In breve. Protezione temporanea Italia: chi è fuggito dall’Ucraina a causa del conflitto armato dal 24 febbraio 2022 e rientra nelle categorie previste può chiedere alla Questura un permesso di soggiorno per protezione temporanea. Il primo rilascio è gratuito e il permesso consente di lavorare, di iscriversi al servizio sanitario e di studiare. A livello UE la protezione è prorogata fino al 4 marzo 2028; dal 31 luglio 2026 i nuovi richiedenti devono anche provare, ove applicabile, di aver adempiuto agli obblighi militari in Ucraina.
Questa guida alla protezione temporanea Italia riunisce norme, date e passaggi pratici: chi è coperto, come si chiede il permesso, che cosa permette e come si rinnova. La “Questura” è l’ufficio di polizia che si occupa dei permessi di soggiorno.
Aggiornato il 1 novembre 2026. Sono informazioni generali, non una consulenza sul tuo caso: per il periodo dopo il 4 marzo 2027 non abbiamo trovato regole italiane pubblicate e le Questure possono applicare le norme in modo diverso.
Che cos’è la protezione temporanea e da quali norme nasce?
È una tutela eccezionale e immediata che l’Unione europea attiva quando molte persone sfollate da un Paese non UE arrivano in poco tempo e non possono tornare a casa. Si basa sulla direttiva 2001/55/CE, recepita in Italia dal D.Lgs. 7 aprile 2003, n. 85, che affida le misure concrete a un DPCM (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri). Per chi fugge dall’Ucraina l’ha attivata la decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio.
Il DPCM del 28 marzo 2022 dice chi ha diritto al permesso e che cosa comporta. Il permesso non va confuso con l’asilo né con la protezione speciale. Per vedere tutti i titoli di soggiorno, vai ai tipi di permesso di soggiorno.
| Atto | Data | Che cosa stabilisce |
|---|---|---|
| Direttiva 2001/55/CE | 20 luglio 2001 | Regole UE per l’afflusso massiccio di sfollati. |
| D.Lgs. 85/2003 | 7 aprile 2003 | Attuazione in Italia: DPCM, esclusioni, ricongiungimento, asilo, ricorsi. |
| Decisione (UE) 2022/382 | 4 marzo 2022 | Accerta l’afflusso dall’Ucraina e le categorie coperte. |
| DPCM 28 marzo 2022 | GU n. 89 del 15 aprile 2022 | Beneficiari, permesso annuale gratuito, diritti, rapporto con l’asilo. |
| Decisione (UE) 2025/1460 | 15 luglio 2025 | Proroga fino al 4 marzo 2027. |
| Decisione (UE) 2026/1912 | 30 luglio 2026 | Proroga fino al 4 marzo 2028; prova degli obblighi militari. |
Fino a quando dura la protezione temporanea?
La decisione (UE) 2026/1912, firmata il 30 luglio 2026 e pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE il 4 agosto 2026, proroga la protezione di un anno, fino al 4 marzo 2028. La proroga si applica dal 5 marzo 2027; fino al 4 marzo 2027 vale la decisione (UE) 2025/1460.
Se il Consiglio UE chiude la protezione prima della scadenza, il DPCM (art. 2) prevede che il permesso perda efficacia e sia revocato.
Per i permessi italiani, Integrazione Migranti indica rinnovi su richiesta fino al 4 marzo 2027. Al 1 novembre 2026 non abbiamo trovato un atto italiano che porti i rinnovi fino al 2028: controlla gli avvisi della tua Questura.
Protezione temporanea Italia: chi è coperto e chi no?
Il DPCM riprende le categorie della decisione europea. Il permesso spetta alle persone sfollate dall’Ucraina dal 24 febbraio 2022 che rientrano in uno di questi gruppi:
- cittadini ucraini residenti in Ucraina prima del 24 febbraio 2022;
- apolidi e cittadini di Paesi terzi che in Ucraina avevano protezione internazionale o equivalente protezione nazionale;
- i loro familiari (coniuge o partner stabile, figli minorenni non sposati, altri parenti conviventi e a carico: art. 29, comma 1, lettere c e d, del Testo unico dell’immigrazione, D.Lgs. 286/1998), con soggiorno valido in Ucraina e documenti sul legame familiare, convalidati dal consolato ove possibile;
- apolidi e cittadini di Paesi terzi con permesso di soggiorno permanente ucraino che non possono tornare in condizioni sicure e stabili nel proprio Paese o regione di origine.
Per la Commissione europea chi risiedeva in Ucraina con un soggiorno di breve durata, per esempio studenti e lavoratori, di regola non è coperto. Sono esclusi i casi dell’art. 5 del D.Lgs. 85/2003 (per esempio gravi motivi per ritenere che la persona abbia commesso crimini di guerra) e chi si può ragionevolmente considerare un pericolo per la sicurezza dello Stato (DPCM, art. 4). Chi ha già ottenuto il riconoscimento della protezione internazionale non può accedere alla protezione temporanea (DPCM, art. 3).
E se eri già in Italia prima del 24 febbraio 2022? La protezione riguarda chi è stato sfollato da quella data. Per gli ucraini già presenti in Italia con un permesso per protezione speciale rinnovato ai sensi dell’art. 7, comma 3 del D.L. 20/2023, il D.L. 201/2025 prevede un ulteriore rinnovo, su richiesta, fino al 4 marzo 2027. Vedi la guida al permesso per protezione speciale.
Che cosa cambia dal 31 luglio 2026 per i nuovi richiedenti?
Per l’art. 2 della decisione (UE) 2026/1912 la protezione è concessa solo a chi soddisfa gli obblighi militari in Ucraina, presentando se del caso la prova. Si applica dal 31 luglio 2026 (art. 3); alcune pagine della Commissione indicano il 5 agosto 2026. Non vale per chi aveva già la protezione in uno Stato membro il 30 luglio 2026 o prima e la mantiene senza interruzioni nello stesso Stato.
La prova spetta al richiedente. Le FAQ della Commissione indicano come primo livello, negli Stati non confinanti con l’Ucraina come l’Italia, il timbro di uscita sul passaporto, di regola non anteriore a 90 giorni prima della richiesta; nei casi dubbi, un documento ufficiale verificabile, anche elettronico, come quello dell’app Reserv+. Chi aveva già chiesto la protezione prima delle nuove regole e, per motivi indipendenti da lui, non l’aveva ancora ottenuta dovrebbe essere considerato idoneo.
Non abbiamo trovato una circolare italiana su come le Questure applichino la regola: chiedi all’ufficio quali documenti servono.
Come si chiede il permesso di soggiorno per protezione temporanea?
La richiesta si presenta direttamente in Questura (DPCM, art. 2, comma 3), quella del luogo in cui sei domiciliato. In pratica:
- Vai all’ufficio immigrazione con il passaporto o un altro documento d’identità e, se li hai, i documenti su residenza in Ucraina, data di uscita e legami familiari.
- Firma la dichiarazione di presenza, fornisci i dati personali e lascia le impronte digitali; ricevi codice fiscale e ricevuta.
- Conserva la ricevuta: serve per iscriverti alla ASL e, secondo le pagine ufficiali, per lavorare in attesa del permesso.
- La Questura ti chiama per ritirare il permesso elettronico, gratuito al primo rilascio.
Le fonti ufficiali che abbiamo letto non dicono se serve un appuntamento: l’accesso e i documenti richiesti possono variare da Questura a Questura. Chi teme conseguenze nel contattare le autorità ucraine può dirlo alla Questura (opuscolo della Protezione civile, 2022).
Quanto dura il permesso, quanto costa e come si rinnova?
Il DPCM prevede un permesso annuale, prorogabile automaticamente di sei mesi in sei mesi per un massimo di un anno se il Consiglio UE non chiude la protezione. Le proroghe successive sono state decise da norme italiane: per esempio il D.L. 202/2024 ha reso rinnovabili fino al 4 marzo 2026 i permessi in scadenza il 31 dicembre 2024. Oggi Integrazione Migranti indica rinnovi su richiesta fino al 4 marzo 2027.
Il DPCM rende gratuito il primo rilascio. Per rinnovo e conversione Integrazione Migranti scrive che i titolari non sono esentati dal contributo dell’art. 5, comma 2-ter del Testo unico, indicato tra 40 e 50 euro: chiedi alla Questura l’importo dovuto.
In generale il Testo unico, come modificato dal D.Lgs. 83/2026 (applicabile dal 22 maggio 2026), chiede il rinnovo almeno 90 giorni prima della scadenza, salvo termini diversi. Per la protezione temporanea non abbiamo trovato un termine specifico: non aspettare l’ultimo momento. Se il permesso è scaduto, leggi la guida al permesso scaduto.
Quali diritti dà il permesso: lavoro, salute, scuola e viaggi?
- Lavoro. Il permesso dà accesso al mercato del lavoro (DPCM, art. 2). Secondo Integrazione Migranti puoi lavorare come dipendente, anche stagionale, o in proprio, e per le assunzioni vale anche la sola ricevuta con il codice fiscale.
- Salute. Dalla richiesta del permesso hai l’assistenza sanitaria alla pari degli italiani, iscrivendoti alla ASL (azienda sanitaria locale) di domicilio per avere medico o pediatra; prima c’è il codice STP (straniero temporaneamente presente). Vedi la guida alla tessera sanitaria.
- Scuola. Il permesso dà accesso allo studio e l’istruzione dei minori è alla pari dei cittadini italiani. Secondo le FAQ ufficiali del 2022 la scuola è obbligatoria dai 6 ai 16 anni e ci si può iscrivere in qualsiasi momento.
- Viaggi. La Commissione europea indica 90 giorni su 180 negli altri Paesi UE dopo il rilascio del permesso, ma la protezione si ha in un solo Paese alla volta. L’art. 10 del D.Lgs. 85/2003 vieta invece di lasciare il territorio nazionale, salvo accordi bilaterali, trasferimento volontario tra Stati membri o autorizzazione dell’autorità che ha rilasciato il permesso; le FAQ del 2022 parlano di uscita e rientro con documenti validi. Chiedi alla Questura prima di partire.
Si può convertire il permesso o ricongiungere i familiari?
Integrazione Migranti indica che, in base alla L. 213/2023 e al D.L. 202/2024, il permesso può essere convertito in permesso per lavoro, con il kit compilato negli uffici postali abilitati e secondo il lavoro effettivamente svolto. Non abbiamo trovato altre conversioni nelle fonti ufficiali; verifica con la Questura se la norma vale ancora alla tua scadenza. Vedi i permessi convertibili in lavoro.
Il ricongiungimento dei familiari (D.Lgs. 85/2003, art. 6, e DPCM, art. 1, comma 5) riguarda solo chi si trova fuori dall’UE, e ai familiari ricongiunti spetta un permesso di pari durata.
Si può chiedere anche l’asilo?
Sì, in qualsiasi momento (DPCM, art. 3). Il DPCM rinvia l’esame alla fine della protezione e la Questura avvisa la Commissione territoriale, ma il 1 ottobre 2026 la Corte di giustizia UE (causa C-249/25) ha ritenuto contraria al diritto UE una sospensione generalizzata e automatica dell’esame; non abbiamo trovato indicazioni italiane in merito. Chiedere asilo non impedisce di chiedere la protezione temporanea; il riconoscimento della protezione internazionale, invece, ne preclude l’accesso. Per le regole generali vedi la guida alla protezione internazionale e la pagina su asilo politico e protezione sussidiaria.
Che cosa succede quando la protezione finisce?
Il D.Lgs. 85/2003 (art. 11) prevede che un DPCM regoli il rimpatrio volontario o assistito, quello forzoso nel rispetto della dignità umana e la permanenza temporanea per gravi motivi di salute o umanitari o per le famiglie con figli a scuola fino a fine anno scolastico. Una raccomandazione del Consiglio UE del 16 settembre 2025, non vincolante, invita a facilitare il passaggio ad altri permessi e a preparare il rientro volontario. Non abbiamo trovato una norma italiana di attuazione.
Se la Questura rifiuta il permesso, l’atto deve essere motivato e indicare l’autorità a cui fare ricorso e i termini (D.Lgs. 85/2003, art. 9): controllali subito.
Domande frequenti
Fino a quando dura la protezione temporanea per chi fugge dall’Ucraina?
A livello UE la decisione (UE) 2026/1912 la proroga fino al 4 marzo 2028, con effetto dal 5 marzo 2027. Per i permessi italiani le pagine ufficiali indicano rinnovi fino al 4 marzo 2027: per il periodo successivo controlla gli avvisi della Questura.
Il permesso per protezione temporanea è gratuito?
Il DPCM prevede il rilascio elettronico a titolo gratuito. Per rinnovo e conversione Integrazione Migranti scrive che i titolari non sono esentati dal contributo dell’art. 5, comma 2-ter del Testo unico (tra 40 e 50 euro): chiedi alla Questura l’importo per il tuo caso.
Posso lavorare in Italia con la protezione temporanea?
Sì: il permesso dà accesso al mercato del lavoro, come dipendente o in proprio. Per Integrazione Migranti, per le assunzioni vale anche la sola ricevuta della richiesta con il codice fiscale. Alla scadenza può essere possibile convertirlo in permesso per lavoro.
Chi chiede la protezione dopo luglio 2026 deve provare gli obblighi militari?
Ove applicabile, sì: dal 31 luglio 2026 la decisione (UE) 2026/1912 chiede di soddisfare gli obblighi militari in Ucraina. Non vale per chi aveva già la protezione in uno Stato membro il 30 luglio 2026 e la mantiene. Per la prassi, chiedi alla Questura.
Chi ha la protezione temporanea può chiedere anche l’asilo?
Sì, in qualsiasi momento. Il DPCM rinvia l’esame alla fine della protezione, ma la Corte di giustizia UE (causa C-249/25, 1 ottobre 2026) ha ritenuto contraria al diritto UE una sospensione generalizzata e automatica. Il riconoscimento della protezione internazionale impedisce poi di accedere alla protezione temporanea. Per un caso concreto serve una valutazione legale.
Fonti ufficiali
- DPCM 28 marzo 2022, Gazzetta Ufficiale n. 89/2022 – Gazzetta Ufficiale
- Decreto legislativo 7 aprile 2003, n. 85 – Camera dei deputati
- Decisione di esecuzione (UE) 2026/1912 (testo in inglese) – EUR-Lex
- Raccomandazione del Consiglio, 16 settembre 2025 (testo in inglese) – EUR-Lex
- Comunicato stampa sulla causa C-249/25 (testo in inglese) – Corte di giustizia dell’UE
- FAQ sulla verifica dei requisiti (testo in inglese) – Commissione europea
- Fleeing Ukraine: your rights in the EU (testo in inglese) – Commissione europea
- Permessi in scadenza o scaduti, cosa fare? – Integrazione Migranti
- Permessi rinnovabili fino a marzo 2026 – Integrazione Migranti
- Testo coordinato del D.L. 201/2025 – Normattiva
- Domande e risposte per la popolazione proveniente dall’Ucraina (2022) – Protezione Civile
- Opuscolo “Protezione temporanea in Italia” (2022) – Protezione Civile
Le fonti sono state consultate il 1 novembre 2026. Le pagine ufficiali italiane possono essere più vecchie delle norme: verifica sempre le istruzioni aggiornate della tua Questura.
Come può aiutarti SH Immigration Specialists?
SH Immigration Specialists può aiutarti a controllare i documenti richiesti dalla Questura, a seguire i rinnovi e a capire quali altri permessi esistono. Per gli aspetti legali, come ricorsi e consulenza legale, puoi contare sulle avvocate specializzate in immigrazione di SH Immigration Specialists. L’esito dipende dalle autorità competenti. Per una valutazione scrivici dalla pagina contatti.
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