In breve. Un cittadino non UE può essere allontanato dall’Italia con un’espulsione del prefetto, del Ministro dell’interno o di un giudice, oppure con un respingimento alla frontiera. Il decreto del prefetto si impugna davanti al giudice di pace entro 20 giorni dalla notifica (40 se vivi all’estero) ed è di regola subito esecutivo. Il divieto di reingresso dura di norma da 3 a 5 anni; per tornare di solito serve un visto.
Qui trovi i tipi di espulsione, la partenza volontaria, il divieto di reingresso, i limiti di legge, il ricorso e come tornare in Italia.
Aggiornato il 4 novembre 2026. Sono regole generali, non una consulenza personalizzata: il tuo caso può avere termini più brevi o regole diverse (per esempio con il permesso UE di lungo periodo), quindi controlla subito la data di notifica. La guida riguarda i cittadini non UE.
Quali tipi di espulsione e di allontanamento esistono?
Il riferimento è il Testo unico immigrazione (D.Lgs. 286/1998), che prevede quattro misure principali.
| Provvedimento | Chi lo adotta | Come si contesta |
|---|---|---|
| Espulsione del prefetto art. 13 c. 2 |
Il prefetto; la esegue il questore | Opposizione al giudice di pace |
| Espulsione del Ministro art. 13 c. 1 |
Il Ministro dell’interno, per ordine pubblico o sicurezza dello Stato | Ricorso al giudice amministrativo (TAR) |
| Espulsione disposta da un giudice artt. 15 e 16 |
Il giudice penale, come misura di sicurezza o al posto della pena detentiva | Nel procedimento penale, con un avvocato |
| Respingimento art. 10 |
La polizia al valico; il questore, se sei fermato subito dopo un ingresso irregolare | Chiedi copia dell’atto e un parere legale |
Se non parti entro il termine o c’è rischio di fuga, il questore può accompagnarti alla frontiera (art. 13 c. 4) oppure, se non è possibile subito, trattenerti in un centro di permanenza per il rimpatrio (CPR) o applicare misure alternative (art. 14). Il questore chiede la convalida al giudice di pace entro 48 ore e il giudice decide nelle 48 ore successive (art. 13 c. 5-bis e art. 14 del Testo unico).
Quando può essere disposta l’espulsione amministrativa?
Il prefetto può espellerti, tra l’altro, se sei entrato sottraendoti ai controlli di frontiera, se non hai chiesto il permesso di soggiorno entro 8 giorni lavorativi dall’ingresso (salvo forza maggiore), se il permesso è stato rifiutato, revocato o annullato, oppure se è scaduto da più di 60 giorni e non hai chiesto il rinnovo, come ricorda l’informativa del MAECI sui visti di lungo periodo. Se sei in ritardo con il rinnovo, leggi la guida sul permesso di soggiorno scaduto.
Il decreto è motivato, va tradotto in una lingua che comprendi (o, se non è possibile, in francese, inglese o spagnolo) ed è subito esecutivo anche se lo impugni (art. 13 c. 3 e 7). Nelle espulsioni dell’art. 13 c. 2, lettere a) e b), il prefetto deve valutare i legami familiari di chi ha usato il ricongiungimento o è un familiare ricongiunto (c. 2-bis); nel 2026 la Corte di cassazione ha applicato la regola anche a chi ha legami familiari in Italia ma non ha chiesto il ricongiungimento.
Chi non può essere espulso?
L’art. 19 vieta di espellere o respingere una persona verso un Paese dove rischia persecuzione (per esempio per religione, opinioni politiche o orientamento sessuale), tortura o trattamenti inumani o degradanti. Fuori dai casi decisi dal Ministro dell’interno, non possono inoltre essere espulsi:
- i minori di 18 anni (che possono seguire il genitore o l’affidatario espulsi);
- i titolari del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, per i quali valgono regole speciali;
- chi convive con il coniuge o con parenti entro il secondo grado di nazionalità italiana;
- le donne in gravidanza o nei sei mesi successivi alla nascita del figlio;
- chi ha condizioni di salute di particolare gravità, nei limiti della lettera d-bis, riformata nel 2023.
Dal 2023 l’art. 19 non cita più autonomamente la vita privata e familiare, ma per la Corte di cassazione i legami costruiti in Italia restano rilevanti. Se temi di tornare nel tuo Paese, dillo subito: leggi le guide sulla protezione speciale e sulla protezione internazionale.
Che cos’è la partenza volontaria e cosa succede se non parti?
Il decreto può concedere un termine per lasciare l’Italia da solo, di regola tra 7 e 30 giorni (art. 13 c. 5; art. 7 della direttiva 2008/115/CE). Il termine si ottiene su richiesta. Il questore può imporre la consegna del passaporto, l’obbligo di dimora o di presentazione alla polizia (c. 5.2).
Se il termine scade o c’è rischio di fuga, l’espulsione è eseguita con accompagnamento alla frontiera (c. 4). Il rischio di fuga c’è, per esempio, se non hai un passaporto valido, non documenti un alloggio, hai dato generalità false o non hai rispettato provvedimenti precedenti (c. 4-bis; elenco ampliato dal D.L. 100/2026). Nel CPR si resta 3 mesi, prorogabili di altri 3 e poi, in casi particolari, fino a un massimo di 18 mesi.
Quanto dura il divieto di reingresso e che effetti ha?
L’espulsione comporta il divieto di rientrare in Italia senza una speciale autorizzazione del Ministro dell’interno (art. 13 c. 13). La durata dipende dal provvedimento.
| Caso | Durata del divieto | Nota |
|---|---|---|
| Espulsione del prefetto art. 13 c. 14 |
Di regola da 3 a 5 anni | Può superare i 5 anni se l’espulsione è per ordine pubblico o sicurezza |
| Respingimento del questore art. 10 |
Da 3 a 5 anni | Può essere registrato nel SIS |
| Espulsione del giudice al posto di una pena fino a 2 anni art. 16 c. 1 e 1-bis |
Almeno 5 anni | Decide il giudice penale |
| Espulsione del giudice come alternativa alla detenzione art. 16 c. 5 e 8 |
10 anni | Decide il magistrato di sorveglianza; durata indicata dalla Cassazione (2025) |
Rientrare in violazione del divieto è reato: reclusione da uno a quattro anni e nuova espulsione immediata (art. 13 c. 13). Il divieto può essere inserito nel Sistema d’informazione Schengen (SIS, regolamento (UE) 2018/1861, art. 24) e, finché la segnalazione è attiva, il visto Schengen viene rifiutato (Codice dei visti, art. 32). Puoi chiedere accesso, rettifica o cancellazione dei dati (art. 53). Non confondere il divieto con il visto di reingresso, che è un altro istituto.
Come si fa ricorso contro l’espulsione?
Contro il decreto del prefetto si fa opposizione al giudice di pace del luogo in cui ha sede l’autorità che lo ha emesso (art. 13 c. 8; art. 18 del D.Lgs. 150/2011). Il termine è di 20 giorni dalla notifica, 40 se vivi all’estero, a pena di inammissibilità. Prima del 5 dicembre 2023 erano 30 e 60 giorni: li ha ridotti la legge 176/2023, di conversione del D.L. 133/2023 (art. 1, c. 4-ter). Alcune pagine di tribunali riportano ancora i termini vecchi.
- Come si presenta. Di persona in cancelleria, per posta o tramite un consolato italiano all’estero; un avvocato deposita per via telematica.
- Avvocato e costi. In udienza serve un difensore. Il procedimento è esente da imposte e, senza avvocato di fiducia, ne viene assegnato uno d’ufficio (Tribunale di Milano). Dal 2026 il patrocinio a spese dello Stato non è più concesso a prescindere dal reddito per i ricorsi contro l’espulsione (art. 29, c. 3 del D.L. 23/2026): chiedi subito a un avvocato se puoi ottenerlo.
- Effetti. Il ricorso non ferma automaticamente il decreto, ma l’accompagnamento alla frontiera richiede la convalida del giudice. La sentenza si impugna solo in Cassazione.
L’espulsione del Ministro si contesta con ricorso al TAR, con avvocato, di regola entro 60 giorni (art. 29 del Codice del processo amministrativo). Contro la convalida del trattenimento è previsto il ricorso per cassazione entro 10 giorni (art. 14.1, dal 12 giugno 2026), che di regola non sospende l’esecuzione. Per scegliere la via giusta rivolgiti a un avvocato esperto di immigrazione.
Come si può tornare in Italia dopo un’espulsione?
Le ambasciate che pubblicano la procedura, come Tirana e Pristina, descrivono tre strade.
- Divieto scaduto. Chiedi la speciale autorizzazione al reingresso (art. 13 c. 13): decide il Ministero dell’interno. Devi provare la data di partenza e l’assenza dall’area Schengen.
- Rimpatrio volontario. Chi è partito volontariamente può chiedere la revoca del divieto alla prefettura competente.
- Ricongiungimento familiare. Secondo l’ambasciata a Tirana, la procedura parte in Italia con il nulla osta dello sportello unico (art. 29) e non richiede la domanda dell’art. 13 c. 13: leggi la guida sul ricongiungimento familiare.
La richiesta passa dal consolato, che la inoltra e ti comunica l’esito; firmi di persona e di solito servono passaporto, copia del decreto e atto di nascita apostillato. Senza il decreto puoi chiedere l’accesso agli atti al Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno, che gestisce la sezione italiana del SIS. Poi serve di solito un visto adatto al motivo del viaggio: guarda i tipi di visto e, se è rifiutato, la guida sul visto rifiutato.
Cosa è cambiato tra il 2023 e il 2026?
- 2023. Il D.L. 20/2023 (L. 50/2023) ha riformato l’art. 19; il D.L. 133/2023 (L. 176/2023) ha ridotto i termini di opposizione.
- 2024. Il D.L. 145/2024 (L. 187/2024) ha aggiunto un caso di respingimento.
- 2026. Il D.L. 23/2026 (L. 54/2026) ha tolto il patrocinio a spese dello Stato a prescindere dal reddito per i ricorsi contro l’espulsione. Il D.L. 100/2026 (in vigore dal 12 giugno, convertito dalla L. 145/2026) applica il Patto UE su migrazione e asilo e, con il nuovo art. 14.1, porta a 10 giorni (prima 5) il termine del ricorso per cassazione contro la convalida del trattenimento.
- Il regolamento (UE) 2026/2280 sui rimpatri, del 7 ottobre 2026, sostituirà la direttiva 2008/115/CE: secondo il considerando 65 le norme che la sostituiscono si applicano dal 17 ottobre 2027 (alcune, come quelle sugli hub di rimpatrio, già oggi). Prevede divieti di ingresso fino a 10 anni (20 per motivi debitamente giustificati) e più lunghi per rischi di sicurezza. Fino a quella data valgono il Testo unico e la direttiva 2008/115/CE.
Domande frequenti
Il ricorso sospende l’espulsione?
Di regola no. Il decreto del prefetto è subito esecutivo anche se impugnato (art. 13 c. 3 del D.Lgs. 286/1998), ma l’accompagnamento alla frontiera può avvenire solo dopo la convalida del giudice di pace. Chiedi a un avvocato quali strumenti usare nel tuo caso.
Quanto dura il divieto di reingresso?
Per l’espulsione del prefetto dura di regola da 3 a 5 anni (art. 13 c. 14), con durate maggiori nei casi previsti dalla legge. Per l’espulsione di un giudice come alternativa alla detenzione è di 10 anni.
Posso rientrare prima della fine del divieto?
Solo con una speciale autorizzazione del Ministro dell’interno (art. 13 c. 13). Chi è partito volontariamente può chiedere la revoca alla prefettura; per il ricongiungimento familiare c’è la procedura dell’art. 29. Rientrare senza autorizzazione è reato, punito con la reclusione da uno a quattro anni.
Serve un avvocato per fare opposizione?
Puoi depositare il ricorso anche personalmente, ma in udienza serve un difensore. Dal 2026 il patrocinio a spese dello Stato non è più concesso a prescindere dal reddito per i ricorsi contro l’espulsione (D.L. 23/2026): chiedi subito a un avvocato se puoi ottenerlo.
Fonti ufficiali
- Testo unico immigrazione, D.Lgs. 286/1998 – Normattiva
- Decreto-legge 133/2023, art. 1 – Normattiva
- Decreto-legge 100/2026 – Normattiva
- Impugnare un decreto di espulsione – Tribunale di Milano
- Espulsioni e revoca del divieto – Ambasciata d’Italia a Tirana
- Direttiva 2008/115/CE sui rimpatri – EUR-Lex
- Regolamento (UE) 2018/1861 sul SIS – EUR-Lex
- Decreto-legge 23/2026, sicurezza e immigrazione – Camera dei deputati
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