In breve. Il controllo del nulla osta al ricongiungimento si fa online, nell’area riservata del Portale Servizi ALI del Ministero dell’Interno, con lo SPID o la CIE usati per inviare la domanda. Dal 2025 lo Sportello Unico ha 150 giorni per rilasciare il nulla osta o respingere la richiesta, ma il termine non è una data garantita: controlla spesso il portale e la PEC per non perdere richieste di integrazione.
Il controllo del nulla osta al ricongiungimento si fa online, nell’area riservata del Portale Servizi del Ministero dell’Interno. Si accede con SPID o CIE, le stesse credenziali usate per inviare la domanda. Dal 2025 lo Sportello Unico ha 150 giorni per rilasciare il nulla osta o respingere la richiesta.
In questa guida vediamo come leggere lo stato della pratica, cosa significa ogni fase e cosa fare se i tempi si allungano.
Come si fa il controllo del nulla osta al ricongiungimento online?
La domanda di nulla osta si invia solo in via telematica, tramite il Portale Servizi ALI del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione. Dallo stesso portale puoi seguire la pratica.
I passaggi sono semplici:
- accedi al portale con lo SPID o la CIE usati per inviare la domanda;
- apri il menu “Domande” e poi la sezione delle domande inviate;
- cerca la tua pratica nell’elenco;
- clicca sull’icona informativa per vedere lo stato e le comunicazioni.
Se ha inviato la domanda un patronato o un consulente, lo stato è visibile nel suo account. In quel caso chiedi aggiornamenti a chi ha presentato la pratica.
Controlla il portale almeno una volta alla settimana. Controlla anche la PEC o l’email indicata nella domanda, perché alcune comunicazioni arrivano lì.
Quali fasi attraversa la pratica?
Ogni prefettura lavora in modo un po’ diverso, ma il percorso è simile ovunque. Dopo l’invio, la domanda passa di norma da queste fasi:
- ricezione e protocollo da parte dello Sportello Unico per l’immigrazione;
- richiesta del parere alla Questura sui motivi di ordine pubblico;
- verifica dei requisiti di reddito e alloggio, con il Comune per l’idoneità alloggiativa;
- eventuale richiesta di documenti integrativi;
- in molte prefetture, convocazione allo Sportello per mostrare gli originali;
- rilascio del nulla osta oppure provvedimento di diniego.
Dopo il rilascio, il nulla osta viene trasmesso in via telematica alla rappresentanza consolare competente. Il familiare all’estero può allora chiedere il visto.
Cosa significa una richiesta di integrazione?
Vuol dire che lo Sportello ha bisogno di un documento in più o di una correzione. Può riguardare le buste paga, il contratto di affitto o il certificato di idoneità alloggiativa.
Rispondi il prima possibile e nel modo indicato dall’ufficio. Una risposta incompleta allunga i tempi e può portare al rigetto.
Quali documenti tenere pronti durante l’attesa?
Anche dopo l’invio, lo Sportello può chiedere di vedere gli originali. Conviene avere sempre a portata di mano:
- permesso di soggiorno e passaporto del richiedente;
- ultima dichiarazione dei redditi e buste paga recenti;
- contratto di lavoro o documenti dell’attività autonoma;
- contratto di affitto o atto di proprietà della casa;
- certificato di idoneità alloggiativa del Comune;
- ricevuta di invio della domanda con il numero di pratica.
Se durante l’attesa cambi casa o lavoro, avvisa lo Sportello. I requisiti devono esistere anche al momento della decisione, non solo al momento della domanda. Sui requisiti economici trovi i dettagli nella guida al ricongiungimento familiare.
Quanto tempo ci vuole per il nulla osta?
Il decreto-legge 146/2025, convertito dalla legge 179/2025, ha portato il termine da 90 a 150 giorni. Il termine decorre dalla presentazione della domanda.
Nella pratica i tempi cambiano molto da una prefettura all’altra. Nelle grandi città l’attesa può superare il termine di legge, soprattutto se servono integrazioni.
Una volta rilasciato, il nulla osta ha una validità limitata, di norma sei mesi. Entro questo periodo il familiare deve chiedere il visto al consolato. Il consolato deve poi decidere entro 30 giorni dalla richiesta di visto (vedi anche quanto tempo ci vuole per il visto per l’Italia).
Cosa succede quando il familiare arriva in Italia?
Il percorso non finisce con il visto. Entro 8 giorni lavorativi dall’ingresso il familiare deve presentarsi allo Sportello Unico per chiedere il permesso di soggiorno per motivi familiari.
Porta con te il passaporto con il visto, la copia del nulla osta e i documenti richiesti dalla convocazione. Chi ospita il familiare deve inoltre rispettare gli obblighi di comunicazione previsti per l’ospitalità (vedi la guida sulla dichiarazione di ospitalità).
Anche in questa fase lo stato della pratica si segue online, con le stesse credenziali.
Cosa fare se il nulla osta tarda?
Se sono passati i 150 giorni senza risposta, ci sono diversi passi possibili. Conviene procedere per gradi.
- Controlla sul portale se c’è una richiesta di integrazione a cui non hai risposto.
- Invia un sollecito scritto via PEC allo Sportello Unico, indicando il numero di pratica.
- Chiedi un aggiornamento scritto e verifica la completezza della pratica.
- In caso di ritardo prolungato, valuta con un avvocato se esista un rimedio applicabile e quali termini vadano rispettati. Consulenza legale, ricorsi e contenziosi sono seguiti da avvocati che collaborano con SH Immigration Specialists.
Le norme di attuazione prevedono anche che, trascorso il termine, il consolato possa rilasciare il visto sulla base della copia della domanda. Nella pratica questa strada è poco usata e va valutata caso per caso.
Le decisioni giudiziarie rese su altre pratiche non determinano automaticamente l’esito di un caso diverso. Ogni rimedio va valutato sulla base dei documenti, della procedura e della normativa applicabile.
Quali errori rallentano o bloccano la pratica?
- Non controllare mai il portale e perdere una richiesta di integrazione.
- Dati anagrafici del familiare diversi da quelli del passaporto.
- Certificato di idoneità alloggiativa scaduto o non adatto al numero di persone.
- Reddito insufficiente rispetto al numero di familiari da ricongiungere.
- Meno di due anni di soggiorno legale, dove richiesto dalla legge.
- Presentare una seconda domanda uguale mentre la prima è ancora aperta.
Se la pratica si chiude con un rifiuto, contro il diniego del nulla osta è previsto il ricorso al giudice ordinario. Prima del rifiuto, di solito arriva un preavviso di rigetto ex art. 10-bis, con 10 giorni per rispondere.
Se il familiare è già in Italia con un altro titolo, la strada giusta potrebbe essere la coesione familiare. Vedi anche la guida sui familiari al seguito, che entrano insieme al titolare del permesso.
Domande frequenti
Posso controllare la pratica se l’ha inviata un patronato?
La pratica è visibile solo nell’account del Portale Servizi ALI di chi l’ha inviata. Se la domanda è stata presentata da un patronato o da un consulente, lo stato non compare nel tuo account: devi chiedere a loro gli aggiornamenti e le eventuali richieste di integrazione.
Dopo il rilascio devo inviare io il nulla osta al consolato?
No. Dopo il rilascio, il nulla osta viene trasmesso in via telematica alla rappresentanza consolare competente. Il familiare all’estero deve poi chiedere il visto al consolato entro il periodo di validità del nulla osta, di norma sei mesi.
Entro quanto il consolato rilascia il visto dopo il nulla osta?
Il consolato deve decidere entro 30 giorni dalla richiesta di visto, che il familiare deve presentare entro la validità del nulla osta, di norma sei mesi. Dopo l’ingresso, il familiare ha 8 giorni lavorativi per presentarsi allo Sportello Unico e chiedere il permesso per motivi familiari.
Se cambio casa durante l’attesa cosa devo fare?
Avvisa lo Sportello Unico e prepara un nuovo certificato di idoneità alloggiativa adatto al numero di persone. I requisiti di alloggio e reddito devono esistere anche al momento della decisione, non solo quando hai presentato la domanda di nulla osta.
Posso presentare una nuova domanda se la prima è ferma?
Presentare una seconda domanda uguale mentre la prima è ancora aperta è uno degli errori che rallentano o bloccano la pratica. Controlla prima se c’è una richiesta di integrazione, poi invia un sollecito via PEC allo Sportello Unico indicando il numero di pratica.
Fonti ufficiali
- Testo Unico Immigrazione, art. 29 — Normattiva
- Decreto-legge 146/2025 — Normattiva
- Legge 179/2025 di conversione — Normattiva
Le fonti sono state consultate il 15 ottobre 2026. Norme, termini e procedure possono cambiare: verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’ufficio competente.
Come può aiutarti SH Immigration Specialists?
Seguire una pratica di ricongiungimento significa rispondere in tempo, con i documenti giusti, a ogni richiesta dell’ufficio: un solo passaggio saltato può costare mesi. SH Immigration Specialists controlla lo stato della pratica, prepara le integrazioni richieste, invia i solleciti allo Sportello Unico e segue le fasi di visto e permesso. Consulenza legale, ricorsi e contenziosi sono seguiti da avvocati che collaborano con SH Immigration Specialists. L’esito dipende dalle autorità competenti. Per una valutazione scrivici dalla pagina contatti.
Questo contenuto offre informazioni generali e non costituisce consulenza legale.
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