Domanda decreto flussi 2026 – Guida ufficiale

Indice

Il decreto flussi è il principale strumento per l’ingresso per motivi di lavoro nel territorio italiano.

In questa guida completa trovi tutte le informazioni necessarie per inviare correttamente la domanda decreto flussi, conoscerai i requisiti e i documenti necessari per ottenere il nulla osta della Prefettura e permettere l’ingresso per motivi di lavoro a un lavoratore straniero.

Decreto flussi cos’è

L’ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato non stagionale e stagionale e per motivi di lavoro autonomo, deve avvenire nell’ambito delle quote di ingresso stabilite nei decreti (detti “decreti flussi”) periodicamente emanati dal presidente del Consiglio dei ministri.

L’ultimo è stato il DPCM del 21 dicembre 2021 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 gennaio 2022, il quale ha stabilito le quote e le modalità di ingresso per il triennio 2023-2025.

Numerosi sono le circolari successive che hanno chiarito requisiti e procedure da seguire per un corretto invio della domanda decreto flussi, in particolare la circolare interministeriale n. 9032 del 24 ottobre 2024.

Quote decreto flussi

Nonostante vi siano tipologie di ingressi per motivi di lavoro “al di fuori delle quote” (come la Carta Blu UE), la maggior parte sono soggette ai limiti del decreto flussi, che decreto flussi colf e badanti.

Quote domanda decreto flussi colf e badanti

Attualmente è possibile anche l’ingresso tramite decreto flussi badanti per lavoratori domestici addetti all’assistenza familiare, quindi sia colf (anche babysitter) che badanti. Sono state assegnate 9.500 quote per queste categorie di lavoratori e, solo per l’anno 2025, è possibile inviare una domanda decreto flussi nel limite di 10.000 quote sperimentali per lavoratori addetti all’assistenza di grandi anziani e disabili.

Quote decreto flussi non stagionali

27.700 quote sono state riservate alle assunzioni nei settori dell’autotrasporto, dell’edilizia, turistico-alberghiero, alimentare, metalmeccanica, telecomunicazioni e acconciatori per cittadini dei Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria.

 

In particolare:

  • 17.000 sono riservate ai lavoratori cittadini dei Paesi elencati sopra: Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia – Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, Guatemala, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldavia, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina.
  • 3.000 per l’assunzione dei cittadini di altri Paesi con i quali, nel corso del triennio, sono entrati in vigore accordi di cooperazione in materia migratoria;
  • 100 per lavoratori stranieri che abbiano completato programmi di formazione e istruzione nei Paesi d’origine ai sensi dell’art. 23 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;
  • 100 per lavoratori stranieri di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado di linea diretta di ascendenza, residenti in Venezuela.

Quote per lavoro autonomo

Solamente 500 quote sono state riservate ai lavoratori autonomi appartenenti alle seguenti categorie:

  • imprenditori che svolgono attività di interesse per l’economia italiana che preveda l’impiego di risorse proprie non inferiori a 500.000 euro e la creazione almeno di tre nuovi posti di lavoro;
  • liberi professionisti riconducibili a professioni vigilate oppure non regolamentate ma rappresentative a livello nazionale e comprese negli elenchi curati dalla Pubblica amministrazione;
  • titolari di cariche societarie di amministrazione e di controllo espressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio 2011, n. 850;
  • artisti di chiara fama o di alta e nota qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici o privati, in presenza dei requisiti espressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio 2011, n. 850;
  • cittadini stranieri per la costituzione di imprese “start-up innovative” ai sensi della legge 221/2012, a favore dei quali sia riconducibile un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa.

 

Per approfondire come ottenere un visto e un permesso di soggiorno per lavoro autonomo, leggi la nostra guida dedicata.

Decreto flussi stagionali

Per quanto riguarda la domanda decreto flussi al lavoro stagionale sono state riservate 42.000 quote.

I settori ammessi per lavoro stagionale sono solamente quello agricolo e turistico-alberghiero.

Le quote per lavoro stagionale sono riservate ai cittadini dei Paesi elencati sopra, più il Guatemala: Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, Guatemala, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldavia, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina.

Quote conversioni permesso di soggiorno

Chi ha già un permesso di soggiorno ad altro titolo, può convertirlo in permesso di soggiorno per motivi di lavoro, grazie alle 7.000 quote riservate:

  • 4.400 quote riservate a chi ha un permesso di soggiorno per lavoro stagionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale;
  • 2.000 quote riservate a chi ha un permesso di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato;
  • 370 quote riservate a chi ha un permesso di soggiorno per studio, tirocinio e/o formazione professionale da convertire in permesso di soggiorno per lavoro autonomo;
  • 200 quote riservate a chi ha un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato non dall’Italia ma da altro Stato membro dell’Unione europea da convertire in permesso di soggiorno per lavoro subordinato;
  • 30 quote riservate a chi ha un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato da altro Stato membro dell’Unione europea da convertire in permesso di soggiorno per lavoro autonomo.

 

Ricordo che, dal 2023, non sono più previste quote di per la conversione del permesso di soggiorno da studio a lavoro, come spiegato nella nostra guida approfondita, grazie al cd “decreto Cutro” (DL 20 marzo n. 23 convertito nella Legge 5 maggio 2023 n. 50).

Domanda decreto flussi 2025 Paesi ammessi

I Paesi ammessi per il decreto flussi 2025 sono Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia – Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, Guatemala, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldavia, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina.

Per quanto riguarda il lavoro stagionale si aggiunge anche il Guatemala.

Se vuoi inviare una domanda decreto flussi in favore di lavoratori domestici non ci sono limiti ai Paesi ammessi.

Domanda decreto flussi 2025 requisiti

I requisiti per essere ammessi alla domanda decreto flussi sono abbastanza stringenti e variano a seconda che la domanda venga presentata da un privato, in favore di un collaboratore domestico, oppure da un’azienda.

Decreto flussi reddito minimo

Il primo requisito da verificare è quello reddituale. Le aziende devono infatti possedere un reddito (in caso di persona fisica o impresa Individuale) o fatturato (in caso di enti e società), di almeno €30.000,00 annui come espressamente indicato nelle circolari INL n. 3 del 5 luglio 2022 e 2066 del 21 marzo 2023.

I datori di lavoro persone fisiche che fanno domanda decreto flussi per colf o badanti, devono avere un reddito annuo di almeno €20.000,00 se vivono soli oppure di €27.000,00 se vivono in un nucleo familiare con più persone.

Solo se il lavoratore viene assunto per assistere una persona disabile non è richiesto il requisito del reddito.

Decreto flussi idoneità alloggiativa

La Pubblica Amministrazione, per rilasciare il nulla osta decreto flussi, deve prima accertarsi che il lavoratore avrà a disposizione un alloggio idoneo una volta entrato in Italia. Non è necessario che l’alloggio sia intestato al datore di lavoro né che coincida con il luogo di lavoro.

L’alloggio può anche essere una struttura alberghiera, l’importante è poter dimostrare che il lavoratore troverà una sistemazione adeguata. Questa è responsabilità del datore di lavoro, anche se effettivamente sarà il lavoratore a pagare le spese per l’alloggio.

Domanda decreto flussi documenti necessari

I documenti necessari per la domanda decreto flussi sono numerosi, di seguito una lista completa.

  • visura camerale aggiornata;
  • documenti di identità del datore di lavoro;
  • passaporto del lavoratore;
  • DURC;
  • autodichiarazione della posizione previdenziale e fiscale;
  • dichiarazione dei redditi;
  • dichiarazione IVA;
  • impegno alla cessione di fabbricato;
  • idoneità alloggiativa o ricevuta di richiesta;
  • asseverazione firmata digitalmente;
  • ricevuta invio richiesta al CPI e autodichiarazione di indisponibilità;
  • autodichiarazione assenza condanne penali;
  • marca da bollo da 16€.

 

Documenti decreto flussi colf e badanti

Chiaramente, in quanto la domanda decreto flussi badanti è presentata da un datore di lavoro persona fisica, non devono essere presentati documenti aziendali ma solo i seguenti:

  • documenti di identità del datore di lavoro;
  • passaporto del lavoratore;
  • dichiarazione dei redditi;
  • ricevuta invio richiesta al CPI e autodichiarazione di indisponibilità;
  • autodichiarazione assenza condanne penali;
  • asseverazione firmata digitalmente;
  • impegno alla cessione di fabbricato;
  • idoneità alloggiativa o ricevuta di richiesta;
  • marca da bollo da 16€.

 

Come accennato in precedenza, se la domanda è fatta in favore di lavoratori che assisteranno persone affette da disabilità, non è richiesto alcun reddito minimo.

Asseverazione

L’asseverazione ex art.44 è un documento introdotto recentemente che consente lo snellimento dei controlli da parte della PA, in quanto sono stati demandati ad alcune categorie di professionisti, ovvero consulenti del lavoro, commercialisti e avvocati.

L’asseverazione è obbligatoria per la domanda decreto flussi e deve essere firmata digitalmente. Alcune prefetture potrebbero richiedere l’originale al momento della stipula del contratto di soggiorno.

Per scoprire tutto sull’asseverazione ti consiglio di leggere direttamente la nostra guida dedicata molto approfondita.

Procedura decreto flussi

Vediamo ora la procedura da seguire per compilare e inviare la domanda decreto flussi, come specificato nelle linee guida tecniche ufficiali, i primi passi necessari per ottenere il nulla osta fino al rilascio del permesso di soggiorno al lavoratore arrivato in Italia.

Domanda decreto flussi

Verifica Centro per l’Impiego

La prima cosa da fare per prepararsi alla domanda decreto flussi, oltre a raccogliere tutta la documentazione, è quella di inviare la richiesta di verifica di indisponibilità di lavoratori già presenti sul territorio nazionale al CPI territorialmente competente.

Il Governo ha voluto dare precedenza a candidati già presenti sul territorio, pertanto alla richiesta di nulla osta, si potrà procedere solo nei seguenti casi:

  • il Centro per l’impiego non risponde alla richiesta presentata, entro quindici giorni lavorativi dalla data della domanda;
  • il lavoratore segnalato dal centro per l’impiego non è per il datore di lavoro idoneo  al lavoro offerto;
  • il lavoratore inviato dal centro per l’impiego non si presenta, salvo giustificato motivo, al colloquio di selezione, decorsi almeno venti giorni lavorativi dalla data della richiesta.

 

Se si verifica una di queste condizioni, il datore di lavoro deve compilare un’autodichiarazione (scaricala qui) da allegare durante la precompilazione della domanda decreto flussi.

Precompilazione domanda decreto flussi

Una volta raccolti tutti i documenti è possibile procedere alla precompilazione delle domande. Nell’ultima edizione, è stato possibile compilare la domanda decreto flussi solo durante una piccola finestra temporale, dal primo al 30 novembre 2024 nonostante il click day fosse a febbraio 2025.

Questa novità procedurale è stata introdotta per permettere alle Prefetture di effettuare già i primi controlli sulle domande precaricate, in modo da rilasciare eventuali preavvisi di rigetto tempestivamente, immediatamente dopo il click day.

La precompilazione deve essere fatta dal datore di lavoro, dotato di PEC, o da professionista abilitato, tramite il portale ALI del Ministero dell’Interno.

Scelta del modello di domanda decreto flussi

Fondamentale è non confondere la tipologia di richiesta, come spesso accade. Infatti, lo Sportello Unico Immigrazione non sarà in grado di correggere la tua richiesta, anche se sei rientrato in quota e hai ottenuto il nulla osta.

I modelli da utilizzare sono i seguenti:

  • C-Stag: per lavoratori stagionali;
  • B2020: per lavoratori non stagionali;
  • A-bis: per collaboratori domestici;
  • B: per lavoratori non stagionali di origine italiana, residenti in Venezuela;
  • VB: conversione del permesso di soggiorno per motivi di lavoro stagionale a non stagionale;
  • LS: conversione del permesso di soggiorno di lungo periodo UE rilasciato da altro Stato membro a permesso di soggiorno per lavoro subordinato;
  • LS1: conversione del permesso di soggiorno di lungo periodo UE rilasciato da altro Stato membro a permesso di soggiorno per lavoro domestico;
  • LS2: conversione del permesso di soggiorno di lungo periodo UE rilasciato da altro Stato membro a permesso di soggiorno per lavoro autonomo.

Click day decreto flussi

Il click day immigrazione è il momento in cui la domanda decreto flussi viene precaricata vengono effettivamente inviate. Dalle 9:00 del giorno prefissato bisogna caricare la pagina e inviare le domande precedentemente caricate e già nello stato “da inviare”.

Il click day decreto flussi è una vera corsa contro il tempo, siccome decine di migliaia di utenti si collegano contemporaneamente, spesso il portale collassa, lasciando molti esclusi. Formalmente, il decreto flussi è aperto fino a fine anno ma, stante l’elevatissima richiesta, già nei primi 4 minuti solitamente vengono esaurite tutte le quote.

Quest’anno i click day erano in tre giorni distinti: uno per lavoro non stagionale, uno per lavoro domestico e uno per lavoro stagionale.

Nulla osta decreto flussi

Se hai compilato correttamente la domanda decreto flussi e il click day è andato a buon fine e rientri nelle quote, salvo che abbia ricevuto un preavviso di rigetto, dopo 60 giorni viene rilasciato automaticamente il nulla osta decreto flussi.

Questo è il documento necessario al lavoratore per ottenere il visto di ingresso per motivi di lavoro.

Spesso capita che, nella fretta di compilare le domande, anche a causa dei nomi spesso difficili dei lavoratori stranieri, si commettano errori di battitura che vengono riportati nel nulla osta. Il Consolato può rilasciare il visto solo quando il nulla osta decreto flussi coincide con i dati riportati sul passaporto del lavoratore, come ho spiegato in questa guida dedicata.

Contratto di soggiorno e inizio attività lavorativa

Una volta ottenuto il visto e entrato in Italia, per ovviare alle lunghe code presso le prefetture, ai sensi della versione aggiornata dell’articolo 22, comma 6-bis del T.U.I., il lavoratore che ha fatto ingresso in Italia dopo il rilascio del nulla osta e del visto può svolgere immediatamente attività lavorativa, senza attendere la stipula del contratto di soggiorno.

In tal caso il datore di lavoro deve provvedere autonomamente alla comunicazione obbligatoria. Nel caso in cui, invece, l’assunzione si formalizzi solo alla firma del contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico, la comunicazione obbligatoria verrà generata automaticamente dal sistema informatico, fatta eccezione per il settore dell’assistenza familiare che dovrà essere comunicato all’INPS.

Decreto flussi 2026

Proprio di questi giorni è la notizia che il Governo è al lavoro per preparare il prossimo DPCM che programmerà i flussi di ingresso del triennio 2026-2028.

Come adeguatamente spiegato in questo articolo del Sole24ore, ci saranno alcune importanti novità, soprattutto per quanto riguarda la spartizione delle quote, il numero di ingressi consentiti e il periodo di precompilazione che dovrebbe essere esteso.

Seguici sui nostri social per restare aggiornato sulle ultime novità e non perderti la prossima occasione.

Assistenza decreto flussi

Come hai avuto modo di vedere in questa guida, la raccolta dei documenti, la valutazione preventiva, la compilazione e il perfezionamento di una domanda decreto flussi è un processo che richiede una cura maniacale e mesi di lavoro.

Anche il minimo errore potrebbe compromettere l’assegnazione di una quota e il rilascio tempestivo del nulla osta e del visto di ingresso, con notevoli disguidi per l’azienda e per il lavoratore.

Il mio consiglio è quello di affidarsi a chi ha già esperienza pregressa nel settore, per essere sicuri di avere successo durante il click day e arrivare nel minor tempo possibile al rilascio del nulla osta e del visto di ingresso.

Avvocato decreto flussi

Quando ricevi un preavviso di rigetto di una domanda decreto flussi eseguita male, un preavviso di revoca del nulla osta già rilasciato oppure una revoca definitiva sanabile solo con ricorso al Tribunale, affidarti ad un avvocato competente in decreto flussi è sicuramente la scelta migliore.

SH Immigration Specialists è un’agenzia per stranieri e aziende specializzata e attrezzata per l’invio della domanda decreto flussi. Anche se dovessi avere bisogno di un avvocato immigrazione, la nostra agenzia ti metterà a disposizione i migliori d’Italia, qualsiasi sia la tua necessità.

Decreto flussi colf e badanti

FAQ – Domanda decreto flussi

Quota non disponibile significa che hai inviato la domanda troppo tardi il giorno del click day. Purtroppo, infatti, a causa dell’enorme numero di domande, anche cliccare alle nove in punto non è garanzia di successo in questo sistema inefficace.

A maggio 2025 è stato confermato che il Governo è al lavoro per il prossimo DPCM decreto flussi 2026 che regolerà gli ingressi per motivi di lavoro nel triennio 2026-2028.

Il costo di un avvocato immigrazione dipende dal tipo di richiesta di cui hai bisogno e dallo stato di avanzamento della tua pratica. Se hai già ricevuto una revoca del nulla osta o persino del permesso di soggiorno, è necessario fare ricorso al Tribunale, di conseguenza i costi saranno maggiori.

Dal giorno in cui si invia la domanda al giorno in cui il lavoratore entra in Italia e inizia a lavorare possono passare diversi mesi, a seconda della Prefettura competente per territorio.

Se non ricevi un preavviso di rigetto, il nulla osta viene normalmente rilasciato automaticamente dopo 60 giorni dal click day. In seguito il lavoratore dovrà ottenere appuntamento al Consolato italiano per il rilascio del visto, che potrebbe richiedere fino a 3 mesi ma anche più di un anno come nel caso di Pakistan, Bangladesh e Marocco.

Le aziende operanti nel settore agricolo, a differenza di quelle del turistico-alberghiero, sono abilitate alla sola richiesta di lavoratori stagionali, con le stesse modalità delle altre tipologie di lavoratori.

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