In breve. La cittadinanza per nascita in Italia non è automatica: chi nasce qui da genitori stranieri, di regola, non è italiano alla nascita. La legge prevede solo pochi casi particolari, come i figli di genitori ignoti o apolidi e i trovatelli. Chi è nato in Italia e ci ha vissuto legalmente, senza interruzioni, fino ai 18 anni può invece diventare italiano con una dichiarazione al Comune entro un anno dal 18° compleanno. La riforma del 2025 non ha cambiato questa regola.
Molte famiglie si chiedono se un figlio nato in Italia sia italiano. Non esiste uno ius soli generale (la cittadinanza per il solo fatto di nascere sul territorio), ma ci sono alcune strade, spiegate qui insieme alle novità del 2025 e 2026.
Aggiornato il 19 ottobre 2026. La guida spiega le regole generali per chi è nato in Italia da genitori stranieri e non è una consulenza personalizzata: ogni caso dipende da residenza, permessi e documenti.
Come funziona la cittadinanza per nascita in Italia?
La legge sulla cittadinanza (legge 91/1992) si fonda soprattutto sulla discendenza, lo ius sanguinis: è italiano dalla nascita chi nasce da padre o madre italiani. Chi nasce in Italia da genitori stranieri può diventarlo solo in alcuni casi:
| Situazione | Cosa prevede la legge | Base di legge (L. 91/1992) |
|---|---|---|
| Genitori ignoti o apolidi, figlio che non segue la cittadinanza dei genitori, trovatello | Italiano dalla nascita | Art. 1, comma 1 lett. b) e comma 2 |
| Nato in Italia e residente legalmente, senza interruzioni, fino ai 18 anni | Dichiarazione entro un anno dal 18° compleanno | Art. 4, comma 2 |
| Nato in Italia con almeno tre anni di residenza legale | Concessione con decreto, a discrezione dello Stato | Art. 9, comma 1 lett. a-bis) |
| Figlio minorenne convivente di chi acquista o riacquista la cittadinanza | Diventa italiano con il genitore, se risiede legalmente in Italia da almeno due anni | Art. 14 |
| Minore straniero adottato da un cittadino italiano | Acquista la cittadinanza | Art. 3, comma 1 |
Tutti i modi di ottenere la cittadinanza sono nei tipi di cittadinanza italiana. Se un genitore è italiano conta la cittadinanza iure sanguinis (per discendenza); se l’hai persa, vedi il riacquisto della cittadinanza.
Quando chi nasce in Italia è italiano dalla nascita?
L’articolo 1 della legge 91/1992 considera italiani dalla nascita, anche con genitori stranieri:
- i figli di genitori entrambi ignoti o apolidi (cioè senza alcuna cittadinanza);
- i figli che non seguono la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato a cui questi appartengono;
- i trovatelli, cioè i figli di ignoti trovati in Italia, se non si prova che hanno un’altra cittadinanza.
Sono casi particolari e vanno provati. La condizione di apolide può essere certificata dal Ministero dell’Interno (art. 17 del D.P.R. 572/1993) oppure accertata da un tribunale.
Come si diventa italiani a 18 anni se si è nati in Italia?
È la cittadinanza “per beneficio di legge”, detta anche “elezione di cittadinanza”: se i requisiti ci sono, si acquista con una dichiarazione, senza decreto. L’articolo 4, comma 2, della legge 91/1992 richiede tre condizioni:
- sei nato in Italia;
- hai risieduto in Italia legalmente e senza interruzioni fino ai 18 anni;
- dichiari di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dal tuo 18° compleanno.
Per “residenza legale” il regolamento di attuazione (D.P.R. 572/1993) intende il rispetto delle regole su ingresso e soggiorno e l’iscrizione all’anagrafe (il registro dei residenti del Comune). Non serve il livello B1 di italiano richiesto per la concessione. La legge italiana ammette la doppia cittadinanza; controlla però le regole dell’altro Paese.
Dove si presenta la dichiarazione e con quali documenti?
All’ufficio di stato civile (che registra nascite, matrimoni e decessi) del Comune di residenza; dall’estero, all’autorità consolare italiana. Se i requisiti ci sono, l’acquisto ha effetto dal giorno successivo a quello in cui condizioni e formalità sono completate.
L’elenco esatto lo dà il Comune, che può avere un suo modulo. Ad esempio, la scheda di un Comune chiede documento d’identità, passaporti tuo e dei genitori, permessi di soggiorno attuali e passati (anche quello del genitore su cui eri iscritto da bambino) e ricevuta del contributo. Il Comune non può chiederti documenti che ottiene da altre amministrazioni, ma devi indicare i dati per trovarli. I documenti esteri vanno tradotti e legalizzati, salvo convenzioni come l’apostille: vedi legalizzazione e apostille.
Quanto costa e quanto tempo ci vuole?
L’articolo 9-bis prevede un contributo di 250 euro al Ministero dell’Interno per le dichiarazioni di elezione e di acquisto della cittadinanza; una scheda comunale lo indica anche per i 18 anni, con bollettino postale. L’esenzione dal 1° gennaio 2026 riguarda solo i figli minori nati all’estero di un genitore cittadino italiano per nascita (art. 4, comma 1-bis, lettera b). I 24 mesi dell’articolo 9-ter valgono per matrimonio e residenza, non per questa dichiarazione: i tempi dipendono dal Comune e la stessa scheda indica 30 giorni.
Finché l’acquisto non ha effetto resti straniero: il permesso va tenuto valido (vedi il rinnovo del permesso di soggiorno). Per essere affiancato nella pratica vedi Richiesta cittadinanza italiana.
Come si prova la residenza dalla nascita e cosa succede se ci sono buchi?
Di solito si prova con l’iscrizione all’anagrafe e con i permessi di soggiorno tuoi e dei genitori; certificati scolastici e sanitari possono completare il quadro. Per l’articolo 33 del D.L. 69/2013 (legge 98/2013) a chi chiede la cittadinanza ai sensi dell’art. 4, comma 2, non sono imputabili gli inadempimenti dei genitori o degli uffici pubblici, e i requisiti si provano con ogni idonea documentazione. Secondo il Ministero del Lavoro, che riassume una circolare del Ministero dell’Interno del 7 novembre 2007:
- Iscrizione all’anagrafe in ritardo: può essere accettata se certificati di vaccinazione o medici provano che eri già in Italia e se è collegata alla nascita, dichiarata da almeno un genitore in regola con il soggiorno.
- Brevi buchi nei permessi: certificati scolastici o sanitari possono aiutare a colmarli.
- Periodi lunghi all’estero o senza soggiorno regolare: le fonti ufficiali consultate non li chiariscono; dipende dal caso e conviene un parere legale.
La stessa pagina cita una sentenza più ampia del Tribunale di Imperia (10 settembre 2012): conta la prova complessiva di nascita e residenza fino ai 18 anni, e il soggiorno regolare del genitore alla nascita è solo un indizio. È una sola sentenza, non vale per tutti i casi. Se il Comune non accoglie la dichiarazione, rimedi e termini dipendono dal caso: conviene chiedere un parere legale.
E se è passato più di un anno dai 18 anni?
Controlla prima se il Comune ti ha avvisato. Nei sei mesi prima dei 18 anni gli ufficiali di stato civile devono comunicare ai residenti nati in Italia che possono dichiarare entro i 19 anni; se la comunicazione non c’è stata, il diritto può essere esercitato anche dopo.
Se l’avviso c’è stato e il termine è scaduto, resta la cittadinanza per concessione: l’articolo 9, comma 1, lettera a-bis), riguarda lo straniero nato in Italia che vi risiede legalmente da almeno tre anni (prima del 2025 la regola era nella lettera a). Secondo il Ministero dell’Interno restano tre anni e la domanda si presenta dalla maggiore età. Non è un diritto: la concessione è discrezionale, arriva con decreto del Presidente della Repubblica e valgono le altre regole, come l’italiano a livello B1 (con alcune esenzioni). Requisiti e tempi sono nella guida alla cittadinanza italiana per residenza; con un coniuge italiano vedi la cittadinanza per matrimonio.
Cosa succede ai figli minorenni e ai minori adottati?
Per l’articolo 14 i figli minorenni conviventi di chi acquista o riacquista la cittadinanza diventano italiani con il genitore. Per le acquisizioni dei genitori dal 24 maggio 2025 serve anche che il figlio risieda legalmente in Italia da almeno due anni continuativi (o dalla nascita, se ha meno di due anni). Da maggiorenne si può rinunciare, purché si abbia un’altra cittadinanza.
Il minore straniero adottato da un cittadino italiano acquista la cittadinanza (art. 3). L’adottato maggiorenne può chiederla per concessione dopo cinque anni di residenza legale successivi all’adozione (art. 9, comma 1, lettera b).
La riforma del 2025 ha cambiato queste regole?
La riforma (D.L. 36/2025, convertito dalla legge 74/2025) ha limitato soprattutto la cittadinanza per discendenza di chi nasce all’estero con un’altra cittadinanza. Per chi è nato in Italia da genitori stranieri:
- non ha cambiato l’articolo 1 né la dichiarazione dei 18 anni;
- ha confermato i tre anni di residenza per la concessione, ora nella lettera a-bis);
- ha aggiunto, per i minori che seguono il genitore, i due anni di residenza legale (art. 14).
Neppure la legge di bilancio 2026 (legge 199/2025) tocca la dichiarazione dei 18 anni: riguarda solo i minori nati all’estero di cittadini italiani per nascita.
Che cosa cambia dopo aver acquistato la cittadinanza?
- Sei cittadino italiano e dell’Unione europea: puoi vivere nell’UE e votare e candidarti alle elezioni europee e locali dove vivi.
- Hai i diritti politici: voto (art. 48 della Costituzione) e accesso agli uffici pubblici alle condizioni di legge (art. 51).
- Revoca: la cittadinanza acquistata con la dichiarazione dei 18 anni può essere revocata dopo una condanna definitiva per reati gravi, come terrorismo o eversione, entro dieci anni dal passaggio in giudicato e solo se l’interessato possiede o può acquisire un’altra cittadinanza (art. 10-bis). Non riguarda chi è italiano dalla nascita.
Ci sono progetti di legge per cambiare le regole?
Ad ottobre 2026 la legge italiana non prevede né uno ius soli generale né lo ius scholae (cittadinanza legata agli anni di scuola). Il progetto A.C. 2124-A su acquisto e revoca della cittadinanza prevede nuovi limiti: la commissione della Camera ha concluso l’esame il 14 ottobre 2026 e il testo attende ora l’esame dell’Aula. Nel testo della commissione alcune condanne penali impedirebbero l’acquisto con la dichiarazione dei 18 anni. Il testo può cambiare: controlla la situazione aggiornata prima di dichiarare.
Altri progetti risultano assegnati alla I Commissione della Camera, senza un esame indicato nella scheda. L’A.C. 2028, ad esempio, permetterebbe a un genitore legalmente residente di dichiarare, prima dei 18 anni, l’acquisto della cittadinanza per il figlio nato in Italia dopo dieci anni di scuola in Italia.
Domande frequenti
Chi nasce in Italia da genitori stranieri è italiano?
Non automaticamente. L’Italia non ha uno ius soli generale: di regola il bambino segue la cittadinanza dei genitori. Sono italiani dalla nascita i figli di genitori ignoti o apolidi, chi non segue la cittadinanza dei genitori secondo la loro legge e i trovatelli.
Entro quando si può chiedere la cittadinanza a 18 anni?
Entro un anno dal 18° compleanno, con una dichiarazione all’ufficio di stato civile del Comune di residenza o, dall’estero, al consolato. Servono la nascita in Italia e la residenza legale ininterrotta fino ai 18 anni. Se il Comune non ti ha avvisato, il diritto può essere esercitato anche dopo.
Un’iscrizione anagrafica tardiva fa perdere il diritto?
Non necessariamente. Per l’articolo 33 del D.L. 69/2013 gli inadempimenti di genitori e uffici non sono imputabili a chi è nato in Italia e la residenza si prova con ogni idonea documentazione. Ogni caso va comunque valutato sui documenti disponibili.
Quanto costa la dichiarazione dei 18 anni?
Di regola è dovuto un contributo di 250 euro al Ministero dell’Interno, previsto dall’articolo 9-bis della legge 91/1992, da pagare secondo le istruzioni del Comune. L’esenzione in vigore dal 2026 non la riguarda. Chiedi al Comune se servono altri costi.
Lo ius soli o lo ius scholae sono legge in Italia?
No. Ad ottobre 2026 la legge non prevede né uno ius soli generale né lo ius scholae. Alla Camera il progetto A.C. 2124-A su acquisto e revoca della cittadinanza prevede nuovi limiti legati a condanne penali; proposte come l’A.C. 2028 risultano assegnate in commissione senza esame indicato. Finché non diventano legge, restano le regole vigenti.
Fonti ufficiali
- Legge 91/1992, testo coordinato al 24 maggio 2025 (art. 10-bis non aggiornato) – Consolato d’Italia a Colonia
- Legge 74/2025, Gazzetta Ufficiale n. 118 – Gazzetta Ufficiale
- Prime istruzioni operative sulla legge 74/2025 – Ministero dell’Interno
- Circolare n. 889 dell’8 gennaio 2026 – Ministero dell’Interno
- Acquisto della cittadinanza per beneficio di legge – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
- Progetto di legge A.C. 2028 sulla cittadinanza dei minori stranieri nati in Italia – Camera dei deputati
- Ufficio VII, minoranze e apolidia – Ministero dell’Interno
- Progetto di legge A.C. 2124-A, acquisto e revoca della cittadinanza – Camera dei deputati
Le fonti sono state consultate il 19 ottobre 2026. I Comuni possono usare moduli e prassi diversi e il Parlamento sta esaminando modifiche: verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’ufficio competente.
Come può aiutarti SH Immigration Specialists?
Possiamo aiutarti a controllare se hai i requisiti per la dichiarazione dei 18 anni, a mettere in ordine i documenti che provano la residenza continua e a seguire la pratica con il Comune. Per gli aspetti legali, come ricorsi e consulenza legale, puoi contare sulle avvocate specializzate in immigrazione dello studio legale di SH Immigration Specialists. L’esito dipende dalle autorità competenti. Per una valutazione scrivici dalla pagina contatti.
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