Finalmente tutti parlano del click day Decreto Flussi
Lunedì 23 settembre 2024, sindacati e rappresentanti delle imprese hanno incontrato il Governo per discutere, finalmente, del click day Decreto Flussi (se non sai cosa sia, leggi la nostra guida).
Già a inizio giugno, la Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, con un esposto al Procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, denunciò le incongruenze rilevate tra l’elevato numero di domande presentate e l’effettiva assunzione dei lavoratori stranieri entrati in Italia, problema particolarmente accentuato nella regione Campania (evento che ha sollevato il classico polverone ma non era affatto una novità; ne erano ben consapevoli gli operatori del settore ma anche le stesse Prefetture).
I Governi di ogni colore politico sono ben consapevoli dell’importanza di manodopera straniera nel nostro Paese, anche a causa dello spaventoso calo demografico, specialmente nella stagione estiva, quando strutture ricettive e attività agricole hanno un enorme incremento della domanda.
Non è un caso se, per la prima volta nella storia, la programmazione degli attuali flussi di ingresso è stata triennale, con quote già prestabilite e in continuo aumento per il triennio 2023-2025.
Il vero problema del click day
Il Governo è comprensibilmente preoccupato per le infiltrazioni mafiose che portano al caporalato e alla presentazione di istanze da aziende fittizie ma, ciò che non ha ancora compreso è che, come denunciato da anni dai funzionari delle Prefetture stesse, il vero problema non sta nei flussi migratori o nel Decreto Flussi bensì nel click day, strumento tutto italiano che, specialmente nell’ultima edizione, ha dato il peggio di sé.
Alle 9:00 del mattino del mistico click day migliaia di mani sudate e tremanti cliccano fiduciose sul pulsante “invia” (se hanno avuto anche solo la fortuna di poter accedere al portale) del sito ufficiale del Ministero dell’Interno, sperando di potersi accaparrare una quota.
Considerate che per le 25mila quote per lavoro non stagionale sono state presentate oltre 230mila domande (fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).
I ridicoli software dell’azienda che cura e gestisce il portale del Ministero non sono neppure stati in grado di sorreggere la quantità di richieste (nonostante si sapesse già l’enorme domanda) e hanno portato molte persone che erano riuscite a cliccare alle 9 in punto ad avere ricevute di presentazione anche oltre le ore 10:00 del mattino.
Come tutti sanno, già dopo i primi 4 minuti è raro essere in quota, infatti nei giorni seguenti si era creato grande sconforto e delusione da parte di chi aveva preso in carico numerose istanze.
Un tentativo di alleggerimento delle richieste era già stato fatto nelle ultime edizioni, suddividendo gli ingressi per tipologia di lavoro.
I click day sono stati tre in tre giorni differenti: lavoro non stagionale, lavoro domestico e lavoro stagionale. Non c’è bisogno di dire che i server hanno crashato in tutte le edizioni.
Ora, capisco che agli alti funzionari non interessi più di tanto che sia una persona o l’altra ad ottenere l’autorizzazione all’ingresso, ma davvero non si rendono conto del danno provocato alle nostre aziende? Come si possono lamentare del fatto che le aziende non assumono se, primo, non hanno alcuna certezza sull’esito del click day decreto flussi, secondo, alcune ambasciate hanno tempi di lavorazione esagerati ed è infattibile avere appuntamento (primo fra tutti il Pakistan) e, terzo, è impossibile comunicare con le grandi Prefetture (come Napoli, Roma e Milano) ed è difficile persino ottenere l’appuntamento per la stipula del contratto di soggiorno.
Ho visto personalmente grandi aziende multinazionali con miliardi di euro di fatturato fare domanda per un unico lavoratore e abbiamo dovuto lottare per mesi e mesi con l’Ambasciata italiana e poi con la Prefettura perché, secondo loro, mancavano requisiti e documenti (erano domande perfette con tutti i documenti presenti fin dal primo inoltro delle domande).
Novità proposte dal Governo
Se da una parte Cgil, Cisl, Uil e alcune organizzazioni datoriali, come Coldiretti e Fidaldo (federazione dei datori di lavoro domestico), hanno richiesto una totale riforma della Legge Bossi-Fini con l’abolizione del Click Day, definendolo correttamente una “lotteria” che gioca con le vite delle persone, oltre che con le attività commerciali italiane, molti rappresentanti dei datori di lavoro e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, hanno avanzato l’ipotesi di creare Click Day decreto flussi settoriali, un meccanismo che permetterebbe di suddividere gli ingressi in base ai bisogni specifici dei vari comparti.
Eppure, come accennato sopra, un tentativo simile era già stato fatto nelle ultime edizioni ma con esiti disastrosi visto che i server del portale erano incapaci di sopportare le ingenti richieste.
Per ora, quindi, il click day decreto flussi non cambia di molto e per la prossima edizione di febbraio 2025 potremmo doverci aspettare malfunzionamenti simili a quelli delle ultime edizioni.
Non c’è bisogno di ricordare che, se l’intento di questa manovra era contrastare la mafia e i truffatori (che vendono finti contratti a sventurati che una volta arrivati in Italia si trovano senza lavoro, costretti a rimanere clandestini), non cambierà proprio nulla.
Il futuro del click day decreto flussi
Concludo ricordando che sono consapevole del fatto che non sia facile trovare i giusti compromessi per accontentare tutti ma, almeno, se si fa qualcosa che si faccia bene. Abbiamo tecnologie troppo avanzate per fare questi errori banali e lo vediamo anche con i passaporti di noi italiani.
Non solo i primi appuntamenti disponibili sono spesso dopo mesi ma talvolta è persino impossibile riuscire a prenotare l’appuntamento, costringendo a controllare ogni giorno sul sito la disponibilità di nuovi slot.
“Fatta la legge fatto l’inganno” sembra essere lo slogan che accoglie ogni nuova iniziativa politica/burocratica italiana ma ci tengo a precisare che l’inganno avviene non per nostra natura biologica bensì perché le leggi sono fatte male. E non intendo male nel senso che non prevedono le punizioni adeguate per ogni singola deviazione da esse ma male nel senso che sono incompatibili con le situazioni che si prefiggono di regolare.
Eppure, sono sicuro che se il meccanismo del click day decreto flussi lo elaborasse un qualunque funzionario della Prefettura, magari insieme all’ultimo dei segretari in Ambasciata, troverebbero una soluzione migliore rispetto a quelle proposte da chi conosce solo per sentito dire e non subisce le dirette conseguenze delle proprie decisioni.


















