Cittadinanza italiana 2026 – Guida ufficiale aggiornata

Indice

In questa guida vediamo in modo facile ma completo come ottenere la cittadinanza italiana, quali sono i requisiti, i documenti necessari, i tempi e cosa fare nel caso si riceva un preavviso di rigetto.

Cosa è la cittadinanza italiana

Il termine cittadinanza indica il rapporto tra un individuo e lo Stato, ed è in particolare uno status, detto civitatis, al quale l’ordinamento giuridico ricollega la pienezza dei diritti civili e politici.

La materia della cittadinanza italiana è regolata dalla legge n° 91 del 5 febbraio 1992 (recentemente modificata dalla legge del 1° dicembre 2018, n. 132) e dai regolamenti di esecuzione n° 572/93 e n° 362/94.

Come ottenere cittadinanza italiana

La normativa italiana attualmente in vigore prevede diverse modalità di acquisto della cittadinanza:

  • Cittadinanza italiana automatica (es. nascita, adozione, riconoscimento giudiziale di filiazione, ecc.)
  • Cittadinanza italiana per beneficio di legge (es. discendenza, nascita e continuata residenza)
  • Cittadinanza italiana per matrimonio o naturalizzazione

La legge italiana permette la doppia cittadinanza, pertanto l’acquisto della cittadinanza italiana non pregiudica il mantenimento della cittadinanza del Paese di origine a meno che la legge di questo non vieti la doppia cittadinanza.

Analogamente, il cittadino italiano che acquista la cittadinanza di un altro Stato non perde la cittadinanza italiana a meno che il cittadino italiano non vi rinunci formalmente.

Vediamo quindi come ottenere la cittadinanza italiana a seconda dei vari casi.

Cittadinanza italiana automatica

L’acquisto della cittadinanza avviene in modo automatico pertanto non è necessario fare richiesta di cittadinanza italiana, nel caso di cittadinanza iure sanguinis (o iure sanguis), cittadinanza italiana per riconoscimento dei figli, cittadinanza italiana per adozione e cittadinanza italiana per acquisto da parte dei genitori.

Cittadinanza italiana per nascita (Ius Sanguinis)

In Italia vige lo Ius Sanguinis, ovvero il diritto di sangue, per cui il figlio di padre o di madre cittadini italiani è sempre cittadino italiano.

Questa regola fondamentale vale anche se il figlio nasce all’estero ma, in questo caso, è fondamentale registrare la nascita presso l’anagrafe nazionale, altrimenti bisognerà chiedere in seguito l’accertamento della cittadinanza italiana, ovvero una verifica dell’esistenza delle circostanze che comportano fin dalla nascita il possesso della cittadinanza italiana (questo è il motivo per cui molti discendenti di italiani all’estero oggi non sono italiani, come vedremo tra poco).

Il molto dibattuto Ius Soli automatico, ovvero l’acquisto automatico della cittadinanza italiana per nascita nel territorio italiano da genitori non cittadini italiani è previsto solo in due casi:

  • se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi;
  • se nessuno dei genitori è in grado di trasmettere la propria cittadinanza al figlio, secondo la legge dello Stato di appartenenza.

Per riconoscimento o dichiarazione giudiziale della filiazione

Se un cittadino italiano riconosce, in un momento successivo alla nascita, un figlio minorenne, questi acquista automaticamente la cittadinanza italiana, e l’acquisto retroagisce dal momento della nascita.

Se invece il riconoscimento o la dichiarazione giudiziale avviene nei confronti di un figlio maggiorenne, questi conserva la propria cittadinanza ma può (entro un anno dal riconoscimento o dalla dichiarazione giudiziale) dichiarare di scegliere la cittadinanza italiana.

Ovviamente non sono ammesse frodi per la cittadinanza italiana. Se un riconoscimento di filiazione naturale effettuato da un cittadino italiano nei confronti di uno straniero venisse annullato perché considerato falso, tutti gli atti relativi all’attribuzione della cittadinanza al figlio riconosciuto sono di conseguenza annullati.

Cittadinanza italiana per adozione

Come nel caso precedente, anche il minorenne straniero adottato da cittadino italiano acquista la cittadinanza di diritto.

Invece, se l’adottato è maggiorenne, può richiedere la naturalizzazione dopo cinque anni di residenza legale in Italia successivi all’adozione, come vedremo in seguito.

Per acquisto o riacquisto da parte dei genitori

Questo è sicuramente ciò che interessa di più alle famiglie straniere. Infatti, il figlio minore di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana, acquista direttamente la cittadinanza purché conviva in modo stabile e effettivo con esso.

Non sottovalutare il dettaglio della convivenza, dato che l’art. 12 del Regolamento di esecuzione della legge (D.P.R. n. 572/93) ha specificato che la convivenza deve essere stabile, effettiva e deve sussistere al momento dell’acquisto o del riacquisto della cittadinanza da parte del genitore. Se la convivenza interviene in un momento successivo o viene cessata, il figlio minore non acquista automaticamente la cittadinanza italiana, ma mantiene il diritto a richiederla entro un anno dal compimento della maggiore età (18 anni).

Cittadinanza italiana per beneficio di legge

L’acquisto della cittadinanza avviene per così detto beneficio di legge nei seguenti casi:

Cittadinanza italiana per discendenza

La cittadinanza italiana per discendenza è un caso un particolare che interessa solo lo straniero o apolide, ovunque nato, di cui il padre o la madre o uno dei nonni siano stati cittadini italiani per nascita ed abbiano successivamente perso la cittadinanza italiana.

In questi casi, lo straniero acquista la cittadinanza italiana se in possesso di uno dei seguenti requisiti:

  • presta servizio militare nelle Forze Armate Italiane e dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana;
  • assume un impiego pubblico, anche all’estero, per lo Stato italiano;
  • al compimento dei 18 anni di età, sia residente legalmente in Italia, senza interruzione, da almeno due anni.

Per nascita e residenza in Italia (Ius Soli)

Poco sopra ho affermato che in Italia vige lo Ius Soli automatico solo in due casi.

Lo Ius Soli, però, esiste. Infatti, lo straniero nato e residente in Italia senza interruzioni fino ai diciotto anni può dichiarare di voler acquistare la cittadinanza italiana, entro il compimento dei 19 anni.

La cittadinanza italiana per stranieri in questo caso è immediata. Attenzione, però, bisogna fare richiesta in modo volontario entro il compimento dei 19 anni. Dopo questa età bisognerà fare richiesta ad altro titolo.

La dichiarazione di intenzione di acquisto della cittadinanza italiana deve essere presentata all’Ufficio di stato civile del Comune di residenza o, in caso di residenza all’estero, dinanzi all’Autorità consolare italiana.

In fondo a questa guida, nella sezione ultimi aggiornamenti cittadinanza italiana, puoi trovare i riferimenti normativi per le ultime interpretazioni giuridiche che interessano questi casi.

Cittadinanza italiana per matrimonio o naturalizzazione

La cittadinanza italiana per stranieri più conosciuta è sicuramente quella per matrimonio, insieme alla cittadinanza per residenza (naturalizzazione). Vediamole insieme.

Cittadinanza italiana per matrimonio

Il coniuge straniero o apolide di cittadino italiano può acquistare la cittadinanza italiana per matrimonio dopo due anni dalla data del matrimonio se residente in Italia oppure, se residente all’estero, dopo tre anni dalla data di matrimonio. Questi tempi sono dimezzati in presenza di figli nati o adottati dai coniugi (anche prima del matrimonio).

Ovviamente non deve esservi stato scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio né separazione legale.

Se il coniuge è cittadino straniero e acquista la cittadinanza ad altro titolo, il tempo di attesa necessario non si calcola dalla data di matrimonio ma dalla data in cui il coniuge diventa cittadino italiano.

Se il coniuge italiano dovesse morire durante la definizione del procedimento, il coniuge straniero mantiene comunque il diritto alla cittadinanza italiana.

Cittadinanza italiana per residenza (naturalizzazione)

Lo straniero può richiedere la cittadinanza italiana dopo dieci anni di residenza legale in Italia, ridotti a cinque anni per coloro cui è stato riconosciuto lo status di apolide o di rifugiato e a quattro anni per i cittadini di Paesi della Comunità Europea.

La cittadinanza per naturalizzazione può essere inoltre concessa nei seguenti casi:

  • se lo straniero, legalmente residente in Italia da almeno tre anni, ha un genitore o un ascendente in linea retta di secondo grado che sia stato cittadino italiano per nascita;
  • se lo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano risiede legalmente in Italia da almeno cinque anni successivamente all’adozione;
  • se lo straniero ha prestato servizio, anche all’estero, per almeno cinque anni alle dipendenze dello Stato;
  • se lo straniero maggiorenne nato in Italia vi risiede legalmente da almeno tre anni.

Cittadinanza italiana requisiti

I requisiti per richiesta cittadinanza italiana variano da caso a caso. Nei paragrafi sopra ho descritto le varie situazioni in cui ti puoi riconoscere per capire come muoverti con le pratiche di cittadinanza più adeguate.

In generale, se fai domanda cittadinanza per acquisto automatico o beneficio di legge, i requisiti sono quelli base e basteranno pochi documenti.

Se, invece, devi fare domanda di cittadinanza per diritto di sangue, per matrimonio o per residenza, i requisiti sono più stringenti e vanno dimostrati con i documenti per la cittadinanza italiana che ti spiego nei prossimi paragrafi.

Requisiti cittadinanza italiana per residenza

I requisiti per fare domanda di cittadinanza per residenza sono i seguenti:

  • 10 anni di residenza legale continuativa in Italia;
  • Reddito di almeno 8.263,31 €.
  • Conoscenza della lingua italiana di livello almeno B1.

Requisiti cittadinanza italiana per matrimonio

I requisiti per ottenere la cittadinanza italiana per matrimonio sono i seguenti:

  • Matrimonio con un cittadino italiano;
  • Conoscenza della lingua italiana di livello almeno B1

Requisiti cittadinanza italiana iure sanguinis

I requisiti per una pratica cittadinanza per diritto di sangue sono molto articolati.

  • Discendenza da un avo italiano il cui figlio, non riconosciuto italiano, nacque dopo il 5 maggio 1861 (Unità d’Italia);
  • Nessuna interruzione nella trasmissione della cittadinanza. Questo significa che nessun membro della dinastia deve essersi naturalizzato straniero prima della nascita del proprio figlio.

La valutazione potrebbe essere più difficile ma, essendo un argomento molto specifico, ti consiglio di leggere la nostra guida dedicata alla cittadinanza italiana iure sanguinis.

Documenti per cittadinanza italiana

Vediamo ora i documenti necessari per le varie pratiche di cittadinanza.

Documenti per cittadinanza italiana per residenza

  1. Passaporto e carta di identità in corso di validità
  2. Permesso di soggiorno valido o ricevuta di richiesta rinnovo
  3. Atto di nascita*
  4. Certificato penale*
  5. Certificato storico di residenza**
  6. Modello 730, Modello CU o Modello Unico
  7. Attestato di conoscenza della lingua italiana di livello almeno B1***
  8. Marca da bollo da 16€
  9. Versamento contributo di 250€

* Tutti i documenti stranieri devono essere legalizzati o apostillati e tradotti in italiano. Se non sai come legalizzare o apostillare i documenti, leggi la nostra guida su come legalizzare e apostillare i documenti stranieri.

** La residenza deve essere continua. Se ci sono dei “buchi di residenza” non giustificati, non puoi inoltrare la pratica di cittadinanza.

*** La conoscenza della lingua italiana non è richiesta nei seguenti casi:

  • Chi ha sottoscritto l’accordo di integrazione
  • I titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo
  • Chi ha ottenuto almeno un diploma di scuola media inferiore (scuole medie)

Documenti per cittadinanza italiana per matrimonio

I documenti per ottenere la cittadinanza italiana per matrimonio sono simili a quelli per la cittadinanza italiana per residenza ma non è necessario dimostrare il reddito né la residenza continuativa. Ovviamente è però necessario provare il matrimonio o l’unione civile.

  1. Passaporto e carta di identità in corso di validità
  2. Permesso di soggiorno valido o ricevuta di richiesta rinnovo
  3. Atto di nascita
  4. Certificato penale
  5. Atto di matrimonio iscritto o trascritto in Italia
  6. Attestato di conoscenza della lingua italiana di livello almeno B1
  7. Marca da bollo da 16€
  8. Versamento contributo di 250€

Documenti per cittadinanza italiana iure sanguinis

I documenti per le pratiche di cittadinanza iure sanguinis sono generalmente i seguenti:

  • Atto di nascita di tutti gli antenati in linea retta fino all’avo italiano;
  • Atti di morte di tutti gli antenati in linea retta fino all’avo italiano;
  • Certificati di matrimonio (ed eventualmente di divorzio) di tutti gli antenati in linea retta fino all’avo italiano;
  • Certificato di naturalizzazione o dichiarazione di intenti o certificato di non naturalizzazione dell’avo italiano.

Come ricordato sopra, essendo un argomento molto delicato, ti rimando alla nostra guida dedicata esclusivamente alla pratica di cittadinanza iure sanguis.

Richiesta cittadinanza italiana online

Dal 18 maggio 2015 la domanda di cittadinanza per matrimonio e residenza può essere inviata esclusivamente per via telematica, tramite il portale dedicato del Ministero dell’Interno.

La richiesta di cittadinanza italiana è quindi presentata alla Prefettura competente ma viene indirizzata al Presidente della Repubblica. Nel caso della cittadinanza per naturalizzazione viene concessa con Decreto del Presidente della Repubblica.

Cittadinanza italiana con noi

Tempi cittadinanza italiana

La legge 91/1992 stabilisce che il tempo per la cittadinanza italiana per matrimonio e naturalizzazione a disposizione della Pubblica Amministrazione è di 24 mesi (2 anni), prorogabili per un massimo di ulteriori 12 mesi per esigenze motivate di istruttoria. I nuovi tempi valgono solo per le istanze presentate dal 19 dicembre 2020, data di entrata in vigore della legge di conversione.

Nel caso della cittadinanza iure sanguinis, il tempo necessario varia da Comune a Comune (di solito massimo 8 mesi) e da Consolato a Consolato (di solito si va da un minimo di 6 mesi ad anche 10 anni, come nel caso di Rio de Janeiro).

Fasi della cittadinanza italiana

Le fasi di avanzamento della cittadinanza sono 7, come ti spiego nella nostra guida dedicata, ma spesso non sono così ben definite. Può capitare che lo stato della cittadinanza non venga aggiornato sul portale e che rimanga sempre bloccato nelle prime fasi quando, in realtà, l’iter si stia già concludendo.

Quindi non ti preoccupare se non vedi cambiamenti, un controllo attraverso l’accesso agli atti può sempre essere utile, ma potrebbe trattarsi anche di un semplice malfunzionamento del portale o del mancato aggiornamento dello stato della pratica da parte dei funzionari.

Costi cittadinanza italiana

Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito con legge del 1° dicembre 2018, n. 132, ha innalzato da 200 a 250€ l’importo del contributo richiesto per la cittadinanza.

Il contributo per la cittadinanza non va applicato alle domande di riconoscimento della cittadinanza per nascita né alle forme di automatismo previste da L. 91/1992, ovvero nei casi di:

  • nati in Italia da ignoti o apolidi o da genitori che non trasmettano la cittadinanza;
  • soggetti trovati sul territorio dello Stato, senza che sia provato il possesso di altra cittadinanza;
  • riconoscimento o dichiarazione giudiziale di filiazione nella minore età;
  • minori adottati da italiani;
  • Riacquisto della cittadinanza a seguito di ristabilimento della residenza in Italia da un anno;
  • figlio minore di chi acquista o riacquista la cittadinanza

Nota che i proventi da questi contributi vengono investiti per la metà, al finanziamento di progetti del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno diretti alla collaborazione internazionale e alla cooperazione e assistenza ai Paesi terzi in materia di immigrazione e, per l’altra metà, alla copertura degli oneri connessi alle attività istruttorie inerenti ai procedimenti in materia di immigrazione, asilo e cittadinanza.

Consulta pratica cittadinanza

Sul portale ufficiale del Ministero dell’Interno, lo stesso da cui si inviano le istanze di cittadinanza, si può effettuare il controllo della cittadinanza tramite la funzione “visualizza stato pratica” .

Per consultare online la domanda inviata tramite un’utenza NO-SPID, una volta effettuato l’accesso con SPID o CIE, è possibile associare la pratica inserendo i dati richiesti e il Numero Pratica (ovvero il K10 o K10/C).

Recentemente, per evitare di dover continuamente accedere al portale, è stata introdotta la possibilità di controllare lo stato della cittadinanza online scaricando l’app IO. Eventuali comunicazioni ti arriveranno direttamente sull’app e con notifiche sul tuo telefono.

Giuramento cittadinanza italiana

Una volta concluso l’iter amministrativo, la Prefettura invierà al Comune il tuo decreto di concessione della cittadinanza italiana.

Recentemente, è stata introdotta la possibilità di scaricarla direttamente dall’app “SEND – Notifiche digitali”. Da qui potrai scaricare il decreto e ottenere i codici necessari per prenotare l’appuntamento per il giuramento conclusivo presso il Comune dove sei residente.

Nota che le modalità di prenotazione e i tempi per ottenere l’appuntamento per il giuramento variano da Comune a Comune ma è possibile ottenere l’anticipo dell’appuntamento, documentando adeguatamente i motivi della richiesta.

Perdita e revoca della cittadinanza

La legge n. 91/1992 contempla tre ipotesi di perdita automatica della cittadinanza italiana, nei seguenti casi:

  • la revoca dell’adozione per colpa dell’adottato ha come conseguenza la perdita automatica della cittadinanza acquistata da quest’ultimo in virtù dell’adozione, purché egli abbia un’altra cittadinanza o la riacquisti (art. 3, co. 3);
  • la mancata ottemperanza all’intimazione del Governo italiano di lasciare un impiego pubblico o una carica pubblica che il cittadino abbia accettato da uno Stato o ente pubblico estero o da un ente internazionale cui non partecipi l’Italia, o la mancata ottemperanza all’invito di abbandonare il servizio militare che il cittadino presti per uno Stato estero (art. 12, co. 1);
  • l’assunzione di una carica pubblica o la prestazione del servizio militare per uno Stato estero, o l’acquisto volontario della cittadinanza dello Stato considerato, quando tali circostanze si verifichino durante lo stato di guerra con esso (art. 12, co. 2).

Per quanto riguarda gli effetti delle norme internazionali pattizie sull’ordinamento italiano, l’art. 26, co. 3, della L. 91/1992 fa salve, in via generale, le disposizioni previste dagli accordi internazionali, affermandone pertanto la prevalenza sulla disciplina interna.

Inoltre, i cittadini italiani possono rinunciare volontariamente alla cittadinanza italiana purché si trasferiscano, o abbiano trasferito, la propria residenza all’estero e siano titolari di un’altra o di altre cittadinanze (L. 91/1992, art. 11). La facoltà di rinuncia alla cittadinanza italiana in questo caso può essere esercitata soltanto dai cittadini maggiorenni.

Coloro che hanno ottenuto la cittadinanza italiana durante la minore età, in quanto figli conviventi con il genitore che ha acquistato o riacquistato la cittadinanza, hanno la facoltà di rinunciare ad essa (senza limiti di tempo), una volta divenuti maggiorenni, sempre che siano in possesso di un’altra cittadinanza (art. 14).

Può inoltre rinunciare alla cittadinanza italiana il soggetto maggiorenne in possesso di un’altra cittadinanza – anche se risiede in Italia – a seguito di revoca dell’adozione per fatti imputabili all’adottante. La rinuncia deve essere resa entro un anno dalla revoca (art. 3, co. 4).

Inoltre, l’articolo 10-bis della L. n. 91 del 1992, introdotto dal decreto-legge n. 113 del 2018 (articolo 14), prevede un’ipotesi di revoca della cittadinanza in caso di condanna definitiva per i seguenti reati:

  • delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine costituzionale per i quali la legge prevede la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a 5 anni o nel massimo a 10 anni (art. 407, comma 2, lett. a), n. 4);
  • ricostituzione, anche sotto falso nome o in forma simulata, di associazioni sovversive delle quali sia stato ordinato lo scioglimento (art. 407, co. 1, lett. a) n. 4, che rinvia all’art. 270, terzo comma, c.p.);
  • partecipazione a banda armata (art. 407, co. 1, lett. a) n. 4, che rinvia all’art. 306, secondo comma, c.p.);
  • assistenza agli appartenenti ad associazioni sovversive o associazioni con finalità di terrorismo, anche internazionale (art. 270-ter c.p.). Questa fattispecie è espressamente richiamata
  • sottrazione di beni o denaro sottoposti a sequestro per prevenire il finanziamento del terrorismo (art. 270-quinquies.2 c.p.). Anche questa fattispecie è espressamente richiamata dal legislatore in quanto, per l’entità della pena prevista, non rientra nel catalogo di delitti di cui all’art. 407, co. 2, lett. a) n. 4) c.p.p.

La revoca della cittadinanza è adottata con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno, entro tre anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna.

In base al testo, le fattispecie di revoca sono applicabili solo nel caso in cui la cittadinanza italiana sia stata acquisita per matrimonio (art. 5, L. n. 91/1992), per naturalizzazione (art. 9), ovvero ai sensi dell’articolo 4, co. 2, della medesima legge. Tale ultima ipotesi riguarda i casi di acquisto della cittadinanza dello straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età.

Ultimi aggiornamenti cittadinanza italiana per stranieri

Nuove regole sull’autocertificazione di alcuni stati

Dal 1° gennaio 2012 le amministrazioni pubbliche italiane sono tenute ad acquisire d’ufficio le informazioni, i dati e i documenti che siano già in possesso della Pubblica Amministrazione, previa indicazione, da parte dell’interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti.

Pertanto, l’istante non dovrà produrre certificati riportanti informazioni o dati già in possesso della Pubblica Amministrazione italiana ma dovrà limitarsi a riportare nella domanda tutti gli elementi indispensabili per il reperimento di tali informazioni o dati.

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