In breve. Se hai presentato la domanda con il kit postale, puoi seguire la pratica nell’area riservata del Portale Immigrazione con i codici della ricevuta di Poste Italiane. Dopo l’appuntamento in Questura può servire anche il sito della Polizia di Stato. La legge indica 90 giorni dalla domanda per il rilascio, ma i tempi reali variano. Il permesso si ritira di solito all’Ufficio Immigrazione della Questura.
Qui trovi dove controllare la pratica, il significato degli stati online, i passaggi fino al ritiro, i termini di legge e i rimedi se il permesso non arriva.
Aggiornato il 5 novembre 2026. Sono regole generali, non una consulenza personalizzata: procedure e tempi cambiano da Questura a Questura. Fonti consultate il 5 novembre 2026: ricontrollale prima di agire.
Dove posso controllare lo stato della mia pratica?
Con il kit postale, i canali ufficiali che abbiamo potuto leggere partono dalla ricevuta di Poste Italiane e dai suoi codici.
- Area riservata del Portale Immigrazione. La pagina di accesso permette ai cittadini extracomunitari di vedere lo “stato delle pratiche presentate”. La pagina sulla procedura parla di Codice Assicurata e Codice Ologramma, altre pagine di UserID e password.
- Comune, Patronato o numero verde. Puoi mostrare la ricevuta a un Comune o a un Patronato abilitato (domande frequenti) oppure usare il numero gratuito della pagina Contatti del Portale.
- Sito della Polizia di Stato. Le istruzioni di Poste Italiane lo indicano per lo stato di lavorazione dopo l’appuntamento in Questura. La pagina sul permesso di soggiorno del sito delle Questure chiede il numero di pratica (10 caratteri) o di assicurata (12 caratteri).
Se la pratica non compare o non capisci un messaggio, scrivi all’Ufficio Immigrazione: i recapiti sono sul sito della tua Questura. Per un nulla osta, per esempio al ricongiungimento familiare, il controllo è un altro: vedi la guida sul controllo del nulla osta.
Che cosa significano gli stati che vedo online?
Il manuale del Portale elenca gli “stati di lavorazione” di una pratica presentata alle Poste; le parole sulla tua schermata possono differire.
| Stato | Che cosa dice il Portale | Come leggerlo |
|---|---|---|
| Accettata fase Poste |
Pratica accettata presso Poste Italiane. | Presa in carico allo sportello. |
| In preistruttoria fase Poste |
Pratica in lavorazione presso il CSA di Poste Italiane. | Poste sta ancora lavorando la pratica. |
| In istruttoria fase Questura |
Pratica in istruttoria presso le Questure. | La Questura esamina la pratica: non vuol dire che il permesso sia pronto. |
| Anomala da verificare |
Pratica con anomalie, descritte nel dettaglio. | Leggi la descrizione e chiedi chiarimenti a Patronato, Comune abilitato o Questura. |
| Chiusa fine lavorazione |
Pratica chiusa. | Il manuale non indica l’esito: da sola non prova che il permesso sia stato rilasciato. |
Quali sono i passaggi dalla domanda alla carta?
Per i permessi richiesti con il kit, il Portale e il Testo unico immigrazione (TUI, D.Lgs. 286/1998) descrivono questi passaggi.
- Presenti la domanda a uno sportello postale Sportello Amico: deve andare l’interessato, con passaporto o documento equipollente (domande frequenti); per i minori valgono regole specifiche.
- Ricevi la ricevuta, che per il Portale ha valore legale. Se la Questura ha posto, hai subito data e ora dell’appuntamento; altrimenti arriva una raccomandata, quindi l’indirizzo di residenza sull’istanza deve essere esatto (domande frequenti).
- In Questura si fanno foto e impronte: l’art. 5, comma 2-bis, del TUI sottopone a rilievi fotodattiloscopici chi chiede il permesso. Porta quattro fototessera su fondo bianco e la seconda ricevuta di pagamento.
- La Questura esamina la pratica (l’“istruttoria”) e il permesso è rilasciato come documento elettronico con caratteristiche anticontraffazione (art. 5, comma 8, del TUI).
- Di norma l’Ufficio Immigrazione ti convoca per la consegna (informativa generale del Portale: parla di lettera raccomandata, ma riporta moduli del 2019–2020). Secondo la pagina della Polizia di Stato, oltre all’avviso online arriva un SMS con giorno, ora e luogo per ritirare il permesso già pronto. Se compili il kit a mano, puoi registrarti sul Portale prima di andare alla posta e ricevere SMS, anche per la convocazione.
Come si ritira il permesso e che cosa conviene controllare?
Dove e con che cosa. Di solito si ritira all’Ufficio Immigrazione della Questura: giorni, orari e prenotazione vanno cercati sul sito della tua. Porta ciò che chiede la convocazione, e per prudenza passaporto e ricevuta. Il regolamento (art. 11, comma 3, del D.P.R. 394/1999) prevede che al ritiro si esibisca la documentazione sugli obblighi sanitari dell’art. 34, comma 3, del TUI: vedi la guida sulla tessera sanitaria. Per i permessi di lavoro o di ricongiungimento familiare il comma 2-bis dello stesso articolo affida la convocazione per la consegna allo Sportello unico per l’immigrazione.
Chi può ritirare. Per il ritiro con delega o per i minori non abbiamo trovato una regola ufficiale uniforme: chiedi alla Questura.
Che cosa controllare sulla carta. Verifica subito, allo sportello, nome, cognome, data di nascita, tipo di permesso, scadenza e annotazioni. Se il permesso autorizza il lavoro, di regola porta la dicitura “perm. unico lavoro” (art. 5, comma 8.1, del TUI). Se qualcosa non torna, segnalalo all’Ufficio Immigrazione: non abbiamo trovato una procedura ufficiale uniforme per correggere un errore. Se i dati cambiano dopo il rilascio, vedi l’aggiornamento; se la carta è smarrita o rubata, il duplicato.
Quanti giorni ha la Questura per rilasciare il permesso?
L’art. 5, comma 9, del TUI dice che il permesso “è rilasciato, rinnovato o convertito” entro novanta giorni dalla data della domanda, se ci sono i requisiti. Erano sessanta: il D.Lgs. 83/2026 ha cambiato il numero e, per il suo art. 4, si applica dal 22 maggio 2026, senza norma transitoria per le domande già presentate: se la tua è precedente, chiedi conferma. Le domande frequenti del Portale indicano ancora 60 giorni come tempo medio: non è il termine di legge.
| Procedura | Termine | Nota |
|---|---|---|
| Rilascio, rinnovo o conversione art. 5, comma 9, TUI |
90 giorni dalla domanda (60 prima del 22 maggio 2026). | Vale se ci sono i requisiti. |
| Rilascio del permesso unico di lavoro art. 5, comma 8.1-bis, TUI |
30 giorni dal completamento della domanda (dal 22 maggio 2026). | Per i permessi con la dicitura “perm. unico lavoro”, “in deroga” ai commi 9 e 9-bis; il comma 8.2 esclude alcune categorie. Il testo parla solo di rilascio: per il rinnovo la relazione tecnica del Governo sullo schema di decreto indica 90 giorni. |
| Regola generale art. 2, comma 2, L. 241/1990 |
30 giorni. | Solo se nessuna legge indica un termine diverso. |
Il termine non garantisce il rilascio: integrazionemigranti.gov.it lo definisce “puramente indicativo”. Non è il termine per chiedere il rinnovo: vedi la guida al rinnovo.
Che cosa posso fare se il termine è passato?
Se il termine è passato puoi procedere per gradi.
- Controlla stato, convocazioni, anomalie e richieste della Questura.
- Scrivi all’Ufficio Immigrazione con i dati della ricevuta e chiedi a che punto è la pratica, con il canale indicato dalla tua Questura; conserva la prova dell’invio.
- Rivolgiti al titolare del potere sostitutivo: per l’art. 2, commi 9-bis e 9-ter, della L. 241/1990, scaduto il termine puoi chiedergli di concludere il procedimento entro la metà del termine originario.
- Il ricorso al TAR contro il silenzio (artt. 31 e 117 del Codice del processo amministrativo, rassegna della giustizia amministrativa) si propone anche senza diffida, entro un anno dalla scadenza del termine. Il giudice ordina di provvedere entro un termine di norma non superiore a 30 giorni e decide nel merito solo se l’attività è vincolata o se non restano margini di discrezionalità né adempimenti istruttori. Di norma serve un avvocato, che verifica anche quale giudice è competente per il tuo permesso.
Se il permesso viene negato o revocato il percorso è un altro: vedi diniego, revoca e ricorso.
Che cosa posso fare con la ricevuta mentre aspetto?
La ricevuta prova che hai presentato la domanda; non è il permesso. L’art. 5, comma 9-bis, del TUI, riscritto dall’art. 3 del D.L. 146/2025 (convertito dalla L. 179/2025) e portato a 90 giorni dal D.Lgs. 83/2026, dice che in attesa del rilascio, del rinnovo o della conversione, anche oltre il termine, lo straniero può soggiornare legittimamente e lavorare temporaneamente, in presenza degli altri requisiti, fino a un’eventuale comunicazione dell’autorità di pubblica sicurezza sui motivi ostativi, da notificare anche al datore di lavoro. Per lavorare serve che l’ufficio competente abbia rilasciato la ricevuta.
I dettagli sono nelle guide su lavorare con la ricevuta e viaggiare con la ricevuta; per un preavviso di rigetto vedi l’art. 10-bis.
Quali permessi seguono questo percorso e quali no?
La pagina del Portale sulle richieste per cittadini extracomunitari, aggiornata al 4 novembre 2024, separa le domande da spedire alle Poste da quelle da presentare in Questura. L’elenco può cambiare: controllalo. Per il quadro dei titoli vedi i tipi di permesso di soggiorno.
- Con il kit: tra gli altri lavoro subordinato, autonomo e stagionale, attesa occupazione, studio e ricerca, famiglia, permesso UE di lungo periodo, conversione, aggiornamento e duplicato. Vale anche per i lavoratori dei flussi (nota del Ministero dell’Interno del 2 settembre 2025). Per i passaggi dopo l’ingresso vedi il contratto di soggiorno e l’accordo di integrazione.
- Solo in Questura: tra gli altri cure mediche, richiesta di asilo, protezione temporanea, casi speciali, investitori, nomadi digitali, vacanze lavoro, minore età e permesso scaduto da oltre 60 giorni (vedi permesso scaduto).
- Richiedenti asilo: documenti con regole proprie, cambiate nel 2026: vedi protezione internazionale e nuove regole sull’asilo.
- Familiari di cittadini UE: il Portale li elenca in entrambi i gruppi (la carta elettronica è tra le domande postali): chiedi quale canale vale per te e vedi la guida sulla carta di soggiorno.
Domande frequenti
Come faccio a sapere a che punto è la mia pratica di permesso di soggiorno?
Se hai usato il kit postale, entra nell’area riservata del Portale Immigrazione con i codici della ricevuta di Poste Italiane, oppure mostra la ricevuta a un Comune o a un Patronato abilitato. Dopo l’appuntamento in Questura le istruzioni di Poste Italiane rimandano anche al sito della Polizia di Stato.
Quanti giorni ha la Questura per rilasciare il permesso di soggiorno?
L’art. 5, comma 9, del D.Lgs. 286/1998 indica 90 giorni dalla domanda, se ci sono i requisiti; erano 60 prima del 22 maggio 2026. Per il rilascio del permesso unico di lavoro sono 30 giorni dal completamento della domanda. I tempi reali variano e il termine non garantisce il rilascio.
Posso lavorare con la ricevuta mentre aspetto il permesso?
A certe condizioni sì. L’art. 5, comma 9-bis, del D.Lgs. 286/1998 consente di soggiornare e lavorare temporaneamente in attesa di rilascio, rinnovo o conversione, se l’ufficio ha rilasciato la ricevuta e ci sono gli altri requisiti, fino a un’eventuale comunicazione di motivi ostativi. Verifica il tuo caso.
Devo pagare qualcuno per controllare la pratica o ritirare il permesso?
Le pagine ufficiali che abbiamo letto indicano costi solo per presentare la domanda; il numero verde del Portale e l’aiuto di Comuni e Patronati abilitati per compilare il kit sono gratuiti. Diffida di chi chiede denaro per sbloccare la pratica.
Fonti ufficiali
- La procedura con il kit postale – Ministero dell’Interno, Portale Immigrazione
- Manuale utente: stati della pratica – Ministero dell’Interno, Portale Immigrazione
- Richieste per cittadini extracomunitari – Ministero dell’Interno, Portale Immigrazione
- Informativa generale sulle istanze – Ministero dell’Interno, Portale Immigrazione
- D.Lgs. 286/1998, Testo unico immigrazione, art. 5 – Normattiva
- D.Lgs. 16 aprile 2026, n. 83, artt. 1 e 4 – Gazzetta Ufficiale
- D.P.R. 394/1999, art. 11 – Ministero degli Affari Esteri
- Il silenzio nei rapporti fra amministrazioni e privati, artt. 31 e 117 c.p.a. – Giustizia amministrativa
Come può aiutarti SH Immigration Specialists?
SH Immigration Specialists offre assistenza amministrativa per capire a che punto è la pratica, preparare una richiesta di informazioni alla Questura e organizzare i documenti per il ritiro del permesso. Per gli aspetti legali, come ricorsi e consulenza legale, puoi contare sulle avvocate specializzate in immigrazione di SH Immigration Specialists. L’esito dipende dalle autorità competenti. Per una valutazione scrivici dalla pagina contatti.
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