In breve. Certificazione B1 cittadinanza italiana: serve a chi chiede la cittadinanza per residenza (art. 9) o per matrimonio (art. 5 della legge 91/1992) e va presentata già con la domanda. Si prova con il certificato di un ente riconosciuto (CILS, CELI, CERT.IT, PLIDA e altri) o con un titolo di studio conseguito in italiano. Esistono esoneri, per esempio per il permesso UE di lungo periodo, ma i cittadini UE non sono esonerati in quanto tali.
Qui trovi chi deve provare il B1, quali enti e titoli di studio valgono, chi è esonerato, come si allega la prova online e la differenza con l’A2 del permesso UE. Tutte le strade verso la cittadinanza sono nei tipi di cittadinanza italiana.
Aggiornato il 28 ottobre 2026. La guida spiega le regole e le fonti ufficiali: non è una consulenza personalizzata e il tuo caso può avere particolarità.
Certificazione B1 cittadinanza italiana: a chi serve e quando?
L’obbligo è nell’art. 9.1 della legge 91/1992, inserito dal D.L. 113/2018 nel testo convertito dalla legge 132/2018 e in vigore dal 4 dicembre 2018. La concessione “ai sensi degli articoli 5 e 9” richiede un’adeguata conoscenza dell’italiano, non inferiore al livello B1 del QCER, il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue. Quindi il B1 serve per:
- la cittadinanza per residenza (art. 9), anche ai cittadini UE;
- la cittadinanza per matrimonio (art. 5).
La prova va data all’atto della presentazione dell’istanza: l’esame si fa prima di inviare la domanda. L’art. 9.1 richiama solo gli articoli 5 e 9, quindi per le altre strade non prevede il B1: il riconoscimento per discendenza (cittadinanza iure sanguinis), la dichiarazione dell’art. 4 dei nati in Italia e l’acquisto dei figli minorenni.
Quali enti rilasciano un certificato B1 riconosciuto?
Per la certificazione B1 cittadinanza italiana la legge accetta il certificato di un ente riconosciuto dai ministeri competenti. L’elenco è nel vademecum del Ministero dell’Interno del 23 aprile 2025, la guida operativa per gli uffici. Prove, date e sedi sono quelle pubblicate dagli enti nel 2025-2026 e cambiano: controlla il sito dell’ente.
| Ente | Certificato B1 | Prove e superamento | Sessioni e sedi |
|---|---|---|---|
| Università per Stranieri di Siena | CILS B1 Cittadinanza | Ascolto, lettura e grammatica, scrittura, orale; circa 120 minuti. Se una prova non è superata, si ripete tutto l’esame | Sei date nel 2026; sedi in Italia e all’estero |
| Università per Stranieri di Perugia | CELI 2 Immigrati (B1) | Lettura, scrittura, ascolto e orale, il 25% ciascuno; soglia non indicata nella pagina letta | Tre sessioni l’anno; sedi in Italia (all’estero non risultano) |
| Università Roma Tre | CERT.IT B1 | Ascolto, lettura e scrittura (90 minuti in tutto), poi orale; serve il 60% nelle prime tre prove insieme e il 60% nell’orale | Centri in Italia e nel resto del mondo |
| Società Dante Alighieri | PLIDA B1 | Quattro abilità; almeno 18/30 in ciascuna | Quattro date nel 2026; centri anche all’estero |
| Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria | Ce.Co.L. B1* | Quattro parti nella stessa sessione | Reggio Calabria ed enti convenzionati in Italia |
*Il vademecum non dà il nome del certificato di Reggio Calabria: “Ce.Co.L.” viene dal regolamento dell’ateneo, che prevede anche una versione B1 Cittadinanza.
Siena, Perugia, Roma Tre e la Società Dante Alighieri formano l’associazione CLIQ (Certificazione Lingua Italiana di Qualità), ma con regole e calendari propri. Il vademecum aggiunge i CPIA, i centri provinciali per l’istruzione degli adulti (art. 1, comma 632, legge 296/2006), ed esclude i certificati dei corsi regionali di qualificazione professionale.
Come funzionano gli esami: sedi, date e costi?
Le prove si somigliano (ascolto, lettura, scrittura, orale), le regole di superamento no: leggi il regolamento dell’ente prima di iscriverti.
Ci si iscrive presso una sede d’esame; la tabella dice quali enti ne hanno anche all’estero. Se vivi all’estero, cerca prima una sede nel tuo Paese.
Gli appelli sono pochi. Nel 2026 l’ultimo CILS B1 Cittadinanza è il 3 dicembre (iscrizioni a Siena già chiuse a fine ottobre) e l’ultimo PLIDA il 18 novembre; il CELI Immigrati torna il 17 febbraio, il 20 maggio e il 15 settembre 2027. Per CILS e CELI le iscrizioni chiudono circa un mese prima, e per il CELI i centri possono fissare scadenze anticipate; per gli altri enti chiedi al centro. Il CILS indica che i risultati arrivano dopo circa tre mesi; per gli altri enti non abbiamo trovato i tempi: fai l’esame con margine, perché il certificato serve già alla domanda.
Il costo lo decidono ente e sede. Quote pubblicate dagli enti: 65 euro per il CELI Immigrati B1 a Perugia (pagina aggiornata il 27 marzo 2026), 80 euro per il CERT.IT B1 a Roma (pagina del 21 ottobre 2025), 100 euro per il CILS B1 (pagina senza data). Per PLIDA e Reggio Calabria le pagine lette non indicano un importo; i centri affiliati possono chiedere quote diverse.
Un titolo di studio o un corso CPIA possono sostituire l’esame?
Un titolo di studio può servire come prova del B1, senza esame, alle condizioni del vademecum:
- è rilasciato da un istituto pubblico o paritario (scuola privata riconosciuta dallo Stato), riconosciuto dal Ministero dell’istruzione e del merito (MIM), dell’università e della ricerca (MUR) o degli affari esteri (MAECI), dalla scuola secondaria di primo grado (la scuola media) in su;
- è stato conseguito in lingua italiana;
- se è di un ente pubblico lo autocertifichi indicando gli estremi dell’atto; se è di un istituto paritario o di un ente privato alleghi una copia autenticata.
È una prova, non un esonero. Il vademecum non nomina la laurea: con un titolo universitario conseguito in italiano chiedi conferma prima di affidarti a quello. Per i CPIA dice solo che la certificazione può essere conseguita anche lì, senza indicare attestato e livello: chiedi al centro quale documento rilascia e se è almeno B1.
Chi è esonerato dal B1?
Alle condizioni indicate dal Ministero non devono provare il B1:
- chi ha sottoscritto l’accordo di integrazione (art. 4-bis del Testo unico immigrazione, D.Lgs. 286/1998): il vademecum lo riferisce a chi è entrato in Italia per ricongiungimento familiare e chiede di indicare gli estremi della firma;
- chi ha il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo (art. 9 del Testo unico), anche quello “CE” se rilasciato dal 9 dicembre 2010;
- chi ha gravi limitazioni di apprendimento linguistico dovute a età, patologie o disabilità, attestate da una struttura sanitaria pubblica: lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza n. 25/2025 (depositata il 7 marzo 2025). Secondo il vademecum il certificato del medico di base non basta (cita la circolare n. 14605 del 13 marzo 2025).
Non sono esonerati i cittadini UE e i loro familiari con un titolo di soggiorno in quanto tali; il vademecum cita anche i cittadini britannici con carta di soggiorno da Accordo di recesso.
Al 28 ottobre 2026 la Camera esamina la proposta di legge A.C. 2124-A su acquisto e revoca della cittadinanza. Nel testo della commissione (14 ottobre 2026) il B1 resta, ma sparirebbe l’esonero per l’accordo di integrazione e per il permesso UE di lungo periodo, e il giuramento dovrebbe essere in italiano. Non è legge e non abbiamo verificato l’esito dell’esame in Aula: finché non è approvata e in vigore valgono le regole di questa guida.
Come si allega la certificazione alla domanda online?
La domanda si compila sul portale del Ministero dell’Interno: si entra con SPID o CIE (identità digitale e carta d’identità elettronica) e chi è all’estero si registra prima. Va alla Prefettura (l’ufficio territoriale del Ministero) se vivi in Italia, al consolato se vivi all’estero. Nella pagina ufficiale i documenti da caricare sono, nell’ordine: documento di riconoscimento; atto di nascita e certificato penale del Paese di origine; certificazione che attesta il B1; ricevuta del contributo di 250 euro; estremi della marca da bollo telematica (solo dall’Italia).
La pagina cita solo la “certificazione”, ma la legge e il vademecum ammettono anche il titolo di studio, e non descrive i dati da inserire né i formati dei file. Dopo l’invio vedi le 7 fasi della domanda; per un aiuto con la pratica, l’assistenza per la richiesta di cittadinanza.
Quali errori conviene evitare?
- Ente non riconosciuto o livello sbagliato. Controlla il nome nell’elenco del vademecum. Un certificato A2, valido per il permesso UE, non dimostra il B1: il CELI, per esempio, distingue il CELI 1 Immigrati (A2) dal CELI 2 Immigrati (B1).
- Esonero dato per scontato. I cittadini UE non sono esonerati; per l’accordo di integrazione servono gli estremi della firma; per le limitazioni di apprendimento serve la struttura sanitaria pubblica, non il medico di base.
- Esame fatto troppo tardi. Il B1 serve già alla domanda, e secondo la Prefettura di Catania una domanda incompleta o irregolare viene respinta con motivazione e va ripresentata online.
Che differenza c’è tra il B1 della cittadinanza e l’A2 del permesso UE?
Dal 9 dicembre 2010 chi chiede il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo deve, salvo esenzioni, dimostrare l’italiano al livello A2. Secondo il portale Integrazione Migranti del Ministero del Lavoro (pagine del 2021 e del 2022) lo prova con un certificato A2 degli stessi cinque enti, un titolo di studio italiano (licenza media, diploma o laurea), l’iscrizione a un corso universitario italiano o, in mancanza, un test al computer organizzato dalla Prefettura.
Il B1 della cittadinanza è più alto e va allegato alla domanda: le fonti lette non descrivono un test della Prefettura, ma un certificato o un titolo. Non risultano modifiche recenti all’A2 (il D.Lgs. 83/2026 non tocca l’art. 9 del Testo unico), ma le pagine ufficiali sono datate: controlla le istruzioni aggiornate.
Un livello superiore al B1 va bene?
La legge dice “non inferiore” al B1, quindi un B2 o un C1 dovrebbe bastare, e un avviso consolare del 2019 parla di certificati B1 o superiori. Le fonti lette non lo dicono in modo esplicito: in caso di dubbio chiedi conferma all’ufficio.
Domande frequenti
Serve il B1 per la cittadinanza per matrimonio?
Di regola sì. L’art. 9.1 della legge 91/1992 richiede un italiano non inferiore al B1 per le concessioni degli articoli 5 (matrimonio) e 9 (residenza), da provare già con la domanda. Esistono esoneri, per esempio per il permesso UE di lungo periodo o per gravi limitazioni di apprendimento certificate.
Il diploma di scuola media italiano vale come B1?
Può valere come prova, non come esonero. Il vademecum accetta un titolo conseguito in italiano, dalla scuola secondaria di primo grado in su, di un istituto pubblico o paritario riconosciuto. Se è di un ente pubblico lo autocertifichi, se è paritario alleghi una copia autenticata.
Un certificato A2 o di un ente non riconosciuto va bene?
Di regola no. La legge chiede un livello non inferiore al B1 e un ente riconosciuto dai ministeri; il vademecum elenca CILS, CELI, CERT.IT, PLIDA, Reggio Calabria e i CPIA. Un certificato A2, come quello per il permesso UE di lungo periodo, non dimostra il B1.
Il certificato B1 scade?
Il vademecum non indica una scadenza. L’Università per Stranieri di Perugia scrive che i suoi certificati CELI non hanno scadenza finché resta in vigore il sistema certificatorio; per gli altri enti non abbiamo trovato dichiarazioni. Se il certificato è datato, chiedi all’ufficio competente.
Chi ha il permesso UE di lungo periodo deve fare il B1?
Di regola no: l’art. 9.1 non lo richiede a chi ha il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, e il vademecum cita anche il permesso CE rilasciato dal 9 dicembre 2010. Una proposta di legge in esame alla Camera al 28 ottobre 2026 eliminerebbe questo esonero, ma non è legge.
Fonti ufficiali
- Legge 132/2018 e testo coordinato del D.L. 113/2018 (art. 14, nuovo art. 9.1 legge 91/1992), fascicolo n. 281 del 3 dicembre 2018 – Gazzetta Ufficiale
- Vademecum per la concessione della cittadinanza italiana (circolare 20475 del 23 aprile 2025), par. 2.5 – Ministero dell’Interno
- Cittadinanza: invia la tua domanda – Ministero dell’Interno
- Certification (CLIQ), pagina in inglese – Ministero degli Affari esteri
- Legge 91/1992, testo coordinato al 23 maggio 2025 – Consolato Generale d’Italia a Bahía Blanca
- Test di italiano per il permesso per lungo soggiornanti – Integrazione Migranti
- Acquisto e revoca della cittadinanza, A.C. 2124-A, dossier del 16 ottobre 2026 – Camera dei deputati
Le fonti sono state consultate il 28 ottobre 2026. Per prove, date e quote abbiamo letto anche i siti degli enti certificatori (Siena, Perugia, Roma Tre, Dante Alighieri, Reggio Calabria). Le pagine di Prefetture e consolati possono essere più vecchie della legge: verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’ufficio competente.
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Sul fronte amministrativo possiamo aiutarti a controllare quali documenti servono, a scegliere ente e sede d’esame in base ai tempi della domanda, a preparare gli allegati e a seguire l’invio sul portale. Per gli aspetti legali, come ricorsi e consulenza legale, puoi contare sulle avvocate specializzate in immigrazione dello studio legale di SH Immigration Specialists. L’esito dipende dalle autorità competenti. Per una valutazione scrivici dalla pagina contatti.
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