In breve. La domanda Decreto Flussi 2027 è la richiesta di nulla osta che il datore di lavoro presenta online per assumere un lavoratore che vive all’estero. Si precompila sul Portale Servizi ALI dal 23 ottobre al 7 dicembre 2026 e si invia nei click day dal 12 gennaio al 18 febbraio 2027. Per presentarla servono SPID o CIE, una PEC registrata su INI-PEC o INAD, i requisiti di reddito e, per il lavoro non stagionale, la verifica al Centro per l’impiego.
Guida aggiornata al 1° ottobre 2026 secondo il D.P.C.M. 2 ottobre 2025, la circolare interministeriale n. 8047 del 16 ottobre 2025 e la circolare n. 7185 del 1° ottobre 2026 per l’annualità 2027.
Che cos’è la domanda Decreto Flussi 2027?
Il Decreto Flussi fissa ogni anno quante persone possono entrare in Italia per lavoro subordinato, stagionale e autonomo. Per il triennio 2026-2028 la programmazione è stabilita dal D.P.C.M. 2 ottobre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 240 del 15 ottobre 2025.
La domanda serve a ottenere il nulla osta al lavoro. Con il nulla osta il lavoratore chiede il visto di ingresso al consolato italiano del suo Paese.
Chi può presentare la domanda e quante domande si possono inviare?
- il datore di lavoro, impresa o persona fisica;
- le organizzazioni dei datori di lavoro previste dall’art. 24-bis del Testo Unico Immigrazione;
- i professionisti abilitati dalla legge n. 12 del 1979, come i consulenti del lavoro;
- le agenzie di somministrazione iscritte all’albo, per tutti i settori.
Limite di tre domande: dal decreto-legge n. 146 del 2025, il datore di lavoro che presenta la domanda da solo, come utente privato, può inviare al massimo tre richieste di nulla osta per ciascun anno dal 2026 al 2028. Il limite non vale per le domande inviate tramite organizzazioni datoriali, professionisti abilitati o agenzie di somministrazione.
La domanda è irricevibile se il datore di lavoro, nei tre anni precedenti, non ha firmato senza giustificato motivo un contratto di soggiorno richiesto. Lo è anche se risulta a suo carico un rinvio a giudizio o una condanna non definitiva per i reati di sfruttamento del lavoro previsti dagli articoli 600, 601, 602 e 603-bis del codice penale.
Quante sono le quote del Decreto Flussi 2027?
Per il 2027 sono previsti 165.850 ingressi:
- 76.200 per lavoro subordinato non stagionale, di cui 14.000 per l’assistenza familiare;
- 89.000 per lavoro subordinato stagionale nei settori agricolo e turistico;
- 650 per lavoro autonomo.
Le quote sono divise tra riserve per singoli Paesi, organizzazioni datoriali e categorie specifiche. La quota giusta dipende dal settore, dal Paese del lavoratore e dal modello di domanda.
Quali settori e quali Paesi sono ammessi?
Settori del lavoro non stagionale
Agricoltura, silvicoltura e pesca; industrie alimentari, delle bevande e del tabacco; industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature; industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo; altre industrie; costruzioni; commercio all’ingrosso e al dettaglio; servizi di alloggio e ristorazione; servizi turistici; trasporto, logistica e magazzinaggio; servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone; sanità, assistenza sociale e servizi sanitari privati; altri servizi.
Il codice ATECO dell’attività deve rientrare tra quelli dell’allegato 2 della circolare n. 8047. Per il 2027 l’elenco dei codici ATECO non cambia.
Lavoro stagionale
Il lavoro stagionale riguarda i settori agricolo e turistico. Una parte delle quote è riservata alle domande presentate dalle organizzazioni datoriali di categoria e ai lavoratori stagionali già entrati in Italia negli ultimi cinque anni.
Assistenza familiare
Per il 2026-2028 la quota dell’assistenza familiare vale solo per il lavoro domestico, cioè colf e badanti. Le altre assunzioni nel settore sanitario e socio-assistenziale usano le quote ordinarie e il modello B2020.
Paesi di provenienza
Le quote riservate per Paese riguardano i cittadini di Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Erzegovina, Corea del Sud, Costa d’Avorio, Ecuador, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Georgia, Ghana, Giappone, Giordania, Guatemala, India, Kirghizistan, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Perù, Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Thailandia, Tunisia, Ucraina e Uzbekistan.
Dal 2027 è incluso anche il Kenya, che il 2 luglio 2026 ha firmato con l’Italia un memorandum d’intesa su migrazione e mobilità. Altre quote sono riservate ai Paesi con accordi di cooperazione in materia migratoria e ad apolidi e rifugiati riconosciuti.
Quali sono i requisiti di reddito del datore di lavoro?
- Imprese e altri settori: reddito imponibile, per persona fisica o impresa individuale, o fatturato, per enti e società, di almeno 30.000 euro annui.
- Imprese agricole: la capacità economica può essere valutata anche con il volume d’affari della dichiarazione IVA al netto degli acquisti, la dichiarazione IRAP e i contributi comunitari documentati.
- Colf e badanti: reddito imponibile di almeno 20.000 euro annui se il nucleo familiare è composto solo dal datore di lavoro, 27.000 euro se ci sono altri familiari conviventi. Possono contare anche i redditi del coniuge e dei parenti entro il secondo grado, anche non conviventi.
- Retribuzione per il lavoro domestico: quella del contratto collettivo di settore, e comunque non inferiore all’assegno sociale.
Il requisito di reddito non è richiesto al datore di lavoro con patologie o disabilità che ne limitano l’autosufficienza, se assume un lavoratore per la propria assistenza. In questo caso serve una certificazione del medico di base o di una struttura pubblica al posto dell’asseverazione.
Cosa serve per accedere al Portale ALI?
- SPID o CIE di chi compila la domanda.
- PEC attiva e registrata: su INI-PEC per le imprese iscritte al Registro delle imprese, su INAD per le persone fisiche e per gli enti non iscritti. Lo prevede l’art. 22, comma 2, lettera d-ter, del Testo Unico Immigrazione.
La PEC vale come domicilio digitale per tutte le comunicazioni dello Sportello Unico per l’Immigrazione. Dopo i controlli automatici del portale, il codice di attivazione della domanda arriva proprio a quell’indirizzo. Alcuni dati, come redditi e partita IVA, compaiono nel modulo solo qualche giorno dopo il primo accesso.
Come funziona la verifica al Centro per l’impiego?
Per il lavoro non stagionale, compresa l’assistenza familiare, il datore di lavoro deve prima chiedere al Centro per l’impiego se ci sono lavoratori disponibili in Italia. La richiesta si fa con il modulo del Ministero del Lavoro e va allegata alla domanda. Per il lavoro stagionale non è richiesta.
- se il Centro per l’impiego non segnala lavoratori disponibili entro 8 giorni di calendario dalla richiesta, domeniche e festivi compresi, la verifica si considera negativa e si può procedere;
- se il lavoratore inviato dal Centro non si presenta al colloquio senza giustificato motivo, il datore di lavoro lo comunica dopo 20 giorni lavorativi dalla richiesta;
- se il lavoratore segnalato non è idoneo, il datore di lavoro lo comunica indicando il motivo.
Queste circostanze vanno dichiarate in un’autocertificazione da allegare alla domanda, insieme alla richiesta inviata al Centro per l’impiego.
Quando serve l’asseverazione?
L’asseverazione certifica che il rapporto di lavoro rispetta i requisiti previsti dalla legge e dal contratto collettivo. La rilasciano i professionisti abilitati dalla legge n. 12 del 1979 o le organizzazioni datoriali. È richiesta per tutti i settori, compresa l’assistenza familiare, e va firmata digitalmente.
- non serve se la domanda è inviata da un’organizzazione datoriale firmataria del protocollo d’intesa con il Ministero del Lavoro, per conto dei propri associati;
- non serve al datore di lavoro non autosufficiente che assume per la propria assistenza.
Tutti i dettagli sono nella guida all’asseverazione Decreto Flussi.
Quali documenti preparare per la domanda?
Per le imprese
- visura camerale aggiornata;
- documento di identità del datore di lavoro o del legale rappresentante;
- passaporto del lavoratore;
- DURC e dati per la verifica della posizione contributiva e fiscale;
- dichiarazione dei redditi o bilancio, e per le imprese agricole dichiarazione IVA;
- proposta di contratto con mansione, durata, orario, retribuzione e sede di lavoro;
- documentazione sull’alloggio del lavoratore, firmata digitalmente;
- asseverazione firmata digitalmente, quando richiesta;
- richiesta al Centro per l’impiego e autocertificazione sull’esito, per il lavoro non stagionale.
Per colf e badanti
- documento di identità del datore di lavoro;
- passaporto del lavoratore;
- dichiarazione dei redditi del datore di lavoro e, se servono, dei familiari che concorrono al reddito;
- documentazione sull’alloggio, firmata digitalmente;
- richiesta al Centro per l’impiego e autocertificazione sull’esito;
- asseverazione firmata digitalmente, oppure certificazione medica se il datore di lavoro non è autosufficiente.
Ogni file caricato sul portale può pesare al massimo 2 MB. Per l’alloggio in strutture alberghiere o ricettive, o nei dormitori stabili dei cantieri, valgono le indicazioni della circolare del Ministero dell’Interno n. 9859 del 15 dicembre 2025, dopo le modifiche della legge n. 182 del 2025.
Come si presenta la domanda passo per passo?
- Verificare settore, codice ATECO, Paese del lavoratore e quota applicabile.
- Controllare SPID o CIE e la registrazione della PEC su INI-PEC o INAD.
- Per il lavoro non stagionale, inviare la richiesta al Centro per l’impiego e attendere 8 giorni.
- Ottenere l’asseverazione, quando richiesta, e la documentazione sull’alloggio firmate digitalmente.
- Precompilare la domanda sul Portale ALI dalle ore 9:00 del 23 ottobre alle ore 20:00 del 7 dicembre 2026.
- Se necessario, completare la domanda nella riapertura dal 9 al 13 dicembre 2026, finché risulta nello stato “da inviare”.
- Inviare la domanda dalle ore 9:00 del click day della categoria.
Click day 2027 e modelli
- 12 gennaio 2027: lavoro stagionale agricolo, modello C-Stag agricolo.
- 9 febbraio 2027: lavoro stagionale turistico, modello C-Stag turistico.
- 16 febbraio 2027: lavoro non stagionale, modello B2020.
- 18 febbraio 2027: assistenza familiare, modello A-bis in quota.
Le domande si possono inviare fino al 31 dicembre 2027, se ci sono ancora quote. Scegliere il modello sbagliato è uno degli errori più gravi, perché la domanda non può essere corretta dopo l’invio. Tutte le date sono nella guida alle date del Decreto Flussi 2027.
Cosa succede dopo il click day?
Assegnazione delle quote
Il Ministero del Lavoro ripartisce le quote per provincia entro dieci giorni da ciascun click day. Le domande entrano in quota in base all’ordine cronologico di invio. Se la domanda resta fuori, il portale mostra l’avviso “La pratica risulta al momento non in quota”.
Rilascio del nulla osta
Lo Sportello Unico per l’Immigrazione rilascia il nulla osta entro 60 giorni dall’assegnazione della quota per il lavoro non stagionale, ed entro 20 giorni per il lavoro stagionale. Se non emergono motivi ostativi, il nulla osta viene rilasciato in automatico allo scadere del termine.
Per i lavoratori di Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka e Marocco il rilascio automatico non si applica: servono sempre il parere favorevole della Questura e la verifica preliminare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Conferma, visto e contratto di soggiorno
- Conferma entro 15 giorni: concluse le verifiche sul visto, il datore di lavoro riceve una comunicazione via PEC e deve confermare la richiesta sul Portale ALI entro 15 giorni. Senza conferma la richiesta si intende rifiutata e il nulla osta viene revocato.
- Informazione al lavoratore: il datore di lavoro deve informare subito il lavoratore di ogni comunicazione ricevuta sul nulla osta.
- Visto: dopo la conferma il consolato rilascia il visto di ingresso per lavoro.
- Contratto di soggiorno entro 15 giorni: dopo l’ingresso in Italia, datore di lavoro e lavoratore firmano il contratto di soggiorno e lo trasmettono online allo Sportello Unico entro 15 giorni, non più 8.
Conferma e contratto possono essere gestiti anche da un consulente del lavoro o da un’organizzazione datoriale su mandato del datore di lavoro. Il lavoratore entrato con nulla osta e visto può iniziare a lavorare subito, prima della firma del contratto di soggiorno. In questo caso il datore di lavoro fa la comunicazione obbligatoria di assunzione, all’INPS per il lavoro domestico.
Se il nulla osta contiene errori sui dati del lavoratore, il consolato non può rilasciare il visto: vedi la guida sul nulla osta Decreto Flussi sbagliato.
Domande frequenti
Quante domande Decreto Flussi può presentare un datore di lavoro?
Fino a tre richieste di nulla osta per ciascun anno dal 2026 al 2028, se il datore di lavoro le presenta da solo come utente privato. Il limite non vale per le domande inviate tramite organizzazioni datoriali, consulenti del lavoro o altri professionisti abilitati, oppure agenzie di somministrazione iscritte all’albo.
Cosa significa “La pratica risulta al momento non in quota”?
Significa che la domanda è stata inviata dopo quelle che hanno esaurito le quote disponibili per quella provincia e quel modello. Il Ministero del Lavoro assegna le quote in base all’ordine cronologico di invio, quindi l’orario di invio nel click day conta.
Quanto tempo serve per ottenere il nulla osta?
Lo Sportello Unico lo rilascia entro 60 giorni dall’assegnazione della quota per il lavoro non stagionale ed entro 20 giorni per il lavoro stagionale. Seguono la conferma sul Portale ALI, il visto e l’ingresso in Italia, con tempi che dipendono anche dal consolato.
Serve una PEC per la domanda Decreto Flussi 2027?
Sì. È obbligatoria una PEC registrata su INI-PEC, per le imprese iscritte al Registro delle imprese, o su INAD, per persone fisiche ed enti non iscritti. Senza PEC il datore di lavoro non riceve il codice di attivazione della domanda né le comunicazioni dello Sportello Unico.
Inviare la domanda garantisce il nulla osta?
No. L’esito dipende dalla quota ancora disponibile per provincia e modello, dai requisiti del datore di lavoro e del lavoratore e dalle verifiche di Sportello Unico per l’Immigrazione, Questura e Ispettorato Nazionale del Lavoro. Inviare la domanda presto non basta da solo a garantire il nulla osta.
Fonti ufficiali
- Circolare interministeriale n. 7185 del 1° ottobre 2026, annualità 2027.
- Circolare interministeriale n. 8047 del 16 ottobre 2025, istruzioni operative 2026-2028.
- D.P.C.M. 2 ottobre 2025, programmazione dei flussi 2026-2028.
- Portale Servizi ALI del Ministero dell’Interno.
Le fonti sono state consultate il 15 ottobre 2026. Date, quote e funzioni del portale possono cambiare: verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’ufficio competente.
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