La protezione internazionale è la tutela che l’Italia riconosce a chi fugge da persecuzioni o rischia un danno grave nel proprio Paese. Comprende lo status di rifugiato e la protezione sussidiaria. Dal 12 giugno 2026 la domanda segue le regole del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo, attuato in Italia dal decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100.
Guida aggiornata a ottobre 2026. Le regole sono in fase di prima applicazione: per ogni caso concreto è importante farsi assistere da un avvocato.
Che cos’è la protezione internazionale?
- Status di rifugiato: per chi ha un fondato timore di essere perseguitato nel proprio Paese per razza, religione, nazionalità, opinioni politiche o appartenenza a un gruppo sociale.
- Protezione sussidiaria: per chi non ha i requisiti di rifugiato ma, se tornasse nel proprio Paese, rischierebbe un danno grave, come la condanna a morte, la tortura o la minaccia alla vita a causa di un conflitto armato.
Accanto a queste forme europee esiste la protezione speciale, una tutela nazionale con requisiti diversi e più limitati dopo le modifiche del 2023.
Cosa è cambiato con il Patto europeo dal 12 giugno 2026?
- Nuove fasi della domanda: la procedura distingue la manifestazione della volontà di chiedere protezione, la registrazione e la formalizzazione della domanda.
- Accertamenti alle frontiere: chi arriva alle frontiere esterne viene sottoposto a controlli di identità, sicurezza e salute e i dati sono registrati nella banca dati europea Eurodac.
- Procedure di frontiera e accelerate: sono più ampie e, nella procedura di frontiera, la decisione deve arrivare entro un massimo di 12 settimane.
- Paesi di origine sicuri: si applica anche una lista comune europea, che incide sul tipo di procedura.
- Lavoro: il richiedente può lavorare trascorsi 90 giorni dalla domanda.
Per una fase transitoria, fino al 31 ottobre 2026, Questure e uffici di polizia di frontiera restano competenti a ricevere le manifestazioni di volontà.
Come si chiede la protezione internazionale?
- Manifestare la volontà di chiedere protezione alla polizia di frontiera all’arrivo o alla Questura, anche a voce.
- Registrazione: la polizia registra i dati e rileva le impronte digitali.
- Formalizzazione della domanda con il racconto dei motivi e i documenti disponibili, entro i termini indicati dall’ufficio.
- Audizione davanti alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, con interprete nella propria lingua.
- Decisione della Commissione, notificata per iscritto.
Durante la procedura il richiedente riceve un documento che attesta la domanda e, se privo di mezzi, può accedere alle misure di accoglienza.
Come prepararsi all’audizione?
- raccontare la propria storia in modo preciso, coerente e completo, con date e luoghi;
- portare ogni prova disponibile: documenti, fotografie, certificati medici, denunce, articoli;
- segnalare subito eventuali vulnerabilità, come problemi di salute, traumi o violenze subite;
- chiedere l’interprete nella lingua che si conosce meglio.
L’audizione è il momento decisivo della procedura: prepararla con un professionista fa la differenza.
Cosa succede dopo la decisione?
- Status di rifugiato: permesso di soggiorno per asilo di cinque anni, rinnovabile.
- Protezione sussidiaria: permesso di soggiorno per protezione sussidiaria di cinque anni, rinnovabile.
- Rigetto: la persona deve lasciare l’Italia, salvo ricorso o altro titolo di soggiorno.
Chi ottiene la protezione internazionale può lavorare, iscriversi al Servizio sanitario nazionale, chiedere il ricongiungimento familiare con regole più favorevoli e accedere ai progetti di accoglienza e integrazione del SAI, se ci sono posti. Per la fine dell’accoglienza come richiedente si veda la guida sul preavviso di cessazione delle misure di accoglienza.
Come funziona il ricorso contro il rigetto?
Contro la decisione negativa della Commissione territoriale si può presentare ricorso alla sezione specializzata in materia di immigrazione del Tribunale. I termini sono brevi e cambiano secondo la procedura applicata: nelle procedure accelerate e di frontiera possono essere di pochi giorni. Non sempre il ricorso sospende automaticamente l’obbligo di lasciare l’Italia.
Per questo, appena si riceve la decisione, bisogna rivolgersi subito a un avvocato. Chi non ha redditi sufficienti può chiedere il patrocinio a spese dello Stato.
Quali sono le domande più frequenti?
Dove si presenta la domanda di protezione internazionale?
Alla polizia di frontiera all’arrivo o alla Questura. La Commissione territoriale non riceve la domanda: esamina il caso e svolge l’audizione.
Dopo quanto tempo un richiedente asilo può lavorare?
Con le nuove regole, trascorsi 90 giorni dalla domanda.
Quanto dura il permesso per protezione internazionale?
Cinque anni, sia per lo status di rifugiato sia per la protezione sussidiaria, ed è rinnovabile.
Che cos’è la procedura di frontiera?
È una procedura rapida applicata in alcuni casi, ad esempio a chi proviene da Paesi con un basso tasso di riconoscimento della protezione. Deve concludersi entro un massimo di 12 settimane.
Che differenza c’è con la protezione speciale?
La protezione speciale è una tutela nazionale, diversa dalla protezione internazionale, con requisiti propri e più ristretti dopo le modifiche del 2023.
Quali sono le fonti ufficiali?
- Patto UE migrazione e asilo, in vigore il decreto-legge n. 100 del 2026, portale Integrazione Migranti.
- Patto sulla migrazione e l’asilo, Commissione europea.
Come può aiutarti SH Immigration Specialists?
SH Immigration Specialists aiuta a orientarsi nella procedura e a raccogliere i documenti per la domanda e per l’audizione. La preparazione all’audizione, la consulenza legale e i ricorsi sono seguiti dagli avvocati abilitati del team. L’esito dipende dalle autorità competenti. Contattaci appena ricevi una comunicazione o una decisione.


















