenza Prioritaria249 €IVA inclusa · appuntamento in giornata · 45 minuti · riepilogo scritto e 7 giorni di assistenza su WhatsApp · scalata dal preventivo se ci affidi la pratica

Uffici a Bologna, Milano, Roma, Torino, Genova, Brescia, Firenze, Venezia-Mestre; online in tutta Italia e dall’estero.

Pagamento online sicuro con Stripe. SH Immigration Specialists non è uno studio legale: ricorsi e consulenza legale sono seguiti dalle avvocate del team.

Quali altre guide possono esserti utili?

Condividi questo articolo e seguici sui social

Contattaci ora per una consulenza immigrazione specialistica

Guide ufficiali e ultime notizie sull'immigrazione
Cosa dicono i nostri clienti

Eccellente

5.0

Zane profile picture
Zane
2 anni fa
ottimo servizio e molto efficienti
BERNALD NORJA profile picture
BERNALD NORJA
3 anni fa
Sono rimasto estremamente soddisfatto della gentilezza e della professionalità dimostrate durante tutto il processo.

L'avvocato ha dedicato tempo a spiegarmi chiaramente quali fossero le mie opzioni e ha guidato ogni passo del percorso.
La comunicazione è stata efficiente, e ho apprezzato particolarmente la chiarezza e la trasparenza nell'affrontare ogni aspetto della mia situazione.
Grazie di tutto risolto proboena al volo
Yiwen Jiang profile picture
Yiwen Jiang
3 anni fa
Stiamo lavorando sulla conversazione del permesso di soggiorno. Hamza è molto disponibile e efficiente, mi aiuta sempre ad risolvere i problemi prima possibile. Speriamo di prendere il permesso di soggiorno presto. 👍👍
Erica Mengoli profile picture
Erica Mengoli
3 anni fa
Eccellente servizio, i migliori avvocati specializzati in immigrazione a Bologna sicuramente. Mi hanno aiutata a ricongiungere mio marito dal Bangladesh
Mi sono sentito subito a mio agio e ben accolto. I ragazzi sono bravissimi e super disponibili; sono preparati ed efficienti. Consigliato
E stato disponibile simpatico e sssuper professionale!
Consiglio molto di affidarvi a lui Allessio nonostante sia giovane e molto preparato .
Top bravo ragazzo 🤩👏
Dele Dele profile picture
Dele Dele
3 anni fa
Grazie per avete fatto venire mio fratello vi sarò sempre grato
Professionalità pura, il faro degli studi legali
Sono uno studente e ho avuto molte difficoltà a richiedere il permesso di soggiorno. Non parlo molto bene l'italiano e non avevo idea di quali documenti mi servissero. Sono andato in ufficio e mi hanno aiutato molto, mi hanno spiegato tutto in inglese e mi hanno guidato sui documenti e sulle procedure da svolgere. Mi hanno anche dato alcuni consigli su alcuni benefit studenteschi a cui possono accedere gli studenti stranieri. Sono molto disponibili, gentili e vogliono davvero aiutare. Lo consiglio a tutti i brasiliani smarriti come me. Ti sono estremamente grato e ti auguro tanto successo!
bellissima esperienza veramente gentili consiglio passaporto rinnovato in tempi record
Giorgio Forni profile picture
Giorgio Forni
3 anni fa
Mi sono rivolto quest’anno per la prima volta a SH in via Fondazza e sono rimasto molto soddisfatto della professionalità e serietà. Persone gentili, oneste e competenti.
Asian Face profile picture
Asian Face
4 anni fa
mi sono messa in contatto con questa azienda ed è stata un esperienza bellissima, ho trovato un modo completamente nuovo di vedere sia la mia, sia la situazione altrui. ho trovato un approccio nuovo e del tutto positivo in chi mi ha seguita e aiutata, la consiglio a chiunque non sappia più dove andare a sbattere la testa. grazie di cuore
Kaltra Dauti profile picture
Kaltra Dauti
4 anni fa
Hamza e Alessio ragazzi molto simpatici e non solo .Preparati veloci super professionali e disponibili .Spiegano le cose con molta accuratezza , molto competenti e si vede che fanno con passione il loro lavoro . Ci tengono ad aiutarti , cosa rara ai giorni d’oggi . Mi hanno aiutato con la conversione del mio permesso di soggiorno , in altri caf mi avevano detto che non si poteva neanche fare . Vi stra consiglio di andare da loro. Sono molto contenta di averli trovati .
Sono dei ragazzi gentilissimi, giovani e molto competenti!
In questo paese distrutto dalla burocrazia, sono riusciti a farmi ricredere e a continuare a sperare che qualcosa possa finalmente cambiare e molto in positivo!... Meritano davvero tanti stima e "successo"! Provare per credere!
La chiudo qui perché se dovessi raccontare la mia esperienza, dovrei partire da mooolto lontano e la mia recensione non sarebbe più efficace! ?
Buon giorno a tutti
Ho avuto un'esperienza unica usufruendo di servizio dei ragazzi e vorrei testimoniare che fanno un lavoro eccellente,professionale all massimo e al livello umano senza rivali,un AIUTO IMMENSO!
Ne sono grata,auguro prosperita e tantissime persone felici di avervi incontrati.
Grazie infinite,abbiate tutto il bene del mondo.Grazie Hamza Ameer.Di cuore.
Con stima e affetto,Teresa.
Contatta un avvocato per stranieri

La nostra agenzia immigrazione è a tua disposizione per le pratiche più quotidiane fino ai casi più complessi.