In breve. La cittadinanza italiana per residenza (naturalizzazione, art. 9 della legge 91/1992) si ottiene con un decreto discrezionale dopo un periodo di residenza legale che varia per categoria: 10 anni per la maggior parte dei cittadini non UE, 4 per i cittadini UE, 5 per apolidi e rifugiati, 2 per chi ha un genitore o un nonno italiano per nascita. Servono anche reddito, italiano B1 e nessun motivo ostativo; il termine di legge per decidere è di 24 mesi, prorogabili fino a 36.
Questa guida approfondisce la via della residenza. Il quadro generale è nella guida ufficiale alla cittadinanza italiana; tutte le vie sono nella pagina Tipi di cittadinanza italiana.
Aggiornato il 19 ottobre 2026. La guida descrive regole e passaggi ufficiali e non è una consulenza personalizzata.
Che cos’è la cittadinanza italiana per residenza e chi decide?
È la concessione prevista dall’art. 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, non un diritto automatico: la valutazione è discrezionale e considera residenza legale, integrazione, lavoro, reddito e condotta. L’istruttoria spetta alla Prefettura (l’ufficio territoriale del Ministero dell’interno); il decreto di concessione è firmato dal Presidente della Repubblica, il rifiuto dal sottosegretario delegato.
Quanti anni di residenza legale servono?
Ad ottobre 2026, secondo la pagina del Ministero dell’interno e la legge 74/2025 che ha modificato l’art. 9, il quadro è questo:
| Categoria | Periodo richiesto | Riferimento |
|---|---|---|
| Non UE, regola generale (anche con protezione sussidiaria o speciale) | 10 anni | art. 9, lett. f |
| Cittadino di un altro Stato UE | 4 anni | lett. d |
| Apolide | 5 anni | lett. e |
| Rifugiato riconosciuto dall’Italia | 5 anni | art. 16, comma 2 |
| Maggiorenne adottato da un cittadino italiano | 5 anni dopo l’adozione | lett. b |
| Servizio allo Stato italiano, anche all’estero | 5 anni di servizio | lett. c |
| Genitore o nonno/a che è o è stato cittadino italiano per nascita | 2 anni (erano 3 prima della legge 74/2025) | lett. a |
| Nato in Italia | 3 anni | lett. a-bis |
| Familiare straniero di una vittima di crollo di infrastrutture stradali di rilievo nazionale (eventi indicati dalla legge), già regolarmente residente in Italia al momento del decesso | 5 anni al momento della concessione | legge 63/2025, art. 7 |
Sposato con un cittadino italiano? Vedi la cittadinanza per matrimonio. Nato in Italia? Leggi la cittadinanza per nascita in Italia.
Il referendum dell’8 e 9 giugno 2025 proponeva di portare la residenza generale da 10 a 5 anni; la pagina del Ministero, consultata il 19 ottobre 2026, riporta ancora 10 anni.
Cosa significa residenza legale e ininterrotta?
Il regolamento (D.P.R. 572/1993, art. 1) considera legalmente residente chi vive in Italia rispettando le norme su ingresso e soggiorno e quelle sull’iscrizione all’anagrafe, il registro dei residenti del Comune. Il Ministero guarda, per tutto il periodo, iscrizione anagrafica e titolo di soggiorno valido.
- Interruzioni. Per il vademecum la cancellazione dall’anagrafe interrompe la residenza dalla data effettiva (contano i tempi della nuova iscrizione); se l’interruzione è ritenuta superabile può esserci parere favorevole motivato, altrimenti la domanda è inammissibile. Per la Prefettura di Sondrio il conteggio riparte da zero.
- Assenze. Quelle temporanee non pesano se dovute a studio, assistenza alla famiglia di origine o cure mediche e adeguatamente documentate, e se iscrizione e permesso restano validi e il centro dei legami familiari e sociali resta in Italia. Le fonti non fissano un massimo di giorni.
- Domanda in corso. I requisiti devono restare fino al giuramento; per la Prefettura di La Spezia, spostare la residenza all’estero mentre la domanda è in corso la rende inammissibile.
Le fonti non spiegano come siano trattati permessi scaduti o in rinnovo: vedi la guida sul permesso di soggiorno scaduto. Per l’iscrizione leggi residenza in Italia per stranieri.
Quale reddito serve e come contano i familiari?
L’art. 9 non indica una cifra. Il vademecum del Ministero (2025) e le Prefetture usano soglie di riferimento, verificate sulle dichiarazioni degli ultimi tre anni: 8.263,31 euro l’anno se sei solo, 11.362,05 euro con coniuge a carico, più 516,00 euro per ogni figlio a carico (con un figlio, 8.779,31 euro). Come si conta:
- conta il reddito imponibile IRPEF (imposta sul reddito) dichiarato in Italia; non contano il denaro sul conto, una pensione estera tassata all’estero, la NASpI (sussidio di disoccupazione) o il reddito del coniuge che vive all’estero;
- si sommano i redditi dei familiari dell’art. 433 del codice civile nello stato di famiglia (coniuge, figli, genitori, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle), ma per la Prefettura di Catania contano solo i parenti di primo grado nello stato di famiglia; un convivente senza contratto scritto non conta;
- un calo del reddito può essere valutato con equità, per esempio se riguarda un solo anno; il reddito deve restare fino alla valutazione e, per le Prefetture, fino al giuramento.
Contano i precedenti penali e i controlli di sicurezza?
Sì. Per il matrimonio l’art. 6 elenca le condanne che bloccano la domanda; per la naturalizzazione l’art. 9 non le elenca, ma precedenti penali e sicurezza pesano nella valutazione discrezionale. Le Prefetture indicano tra i motivi di rigetto sicurezza, mancanza della residenza richiesta, reddito insufficiente, precedenti penali, scarsa integrazione e poco italiano. Per la Prefettura di Catania una condanna smette di pesare solo con la riabilitazione. La Questura (la polizia) invia un proprio rapporto informativo.
Come si dimostra l’italiano di livello B1?
L’art. 9.1 richiede, già alla domanda, un italiano non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo. Si dimostra con:
- la certificazione di un ente riconosciuto: Università per Stranieri di Siena (CILS) e di Perugia (CELI), Roma Tre (CERT.IT), Società Dante Alighieri (PLIDA), Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, oppure un CPIA (centro per l’istruzione degli adulti);
- un titolo di studio, dalla scuola secondaria di primo grado in su, conseguito in italiano in un istituto riconosciuto.
I corsi professionali regionali non bastano. Sono esentati chi ha firmato l’accordo di integrazione (art. 4-bis del D.Lgs. 286/1998; il vademecum lo riferisce a chi è entrato per ricongiungimento familiare e chiede di indicare gli estremi della firma), chi ha il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo (anche quello “CE”, se rilasciato dal 9 dicembre 2010) e chi ha gravi limitazioni all’apprendimento certificate da una struttura sanitaria pubblica (Corte costituzionale, sentenza 25/2025; non basta il medico di base). I cittadini UE non sono esentati.
Come si presenta la domanda e quali documenti servono?
La domanda è solo online, sul portale del Ministero (cittadinanza.dlci.interno.it), con SPID o CIE (identità digitale o carta d’identità elettronica). La pratica arriva alla Prefettura e la segui dal portale o dall’app IO. Da allegare:
- documento di riconoscimento e, secondo le Prefetture, titolo di soggiorno;
- atto di nascita e certificato penale del Paese di origine, e degli eventuali Paesi di residenza secondo le Prefetture (rifugiati e protezione sussidiaria sono esentati dagli originali);
- dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni (CU, 730 o Unico), richieste dalle Prefetture;
- certificazione B1, salvo esenzione;
- ricevuta del contributo di 250 euro e marca da bollo da 16 euro, che le Prefetture dicono di pagare nel portale con pagoPA.
I documenti formati all’estero vanno legalizzati o muniti di apostille (certificazione internazionale di autenticità) e tradotti in italiano; per la Prefettura di Sondrio i certificati dei Paesi UE sono esenti da legalizzazione e il certificato penale vale 6 mesi. Vedi la guida su legalizzazione e apostille.
Una domanda incompleta o irregolare viene respinta con il motivo indicato: per la Prefettura di Catania puoi ripresentarla riutilizzando documenti e importi già pagati, e quel rigetto non si impugna direttamente perché non è definitivo.
Quanto tempo ci vuole e cosa significa il silenzio?
Per le domande presentate dal 20 dicembre 2020 il termine di legge (art. 9-ter) è di 24 mesi, prorogabili fino a 36; per le precedenti era di 48. Per la Prefettura di Catania si conta da una domanda completa e regolare. Le fonti consultate non pubblicano tempi medi reali.
Se il termine passa senza risposta non hai la cittadinanza: servono il decreto e il giuramento. Puoi chiedere al giudice amministrativo di accertare l’obbligo di decidere (azione contro il silenzio, art. 31 del codice del processo amministrativo), finché dura l’inadempimento e comunque entro un anno dalla scadenza. Il giudice può esaminare il merito solo se l’attività è vincolata o non restano margini di discrezionalità: qui la valutazione è discrezionale, quindi di regola ordina di decidere, non di concedere.
Cosa succede dopo il decreto?
Il decreto è notificato con la piattaforma di notifiche digitali SEND; per il vademecum, se non lo scarichi entro 120 giorni non è più disponibile. Entro sei mesi dalla notifica (180 giorni, nelle istruzioni del Ministero) devi giurare davanti all’ufficiale di stato civile del Comune fedeltà alla Repubblica e osservanza di Costituzione e leggi, altrimenti il decreto perde effetto; la Prefettura può riammettere al giuramento chi non ne aveva avuto notizia.
Diventi cittadino italiano dal giorno successivo al giuramento. Le fonti consultate non descrivono le registrazioni successive (stato civile, anagrafe, nuovi documenti): chiedi al Comune.
Cosa cambia per i figli minori?
Per l’art. 14 i figli minorenni conviventi di chi acquista la cittadinanza la acquistano a loro volta. Dopo la legge 74/2025 il minore deve anche risiedere legalmente in Italia da almeno due anni continuativi alla data in cui il genitore acquista la cittadinanza (o dalla nascita, se ha meno di due anni); per la circolare del Ministero ai Prefetti del 24 luglio 2025 come riferimento vale il giuramento del genitore, non la notifica del decreto. Se la condizione manca, l’acquisto automatico non scatta e conviene verificare le alternative con le avvocate dello studio. Dopo i 18 anni chi ha un’altra cittadinanza può rinunciare a quella italiana.
Cosa puoi fare se la domanda viene respinta?
Il rigetto è disposto con decreto. Per il vademecum una nuova domanda è possibile solo dopo un anno dal decreto di rigetto, cinque se il motivo è la sicurezza.
Contro il rigetto si può ricorrere al giudice amministrativo. Il termine per chiedere l’annullamento è di 60 giorni (art. 29 del codice del processo amministrativo); da quando decorre dipende dal caso. Per gli atti dello Stato il giudice di primo grado è in generale il TAR (tribunale amministrativo regionale) del Lazio, sede di Roma (art. 13): conviene muoversi subito con un legale (avvocato cittadinanza italiana).
Cosa è cambiato nel 2025 e cosa può cambiare?
La legge 74/2025 (in vigore dal 24 maggio 2025), che ha convertito il D.L. 36/2025, ha ridotto da 3 a 2 anni il periodo per chi ha un genitore o un nonno italiano per nascita, ha separato i nati in Italia (3 anni) e ha aggiunto la condizione dei due anni per i figli minori. La legge 63/2025 ha aggiunto il caso dei familiari delle vittime di crolli. La circolare n. 889/2026 sulla legge di bilancio riguarda solo le dichiarazioni dell’art. 4, comma 1-bis, lettera b (minori stranieri con un genitore cittadino italiano per nascita), con esenzione dal contributo di 250 euro, non l’art. 9.
Ad ottobre 2026 la Camera esamina la proposta di legge A.C. 2124 su acquisto e revoca della cittadinanza (lingua, giuramento, cause ostative). Non è legge e il testo può cambiare: finché non è in Gazzetta Ufficiale valgono le regole di questa guida.
Domande frequenti
Quanti anni servono per la cittadinanza italiana per residenza?
Dipende dalla categoria: 10 anni per gli stranieri non UE in generale, 4 per i cittadini UE, 5 per apolidi, rifugiati e adottati maggiorenni, 3 per i nati in Italia, 2 con un genitore o un nonno italiano per nascita. La residenza deve essere legale.
Quanto tempo ci vuole e cosa succede se nessuno risponde?
Il termine di legge è di 24 mesi, prorogabili fino a 36, per le domande dal 20 dicembre 2020. Se scade senza decreto non c’è concessione automatica: puoi agire contro il silenzio davanti al giudice amministrativo. L’esito dipende dalle autorità competenti.
Quale reddito minimo serve?
L’art. 9 non fissa una cifra, ma il vademecum del Ministero (2025) usa soglie di riferimento: 8.263,31 euro l’anno se sei solo, 11.362,05 con coniuge a carico, più 516,00 per ogni figlio a carico. Contano le dichiarazioni degli ultimi tre anni, non i risparmi.
Il livello B1 di italiano è obbligatorio per tutti?
No. Alle condizioni indicate dal Ministero sono esentati chi ha firmato l’accordo di integrazione, chi ha il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo e chi ha gravi limitazioni all’apprendimento certificate da una struttura sanitaria pubblica. I cittadini UE non sono esentati. Gli altri devono dimostrare il B1.
Fonti ufficiali
- Concessione della cittadinanza per residenza, art. 9 – Ministero dell’Interno
- Cittadinanza: invia la tua domanda – Ministero dell’Interno
- Ufficio IV – Cittadinanza – Ministero dell’Interno
- Vademecum per la concessione della cittadinanza – Ministero dell’Interno
- Concessione cittadinanza per residenza – Prefettura di Catania
- Legge 74/2025, Gazzetta Ufficiale n. 118 – Gazzetta Ufficiale
- Acquisto e revoca della cittadinanza, dossier – Camera dei deputati
- Codice del processo amministrativo, artt. 13, 29 e 31 – Camera dei deputati
Le fonti sono state consultate il 19 ottobre 2026. Le pagine delle Prefetture sono operative e talvolta divergono tra loro: verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’ufficio competente.
Come può aiutarti SH Immigration Specialists?
Per la cittadinanza italiana per residenza può servire un aiuto amministrativo per controllare i requisiti, preparare i documenti e seguire la domanda sul portale: lo trovi nel servizio richiesta cittadinanza italiana. Per gli aspetti legali, come ricorsi e consulenza legale, puoi contare sulle avvocate specializzate in immigrazione dello studio legale di SH Immigration Specialists. L’esito dipende dalle autorità competenti. Per una valutazione scrivici dalla pagina contatti.
Questo contenuto offre informazioni generali e non costituisce consulenza legale.
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